Fisioterapia

Chi Va dal Fisioterapista, e per Cosa: i Numeri

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 23 settembre 2026

Alzata laterale vista di profilo: braccio destro completamente disteso con manubrio all'altezza della spalla, panca dietro.
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Prima di cercare un fisioterapista vale la pena sapere una cosa che di solito non si sa: non tutti trattano tutto, e la distribuzione è molto più sbilanciata di quanto sembri dai siti.

L'Osservatorio nazionale sulla libera professione in fisioterapia 2025 di FisioScience lo ha chiesto a 959 liberi professionisti italiani, categoria per categoria, con cinque risposte possibili: mai, raramente, a volte, spesso, sempre.

La tabella, ordinata per quanto è comune

Quante persone dichiarano di trattare spesso o sempre ciascun tipo di paziente:

Tipo di paziente Spesso o sempre Su 959
Dolore lombare e cervicale persistente (oltre 12 settimane) 715 74,6%
Traumi acuti, sovraccarico e tendinopatie 599 62,5%
Degenerativo e fragilità (artrosi, sarcopenia, equilibrio, autonomia) 533 55,6%
Post-chirurgico (menischi, cuffia, protesi, fratture) 472 49,2%
Legamento crociato, prima e dopo l'intervento 208 21,7%
Neurologico ambulatoriale 156 16,3%
Disturbi temporo-mandibolari e cefalee 90 9,4%
Vestibolare e disequilibrio 53 5,5%
Pavimento pelvico 34 3,5%
Pediatrico ambulatoriale 27 2,8%
Cardiorespiratorio ambulatoriale 26 2,7%

(Una riga della tabella originale, sul dolore acuto al primo episodio, non è leggibile in modo affidabile nell'estrazione del PDF: l'abbiamo lasciata fuori invece di interpretarla a occhio.)

Figura intera: la paziente piegata in avanti verso i piedi mentre il fisioterapista in piedi le fa scorrere le mani lungo la schiena.
Schiena e collo persistenti: è quello che tre fisioterapisti su quattro vedono spesso o sempre.

Il numero che spiega una frustrazione

Gira la tabella e guarda i «mai», che è dove sta la storia vera:

  • pavimento pelvico: 815 su 959 non lo trattano mai — l'85%;
  • pediatrico: 729 su 959 mai — il 76%;
  • cardiorespiratorio: 702 su 959 mai — il 73%;
  • vestibolare: 314 mai, e altri 379 solo raramente.

Se hai cercato un fisioterapista per le perdite dopo il parto, o per tuo figlio che cammina in modo strano, e ti è sembrato difficile trovarlo, non era una tua impressione. È la distribuzione della professione.

Non è una colpa dei singoli. L'età evolutiva e il pavimento pelvico chiedono una formazione diversa, un modo diverso di condurre la visita e, spesso, un setting diverso. Chi non li fa, fa bene a non farli.

Ma per chi cerca cambia tutto, e cambia la domanda da fare prima di prenotare: non «lo tratta?», ma «quanti casi come il mio segue in un mese?».

Questi esercizi valgono per te?

Lo stesso dolore può nascere da cause diverse, e ognuna vuole un lavoro diverso — a volte opposto: quello che scioglie una persona può irrigidirne un’altra. Un articolo non può saperlo, perché parla al caso medio. Se dopo due o tre settimane non è cambiato niente, il problema raramente è che ti stai impegnando poco.

Scrivi cosa senti: guardiamo il tuo caso e ti diciamo se quello che hai letto vale per te. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.

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Cosa c'entra con noi

C'entra parecchio, ed è una delle ragioni per cui abbiamo due percorsi separati invece di una pagina generica.

E c'entra anche con la domanda opposta, quella che ci facciamo noi: se il 74,6% dei fisioterapisti vede spesso schiene e colli persistenti, su quella roba la differenza non la fa se qualcuno la tratta, ma come. Sulla forma che prende il «come», i numeri stanno qui: cosa fa davvero un fisioterapista — esercizio per il 60,06%, massaggio per lo 0,94%.

Dove lavorano, già che ci siamo

Lo stesso report misura anche il luogo di lavoro prevalente. Le due voci che contano di più: studio o polistudio è il luogo prevalente per 514 professionisti (il 75,59% di chi lo indica), e il domicilio del paziente è prevalente solo per 96, mentre per 401 è un luogo secondario.

Tradotto: il fisioterapista che viene a casa esiste, ma quasi sempre è una cosa che si aggiunge, non il suo lavoro principale.

In sintesi

Tre fisioterapisti su quattro vedono spesso o sempre mal di schiena e dolore cervicale persistenti. Ma l'85% non tratta mai un pavimento pelvico e il 76% non vede mai un bambino. Se il tuo problema sta in cima alla tabella trovi tanti professionisti; se sta in fondo, la disponibilità è il vero collo di bottiglia — e vale la pena chiedere i numeri, non le competenze dichiarate.

Sull'area meno frequentata di tutte, il linfologico-oncologico, i dati ci sono: muoversi durante e dopo un tumore.

Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

Hai bisogno di un consulto?

Inizia dal questionario su Ri-Hub — poche domande sul tuo caso, ti registri, e vedi chi ti seguirà: un fisioterapista iscritto all'Albo, a cui scrivi in chat quando vuoi. Se preferisci parlarne a voce, il primo colloquio è gratuito, dura venti minuti e non ti impegna a nulla: arriva avendo già letto quello che hai scritto, e insieme decidete se e come proseguire.

Domande frequenti

Qual è il motivo più comune per cui si va dal fisioterapista?

Il dolore lombare e cervicale che dura da più di dodici settimane: il 74,6% dei fisioterapisti italiani dichiara di trattarlo spesso o sempre, secondo l'Osservatorio FisioScience 2025 su 959 liberi professionisti. Seguono i traumi e le tendinopatie (62,5%) e le condizioni degenerative e di fragilità come artrosi ed equilibrio (55,6%).

Perché è difficile trovare un fisioterapista per il pavimento pelvico?

Perché quasi nessuno lo fa. Alla domanda su quanto spesso trattino pazienti di pavimento pelvico — post parto, incontinenza, prolasso, dolore pelvico — 815 fisioterapisti su 959 rispondono «mai»: l'85%. Solo 34 dicono di trattarli spesso o sempre, cioè il 3,5%.

E per i bambini?

Stessa storia: 729 su 959 non trattano mai pazienti pediatrici, il 76%. Ne trattano spesso o sempre 27, cioè il 2,8%. Non è una questione di competenza dei singoli: è che l'età evolutiva richiede una formazione e un modo di lavorare diversi, e pochi ci si dedicano.

Vuol dire che chi tratta un po' di tutto lavora male?

No. Vuol dire che la distribuzione è quella: la maggioranza dei fisioterapisti in libera professione vede soprattutto schiene, collo, tendini e post-operatorio. Se il tuo problema è in quella lista, ne trovi tanti. Se sta nelle voci in fondo alla tabella, la domanda da fare prima di prenotare è semplice: quanti casi come il mio segui in un mese?

Qual è la condizione meno trattata in assoluto?

Il cardiorespiratorio ambulatoriale — BPCO e asma in fase stabile, ricondizionamento dopo un ricovero, insufficienza cardiaca stabile: 702 su 959 non lo trattano mai, e solo 26 spesso o sempre. È un pezzo di riabilitazione che in Italia resta quasi interamente dentro gli ospedali.

Non c’è la tua domanda? Scrivila a un fisioterapista →

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