Area di intervento

Dolore al gomito

Si chiama gomito del tennista, ma quasi nessuno se l'è fatto giocando a tennis. E come tutte le tendinopatie, non guarisce stando fermi.

Di cosa parliamo

L'epicondilite è una sofferenza dei tendini che si attaccano sul lato esterno del gomito, quelli che estendono il polso e le dita. L'epitrocleite è la stessa cosa sul lato interno. Nonostante i nomi sportivi, arrivano molto più spesso da lavori manuali, da ore su mouse e tastiera, o da un aumento improvviso di attività con le mani.

La struttura del problema è quella di una tendinopatia: il tendine ha ricevuto più carico di quanto potesse reggere. Per questo valgono le stesse regole — il riposo allevia ma non ripara, e la parte che cambia le cose è un carico progressivo ben dosato.

C'è poi il nervo ulnare, quello del «formicolio da gomito battuto»: quando resta irritato nel suo canale dà formicolio al mignolo e all'anulare. È un quadro diverso e va riconosciuto, perché il programma cambia.

Quando ha senso farsi vedere

I motivi più frequenti:

  • Dolore sul lato esterno del gomito quando stringi o sollevi qualcosa
  • Male afferrando la tazza del caffè o girando una maniglia
  • Dolore sul lato interno dopo lavori manuali o allenamenti con i pesi
  • Formicolio al mignolo e all'anulare, soprattutto tenendo il gomito piegato
  • Dura da mesi e ogni volta che riprendi torna al punto di partenza
  • Hai provato tutore e antinfiammatori senza cambiamenti duraturi

Cosa si può fare a distanza, e cosa no

Il gomito è comodissimo da valutare in videochiamata: si vede bene, e quasi tutto passa dai gesti che fai e dal carico.

Cosa si può fare a distanza

  • Ricostruire cos'è cambiato nelle settimane prima che comparisse
  • Distinguere una tendinopatia da un problema di nervo, che si trattano diversamente
  • Impostare il programma di carico progressivo, che è il trattamento con più prove
  • Guardarti eseguire gli esercizi e correggere l'esecuzione
  • Adattare i gesti di lavoro, gli attrezzi e le impugnature che ti accendono il sintomo

Cosa non si può fare

  • Terapia manuale e trattamento dei tessuti molli
  • Onde d'urto, tecar e terapie strumentali
  • Infiltrazioni ed elettromiografia

Se il formicolio è costante o senti la mano perdere forza, serve una valutazione medica: i nervi non aspettano.

Approfondimenti

Le nostre guide su questo tema

Scritte dai nostri fisioterapisti, libere da leggere.

Domande frequenti

Quanto ci mette a passare l'epicondilite?

Mesi, come tutte le tendinopatie. È un dato scomodo ma è meglio saperlo prima: chi si aspetta due settimane abbandona il programma proprio quando starebbe per funzionare.

Il tutore serve?

Può ridurre il dolore durante le attività ed è utile come aiuto temporaneo. Da solo non risolve, perché non fa quello che serve al tendine, cioè caricarlo in modo progressivo.

Devo smettere di lavorare o di allenarmi?

Quasi mai del tutto. Si riducono e si modificano i gesti che accendono il sintomo, tenendo il resto. L'inattività completa indebolisce il tendine e rende il ritorno più difficile.

Le infiltrazioni di cortisone funzionano?

Danno sollievo rapido, ma a distanza di mesi gli studi mostrano esiti peggiori rispetto all'esercizio. È una scelta medica: se la fai, ha senso accompagnarla al lavoro sul carico, non usarla al posto suo.

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