Sui ragazzi il rumore è enorme e i dati sono meno di quanto sembri. Vale la pena
separare le due cose, perché è quello che permette a un genitore di decidere.
Quanto serve: il numero, e il suo limite
Le linee guida OMS 2020 per la fascia 5-17 anni raccomandano in media
un'ora al giorno di attività fisica da moderata a vigorosa, con attività che
rinforzano muscoli e ossa almeno tre volte a settimana, e di limitare il
tempo sedentario.
Gli autori della revisione che sostiene quelle linee guida — 21 revisioni
sistematiche esaminate — scrivono però una cosa che di solito non viene citata:
le prove non bastano ancora a descrivere del tutto la relazione fra dose e
risultato, né a dire se cambia secondo il tipo di attività.
Tradotto per un genitore: la direzione è solida — più movimento, meno tempo
fermo — i numeri esatti sono una stima ragionevole, non una misura.
A quest'età il problema quasi mai è la tecnica: è che l'esercizio si faccia, e continui a essere fatto.
La scoliosi: dove bisogna essere onesti due volte
Questo è il tema su cui i genitori cercano di più, ed è quello dove serve più
cautela.
La revisione Cochrane 2024 ha messo insieme 13 studi randomizzati e 583
ragazzi fra i 12 e i 15 anni. La conclusione sul confronto fra esercizio
terapeutico e nessun trattamento: siamo molto incerti sul fatto che
l'esercizio riduca l'angolo di Cobb. Sugli altri esiti — rotazione del tronco,
asimmetria della vita, aspetto estetico — le prove sono di certezza bassa e gli
effetti piccoli.
Questo va detto per primo, perché è il corpo di prove più ampio che esiste.
E però, nel febbraio 2025, uno studio randomizzato su JAMA Network Open ha
seguito 128 adolescenti (età media 11 anni) per sei mesi, confrontando gli
esercizi specifici per la scoliosi erogati tramite un sistema digitale con
il modello convenzionale. Differenza media nel miglioramento dell'angolo di
Cobb: 4,23 gradi a favore del gruppo digitale.
Due risultati che sembrano opposti e non lo sono: la Cochrane confronta
l'esercizio con il non farlo, il trial del 2025 confronta due modi di
erogare lo stesso esercizio. Un singolo studio non ribalta una revisione
sistematica — ma è un dato recente, di buona qualità, e ignorarlo perché è
scomodo sarebbe disonesto quanto sventolarlo.
Questi esercizi valgono per tuo figlio?
Lo stesso dolore può nascere da cause diverse, e ognuna vuole un lavoro diverso — a volte opposto: quello che scioglie una persona può irrigidirne un’altra. Un articolo non può saperlo, perché parla al caso medio. Se dopo due o tre settimane non è cambiato niente, il problema raramente è che ti stai impegnando poco.
Scrivi cosa senti: guardiamo il tuo caso e ti diciamo se quello che hai letto vale per te. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.
Non per la tecnologia. L'ipotesi più semplice è la costanza: gli esercizi
per la scoliosi funzionano se si fanno per mesi, e il punto in cui quasi tutti i
percorsi si rompono è la settimana fra una seduta e l'altra. Un sistema che
ricorda, guarda e corregge tiene in piedi proprio quel pezzo.
È anche il motivo per cui, con un ragazzo, il genitore è parte del metodo,
non un accompagnatore.
«Ha la postura storta»
È la frase con cui arrivano quasi tutti. Le asimmetrie in crescita sono
frequentissime e la maggior parte rientra da sola: una spalla più bassa, un
piede che ruota, una schiena che a dodici anni sembra un'altra cosa rispetto a
un anno prima.
Quello che merita uno sguardo è diverso:
dolore che non passa, soprattutto notturno;
una differenza che peggiora mese dopo mese;
la rinuncia: smette di fare cose che prima faceva;
un crollo della prestazione sportiva senza spiegazione.
