«Ho la scoliosi: posso correre? Posso andare in palestra? Devo fare nuoto?»
Sono le domande che arrivano subito dopo la diagnosi, e quasi sempre ricevono
risposte più restrittive di quanto le prove giustifichino. Il risultato è un
ragazzo che smette di fare sport — e quello è l'unico danno certo di tutta la
faccenda.
Il punto di partenza: l'attività fisica non causa la scoliosi
Una revisione pubblicata su Current Opinion in Pediatrics nel 2019, scritta
proprio per rispondere alle domande più frequenti delle famiglie, è netta:
l'attività fisica in generale non ha rapporto con lo sviluppo della scoliosi
idiopatica dell'adolescente. Nella stessa revisione cade anche il mito dello
zaino: peso e modello non sono associati a una maggiore probabilità di
sviluppare una scoliosi.
Si può. Non esiste una prova che la corsa causi o peggiori una curva.
Se correndo la schiena dà fastidio, il problema si affronta come in chiunque
altro — progressione del carico, forza, ripresa graduale dopo una pausa — non
smettendo perché c'è una scoliosi. Se stai rientrando dopo un periodo fermo, le
regole sono le stesse di tutti e stanno in
ricominciare a correre dopo un lungo stop.
Palestra e pesi
Si può, e il rinforzo è utile.
Il divieto generico «niente pesi perché hai la scoliosi» non è sostenuto da
prove. Quello che conta è quello che conta per tutti: tecnica, un carico che
cresce per gradi, e qualcuno che guardi come esegui nelle prime settimane.
Questi esercizi valgono per il tuo problema di postura?
Lo stesso dolore può nascere da cause diverse, e ognuna vuole un lavoro diverso — a volte opposto: quello che scioglie una persona può irrigidirne un’altra. Un articolo non può saperlo, perché parla al caso medio. Se dopo due o tre settimane non è cambiato niente, il problema raramente è che ti stai impegnando poco.
Scrivi cosa senti: guardiamo il tuo caso e ti diciamo se quello che hai letto vale per te. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.
Il nuoto non cura la scoliosi. È un'ottima attività per mille motivi, ma non
raddrizza le curve, e prescriverlo «per la schiena storta» è un'abitudine che le
prove non sostengono.
C'è anche un dato che va nella direzione opposta a quella che molti si aspettano:
la stessa revisione del 2019 segnala che nei ragazzi ancora immaturi il
nuoto agonistico e la danza classica sono risultati associati a una
probabilità più alta di avere una scoliosi.
Va letto per quello che dice: è un'associazione, non una causa dimostrata, e
riguarda l'agonismo in età di crescita, non la piscina del sabato. Non è un
motivo per smettere di nuotare. È un motivo per non considerare il nuoto una
terapia.
Gli sport asimmetrici
Tennis, scherma, pallavolo, golf. È il timore più comune: «usa sempre lo stesso
braccio, gli storcerà la schiena».
Non ci sono prove che gli sport asimmetrici causino una scoliosi o la facciano
peggiorare. La colonna non si deforma perché si usa più un braccio dell'altro.
Togliere a un ragazzo lo sport che ama ha un costo certo — sul movimento,
sugli amici, su come si vede — a fronte di un beneficio non dimostrato.
Il corsetto e le ore di sport
Di norma il corsetto si toglie per il tempo dell'attività, e quelle ore
rientrano nel monte ore concordato.
Quante ore, e come distribuirle fra scuola, notte e sport, lo stabilisce chi
l'ha prescritto: è una decisione clinica, non un aggiustamento da fare in
famiglia. Quello che si può portare al controllo è una domanda legittima — «in
che ore della giornata conviene toglierlo, visto che gioca il martedì e il
giovedì?».
Sport e esercizi specifici non sono la stessa cosa
È la confusione che fa più danni, in tutte e due le direzioni.
Lo sport serve alla salute generale, alla forza, alla testa e al piacere di
muoversi. Non ha obiettivi sulla curva.
Gli esercizi specifici per la scoliosi hanno obiettivi e criteri propri, e
si fanno indipendentemente dallo sport praticato.
Fare sport non toglie la necessità del programma. Fare il programma non toglie la
necessità di muoversi. Negli adulti il discorso cambia di nuovo, e l'abbiamo
scritto a parte in
scoliosi negli adulti.
Convivere con la scoliosi
Nella grandissima parte dei casi non significa rinunciare a qualcosa.
Le limitazioni vere riguardano le curve importanti con ripercussioni
respiratorie, o un dolore rilevante: situazioni che chi ti segue conosce e
gestisce caso per caso. Per tutte le altre, la domanda giusta non è «cosa devo
evitare» ma «cosa mi piace abbastanza da continuare a farlo fra dieci
anni» — perché è la costanza, non la scelta dello sport, la variabile che
cambia qualcosa.
Domande frequenti
Si può correre con la scoliosi?
Sì. Non esiste una prova che la corsa causi o peggiori una scoliosi, e l'attività fisica in generale non è associata allo sviluppo della scoliosi idiopatica dell'adolescente. Se la corsa dà fastidio alla schiena il problema si affronta come in chiunque altro — progressione del carico, forza, scarpe — non smettendo perché c'è una curva.
Si può fare palestra e sollevare pesi?
Sì, e il rinforzo è utile. Non c'è motivo di escludere il lavoro con i pesi per la presenza di una curva: contano la tecnica, un carico che cresce per gradi e qualcuno che guardi come lo esegui. Il divieto generico «niente pesi perché hai la scoliosi» non è sostenuto da prove.
Il nuoto cura la scoliosi?
No, ed è il luogo comune più diffuso. Il nuoto è un'ottima attività, ma non è una terapia per la scoliosi: non raddrizza le curve. Una revisione del 2019 segnala anzi che nei ragazzi ancora immaturi il nuoto agonistico e la danza classica sono risultati associati a una probabilità più alta di avere una scoliosi — un'associazione, non una causa dimostrata, e riferita all'agonismo, non alla piscina del sabato.
Gli sport asimmetrici come tennis o scherma fanno male?
Non ci sono prove che causino una scoliosi o la facciano peggiorare. È un timore diffuso e comprensibile, ma la colonna non si deforma perché si usa più un braccio dell'altro. Se il ragazzo ama quello sport, toglierglielo ha un costo certo e un beneficio non dimostrato.
Si fa sport con il corsetto?
Di norma sì: il corsetto si toglie per il tempo dell'attività, e quelle ore rientrano nel monte ore concordato. Quante ore e come distribuirle lo stabilisce chi ha prescritto il corsetto, e non è una decisione da prendere da soli.
L'attività fisica può sostituire gli esercizi specifici?
No, sono due cose diverse. Lo sport serve alla salute generale, alla forza e al piacere di muoversi; gli esercizi specifici per la scoliosi hanno obiettivi e criteri propri. Fare sport non toglie la necessità del programma, e fare il programma non toglie la necessità di muoversi.
Convivere con la scoliosi significa rinunciare a qualcosa?
Nella grandissima parte dei casi no. Le limitazioni vere riguardano curve importanti con ripercussioni respiratorie o dolore rilevante, e sono situazioni che chi ti segue conosce. Per tutte le altre, la domanda giusta non è «cosa devo evitare» ma «cosa mi piace abbastanza da farlo per anni».
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