Di cosa parliamo
Per decenni si è detto «tendinite», cioè infiammazione. Gli studi sui tessuti hanno mostrato che nella maggior parte dei casi cronici l'infiammazione classica non c'è: c'è un tendine che si è disorganizzato perché gli è stato chiesto più di quanto potesse reggere. Per questo il termine corretto è tendinopatia, e per questo l'antinfiammatorio da solo non risolve.
Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: un carico aumentato troppo in fretta. Hai ripreso a correre dopo mesi, hai cambiato lavoro, hai iniziato la palestra, hai fatto un trasloco. Il tendine si adatta, ma lentamente, e non perdona le accelerazioni.
La buona notizia è che risponde in modo molto prevedibile a un carico ben dosato. La cattiva è che ci vuole tempo: si ragiona in mesi, e il progresso si misura su come sta il giorno dopo, non su come sta durante.
Quando ha senso farsi vedere
I quadri che vediamo più spesso:
- Dolore che compare a freddo, si scalda durante l'attività e torna dopo
- Un punto preciso che fa male se lo premi
- Rigidità al mattino nella zona interessata
- Il dolore è comparso dopo che hai aumentato qualcosa: chilometri, carichi, ore in piedi
- Dura da mesi e ogni volta che riprendi torna al punto di partenza
- Hai già provato riposo e antinfiammatori senza cambiare niente
Cosa si può fare a distanza, e cosa no
Le tendinopatie sono forse l'area che si presta meglio: il trattamento con più prove a sostegno è l'esercizio progressivo, e quello si programma e si verifica benissimo a distanza.
Cosa si può fare a distanza
- Ricostruire cos'è cambiato nelle settimane prima che iniziasse
- Impostare il carico progressivo: quale esercizio, quanto peso, quante volte
- Insegnarti a leggere la risposta del tendine il giorno dopo, che è il vero termometro
- Correggere l'esecuzione guardandoti fare gli esercizi
- Decidere insieme quanto ridurre l'attività senza fermarti del tutto
Cosa non si può fare
- Terapia manuale e trattamento dei tessuti molli
- Onde d'urto, tecar, laser e altre terapie strumentali
- Ecografia e infiltrazioni
Se sospetti una rottura tendinea — un cedimento improvviso, l'impossibilità di usare l'arto — serve subito un medico, non un programma di esercizi.
Approfondimenti
Le nostre guide su questo tema
Scritte dai nostri fisioterapisti, libere da leggere.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per guarire una tendinopatia?
Mesi, non settimane, e chi ti promette tempi brevi ti sta raccontando una cosa che non dipende da lui. Il tendine si rimodella lentamente. La parte incoraggiante è che il miglioramento di solito si vede molto prima della guarigione completa.
Devo smettere di fare sport?
Quasi mai del tutto. Si riduce quello che accende il sintomo e si mantiene il resto: fermarsi completamente indebolisce il tendine e rende il ritorno più difficile. La formula è «meno, non zero».
Perché fa male al mattino?
È il segno più tipico. Il tendine di notte si «raffredda» e i primi carichi lo trovano impreparato. Se la rigidità mattutina si accorcia settimana dopo settimana, stai andando bene.
Gli antinfiammatori servono?
Possono dare sollievo in una fase difficile, ma non riparano il tendine, e usati per coprire il dolore e continuare come prima fanno danno. La parte che cambia le cose è il carico progressivo.