Per la salute generale è gran parte del lavoro, e nessun esercizio prescritto
sostituisce il fatto che un ragazzo giochi. Per un problema specifico no: lì
serve un esercizio scelto, dosato e riconsiderato ogni poche settimane — che è
un'altra cosa dall'allenamento, come abbiamo scritto in
partner del movimento, non personal trainer.
In sintesi
Un'ora al giorno fra i 5 e i 17 anni, con la direzione solida e i numeri esatti
meno. Sulla scoliosi la Cochrane è molto incerta sull'effetto dell'esercizio, e
un trial del 2025 su 128 ragazzi mostra che come lo si eroga cambia il
risultato di quattro gradi. Le asimmetrie in crescita quasi sempre rientrano: a
contare sono il dolore che non passa, il peggioramento e la rinuncia.
Inizia dal questionario su Ri-Hub — poche domande sul tuo caso, ti registri, e vedi chi ti seguirà: un fisioterapista iscritto all'Albo, a cui scrivi in chat quando vuoi. Se preferisci parlarne a voce, il primo colloquio è gratuito, dura venti minuti e non ti impegna a nulla: arriva avendo già letto quello che hai scritto, e insieme decidete se e come proseguire.
Domande frequenti
Quanto movimento serve a un ragazzo?
Le linee guida OMS 2020 per la fascia 5-17 anni raccomandano in media un'ora al giorno di attività da moderata a vigorosa, con attività di rinforzo di muscoli e ossa almeno tre volte a settimana, e di limitare il tempo sedentario. Gli stessi autori dicono però che le prove non bastano ancora a descrivere del tutto la relazione dose-risposta: la raccomandazione è solida nella direzione, meno nei numeri esatti.
Gli esercizi per la scoliosi funzionano?
Qui la risposta onesta è doppia. La revisione Cochrane 2024 su 13 studi randomizzati e 583 ragazzi dice che siamo MOLTO INCERTI sul fatto che l'esercizio terapeutico riduca l'angolo di Cobb. Nello stesso periodo però uno studio randomizzato pubblicato su JAMA Network Open nel 2025, su 128 adolescenti, ha trovato un miglioramento dell'angolo di Cobb di 4,2 gradi in più con esercizi specifici seguiti tramite un sistema digitale rispetto al modello tradizionale. Un buono studio non ribalta una revisione, ma non va nascosto.
Gli esercizi a distanza funzionano anche per i ragazzi?
Quello studio del 2025 è proprio su questo, ed è il risultato che meno ci aspettavamo: il gruppo seguito con supporto digitale è andato meglio del gruppo con il modello convenzionale. La spiegazione probabile non è la tecnologia in sé ma la costanza — con un sistema che ti ricorda e ti corregge, gli esercizi si fanno davvero.
Mio figlio ha una postura storta: devo preoccuparmi?
Quasi sempre no, e quasi sempre non è quello il punto. Le asimmetrie in crescita sono frequentissime e la maggior parte rientra da sola. Quello che merita uno sguardo è il dolore che non passa, una differenza che peggiora nel tempo, o la rinuncia a fare cose che prima faceva.
Lo sport basta?
Per la salute generale è gran parte del lavoro. Per un problema specifico — una scoliosi in crescita, un dolore che torna, un recupero dopo un infortunio — no: lì serve un esercizio scelto e dosato, che è un'altra cosa dall'allenamento.
Ri-Hub ti mette in contatto con un fisioterapista online: primo colloquio gratuito in videochiamata con un professionista iscritto all'Albo, che ti segue per tutto il percorso. E se al tuo caso servono le mani, è chi ti segue a dirtelo e a mandarti da uno dei nostri, vicino a te. Se preferisci partire dalla tua zona, guarda il fisioterapista vicino a te, città per città. Se ti stai chiedendo quanto costa una seduta di fisioterapia, abbiamo confrontato studio privato, domicilio, ticket SSN e online.