Il nostro approccio

Con che cosa lavoriamo (e con che cosa no)

Quasi tutti i siti di fisioterapia elencano quello che offrono. Questa pagina elenca anche quello che non offriamo, perché è la metà dell’informazione che serve per decidere — e perché scoprirlo dopo aver pagato è la cosa peggiore che possa capitarti.

Con che cosa lavoriamo

Cinque strumenti, e il primo pesa più di tutti gli altri messi insieme.

  • Il fisioterapista, ripreso di spalle, porta la mano alla propria spalla mentre sullo schermo la paziente in videochiamata ripete lo stesso movimento.

    Il fisioterapista mostra il movimento, poi guarda te che lo fai.

  • Un fisioterapista in divisa blu ascolta la paziente seduta di fronte a lui alla scrivania, con il laptop aperto fra i due.

    La valutazione comincia ascoltando, non toccando.

  • Un uomo di spalle, seduto davanti al laptop, segue la videochiamata con la fisioterapista che compare sullo schermo.

    Dall’altra parte: casa tua, con gli attrezzi che hai davvero.

  • Un fisioterapista in divisa blu sorride mentre parla guardando il laptop, con una pianta verde alle spalle.

    Spiegare che cosa sta succedendo è parte del trattamento, non un di più.

Esercizio terapeutico

È lo strumento principale e quello su cui la ricerca in fisioterapia è più solida: mal di schiena, artrosi, tendinopatie, recupero post-operatorio, prevenzione delle cadute. Non è ginnastica: è movimento prescritto con una dose, una progressione e un criterio per capire se sta funzionando. E continua a lavorare quando il fisioterapista non c’è.

Correzione dell’esecuzione

Guardarti fare l’esercizio e sistemarlo mentre lo fai. È la parte che in videochiamata funziona meglio che altrove, per un motivo semplice: sei nel posto in cui poi ti allenerai davvero, con gli attrezzi che hai davvero.

Gestione del carico

Quanto, quanto spesso, quando alzare l’asticella e quando aspettare. È dove si perde la maggior parte dei percorsi: un programma identico per tre mesi smette di produrre effetti dopo poche settimane.

Spiegare che cosa sta succedendo

Sembra la parte accessoria e non lo è: negli studi sul dolore persistente, capire il meccanismo ha un effetto misurabile sul dolore stesso. Un referto letto insieme toglie spesso metà della paura, e la paura è quello che ti fa muovere di meno.

Organizzare la giornata

Come dormi, come stai seduto, come sollevi, ogni quanto ti alzi. Sono le ore fra una seduta e l’altra a fare la differenza, non i trenta minuti in videochiamata.

Con che cosa non lavoriamo

Non perché non ci crediamo: perché a distanza non si fanno, o perché non sono atti nostri.

Terapia manuale

Cinque dei nostri ventidue fisioterapisti hanno una formazione in terapia manuale, e la usano — in studio. A distanza le mani non ci sono, e non c’è modo di girarci intorno: per quello c’è la seduta in presenza, che il tuo fisioterapista ti propone quando al tuo caso serve. Il piano resta il suo, e subito dopo si riprende online.

Tecar, laser, ultrasuoni, onde d’urto

Sono macchinari, e i macchinari stanno in uno studio. Vale la pena aggiungere una cosa: le linee guida internazionali mettono il trattamento attivo in prima linea e le terapie strumentali come complemento, non come cura. Non significa che non servano mai — significa che non sono la parte che decide l’esito.

Infiltrazioni, esami, diagnosi

Sono atti medici. Un fisioterapista non li fa, né in studio né online. Se dalla valutazione emerge che servono, te lo diciamo e ti indirizziamo.

Idrokinesiterapia

Serve una piscina. Uno dei nostri la pratica, ma non con noi.

E funzionano, queste terapie?

È la domanda che viene dopo, e la risposta non è la stessa per tutte. Su ognuna abbiamo scritto cosa dicono gli studi — comprese le volte in cui il risultato non ci fa comodo.

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Tecarterapia: come funziona la radiofrequenza, cosa dicono davvero le revisioni scientifiche sulla sua efficacia e.

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Ultrasuoni terapia: a cosa servono davvero su schiena, ginocchio e spalla, cosa dice la revisione Cochrane e perché le.

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Quando ti conviene lo studio

Ci sono casi in cui la risposta giusta è «vai da qualcuno che ti metta le mani addosso»: le primissime settimane dopo un intervento, una spalla che non si muove e va mobilizzata, una valutazione che richiede di essere toccata. Quando succede te lo diciamo, e se hai già pagato qualcosa che non possiamo erogare te lo restituiamo.

Molte persone fanno le due cose insieme: lo studio per quello che richiede le mani, noi per la parte lunga — quella di esercizio e progressione, che dura mesi e che è dove i percorsi di solito si interrompono. Ogni area di intervento dice, nel dettaglio, che cosa si può fare a distanza e che cosa no.

Le indicazioni di questa pagina descrivono il nostro modo di lavorare e non sostituiscono una valutazione clinica. La scelta del trattamento si fa sul singolo caso, non su una pagina web.