Metodo editoriale
Come scriviamo quello che leggi
Su un sito che parla di salute, sapere come è scritto quello che leggi conta quanto il contenuto. Questa pagina lo spiega, con i numeri di oggi e senza arrotondarli.
Sono 745 articoli su 839, cioè l’89%. Gli altri sono pagine di servizio, guide pratiche e spiegazioni di esercizi dove citare uno studio non aggiungerebbe niente: preferiamo dirlo che gonfiare il conto. I riferimenti non stanno solo in fondo alla pagina — sono dichiarati anche nei dati strutturati, con l’identificativo PubMed, così che una macchina possa verificarli senza leggere il testo.
Il procedimento
Come nasce un articolo
- 1
La domanda arriva da chi cerca.
Non scegliamo i temi a tavolino: partiamo da quello che le persone digitano davvero, compresi i modi «sbagliati» di chiamare le cose. Se una domanda è molto cercata e la risposta in giro è cattiva, quella pagina va scritta.
- 2
Si cercano le fonti prima di scrivere, non dopo.
Revisioni sistematiche, meta-analisi, linee guida e studi randomizzati su PubMed. Gli abstract si aprono e si leggono: nessun numero entra in un articolo se non è in quello che abbiamo letto.
- 3
Si dichiarano i limiti.
Ogni numero importante arriva con quello che lo indebolisce: quanto era grande il campione, se c’era un gruppo di controllo, se gli autori stessi scrivono che serve altro. Un dato senza il suo limite è pubblicità, non informazione.
- 4
Si dice anche quando non funziona.
Diverse nostre pagine smontano pratiche diffuse — e a volte prodotti che potremmo vendere meglio se tacessimo. Quando su un tema le prove non esistono, la pagina lo scrive invece di riempire lo spazio.
- 5
Ogni articolo dice quando serve un medico.
Non è una formula legale in fondo: è un elenco di segnali concreti per quel disturbo specifico, messo dove chi legge sta cercando cosa fare.

Responsabilità
Chi c’è dietro
I contenuti clinici sono rivisti da un fisioterapista iscritto all’Albo TSRM PSTRP. La responsabilità clinica di quello che pubblichiamo è di una persona con un numero d’albo, non di una redazione anonima: gli articoli firmati riportano chi li ha rivisti e quando.

Una parte degli articoli è firmata «Team Ri-Hub». Sono pagine redazionali costruite sulle fonti citate ma non attribuite a un singolo clinico: lo scriviamo invece di far finta che tutto passi dalla stessa scrivania.
I confini
Cosa questi articoli non sono
Non sono una diagnosi e non la sostituiscono. Un articolo non sa quanti anni hai, cosa ti è già successo e cosa stai prendendo: descrive quadri tipici, e i quadri tipici servono a farsi le domande giuste, non a darsi le risposte. Se quello che leggi somiglia al tuo caso, il passo successivo è una valutazione — nostra o di qualcun altro.
Dichiariamo anche quando la videochiamata da sola non basta. Se serve il lavoro con le mani, il percorso non si interrompe: il tuo fisioterapista ti manda da un collega della rete vicino a te, che esegue il piano che ha scritto lui, e subito dopo si riprende online. Se invece il caso a distanza non si tratta — condizioni neurologiche complesse, fasi post-operatorie iniziali — lo diciamo e indirizziamo altrove.
Correzioni
Errori e correzioni
Gli errori capitano: un numero letto male, uno studio superato, una frase che invecchia. Quando ce ne accorgiamo correggiamo la pagina, e se la correzione cambia la sostanza lo scriviamo nel testo invece di sistemarla in silenzio.
Se trovi qualcosa che non torna — un dato, una fonte, un’affermazione che non regge — scrivici a info@ri-hub.it indicando la pagina. È il modo più veloce per farcelo sapere, e ci fa un favore.
Numeri di questa pagina aggiornati al 5 ottobre 2026, misurati sul corpus pubblicato.