Prima di cercare un fisioterapista vale la pena sapere una cosa che di solito non si sa: non tutti trattano tutto, e la distribuzione è molto più sbilanciata di quanto sembri dai siti.
L'Osservatorio nazionale sulla libera professione in fisioterapia 2025 di FisioScience lo ha chiesto a 959 liberi professionisti italiani, categoria per categoria, con cinque risposte possibili: mai, raramente, a volte, spesso, sempre.
La tabella, ordinata per quanto è comune
Quante persone dichiarano di trattare spesso o sempre ciascun tipo di paziente:
| Tipo di paziente | Spesso o sempre | Su 959 |
|---|---|---|
| Dolore lombare e cervicale persistente (oltre 12 settimane) | 715 | 74,6% |
| Traumi acuti, sovraccarico e tendinopatie | 599 | 62,5% |
| Degenerativo e fragilità (artrosi, sarcopenia, equilibrio, autonomia) | 533 | 55,6% |
| Post-chirurgico (menischi, cuffia, protesi, fratture) | 472 | 49,2% |
| Legamento crociato, prima e dopo l'intervento | 208 | 21,7% |
| Neurologico ambulatoriale | 156 | 16,3% |
| Disturbi temporo-mandibolari e cefalee | 90 | 9,4% |
| Vestibolare e disequilibrio | 53 | 5,5% |
| Pavimento pelvico | 34 | 3,5% |
| Pediatrico ambulatoriale | 27 | 2,8% |
| Cardiorespiratorio ambulatoriale | 26 | 2,7% |
(Una riga della tabella originale, sul dolore acuto al primo episodio, non è leggibile in modo affidabile nell'estrazione del PDF: l'abbiamo lasciata fuori invece di interpretarla a occhio.)

Il numero che spiega una frustrazione
Gira la tabella e guarda i «mai», che è dove sta la storia vera:
- pavimento pelvico: 815 su 959 non lo trattano mai — l'85%;
- pediatrico: 729 su 959 mai — il 76%;
- cardiorespiratorio: 702 su 959 mai — il 73%;
- vestibolare: 314 mai, e altri 379 solo raramente.
Se hai cercato un fisioterapista per le perdite dopo il parto, o per tuo figlio che cammina in modo strano, e ti è sembrato difficile trovarlo, non era una tua impressione. È la distribuzione della professione.
Non è una colpa dei singoli. L'età evolutiva e il pavimento pelvico chiedono una formazione diversa, un modo diverso di condurre la visita e, spesso, un setting diverso. Chi non li fa, fa bene a non farli.
Ma per chi cerca cambia tutto, e cambia la domanda da fare prima di prenotare: non «lo tratta?», ma «quanti casi come il mio segue in un mese?».
Cosa c'entra con noi
C'entra parecchio, ed è una delle ragioni per cui abbiamo due percorsi separati invece di una pagina generica.
- Per il pavimento pelvico e il post parto: l'area dedicata e il percorso per le mamme.
- Per bambini e ragazzi: Ri-Hub Junior, con le guide divise per età.
E c'entra anche con la domanda opposta, quella che ci facciamo noi: se il 74,6% dei fisioterapisti vede spesso schiene e colli persistenti, su quella roba la differenza non la fa se qualcuno la tratta, ma come. Sulla forma che prende il «come», i numeri stanno qui: cosa fa davvero un fisioterapista — esercizio per il 60,06%, massaggio per lo 0,94%.
Dove lavorano, già che ci siamo
Lo stesso report misura anche il luogo di lavoro prevalente. Le due voci che contano di più: studio o polistudio è il luogo prevalente per 514 professionisti (il 75,59% di chi lo indica), e il domicilio del paziente è prevalente solo per 96, mentre per 401 è un luogo secondario.
Tradotto: il fisioterapista che viene a casa esiste, ma quasi sempre è una cosa che si aggiunge, non il suo lavoro principale.
In sintesi
Tre fisioterapisti su quattro vedono spesso o sempre mal di schiena e dolore cervicale persistenti. Ma l'85% non tratta mai un pavimento pelvico e il 76% non vede mai un bambino. Se il tuo problema sta in cima alla tabella trovi tanti professionisti; se sta in fondo, la disponibilità è il vero collo di bottiglia — e vale la pena chiedere i numeri, non le competenze dichiarate.
Sull'area meno frequentata di tutte, il linfologico-oncologico, i dati ci sono: muoversi durante e dopo un tumore.
Fonti
Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.
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