«Vado dal posturologo o dal fisioterapista?» è una domanda che arriva quasi
sempre dopo aver visto una foto di sé stessi con delle linee sopra, o dopo che
qualcuno ha parlato di bacino ruotato e spalla più bassa.
La risposta breve è che la domanda è posta male, e conviene spiegare perché
prima di rispondere.
Il posturologo non è una professione: è una formazione
In Italia non esiste un albo dei posturologi, e non esiste una laurea che
rilasci quel titolo. La posturologia è un ambito di studio e di corsi, non
una professione sanitaria a sé.
Questo vuol dire che chi si presenta come posturologo è, sotto, qualcos'altro:
un fisioterapista, un medico (spesso fisiatra o ortopedico), un
odontoiatra, un ortottista, un podologo — che ha fatto formazione
sul tema.
Non è un'accusa: è l'informazione che ti serve per scegliere. La domanda utile
non è «posturologo o fisioterapista», è: con quale titolo questa persona è
abilitata a valutarmi e a trattarmi? È la stessa logica che usiamo per
fisioterapista e osteopata
e per fisioterapia e chiropratica.
Cosa misurano davvero pedane, foto e scanner
Qui ci sono due risultati che vale la pena conoscere prima di pagare una
valutazione strumentale.
Primo: misurano in modo ripetibile. La revisione sistematica su 21 studi
dei metodi non radiografici per valutare la postura del capo trova
un'affidabilità da moderata a eccellente, con la fotogrammetria classica
come metodo più solido. Cioè: se ti misurano due volte, esce due volte lo
stesso numero.
Secondo: che cosa significhi quel numero è un'altra questione. Nella stessa
revisione la validità dei metodi va da bassa a molto alta, e gli autori
concludono che le prove non sono conclusive.
E c'è un dato che chiude il discorso meglio di ogni altro. Una revisione su
26 articoli ha confrontato la misura di cifosi dorsale e lordosi lombare
fatta con radiografia e con fotogrammetria: entrambe risultano
affidabili prese singolarmente, ma fra i due metodi non c'è concordanza.
Tradotto: la foto con le linee e la radiografia possono dirti due cose diverse
sulla stessa schiena. Ripetibile non vuol dire vero.
E il presupposto: la postura causa il dolore?
È il pilastro su cui poggia tutto il ragionamento posturale, ed è il punto più
debole.
L'umbrella review che ha esaminato 41 revisioni sistematiche
sull'argomento conclude che non c'è consenso sulla causalità fra posture
della colonna, esposizioni fisiche e mal di schiena: gli studi riportano sia
associazioni positive sia associazioni nulle.
Lo stesso vale per il collo: nello studio longitudinale su 457 persone seguite
per un anno, l'angolo di flessione cervicale durante l'uso dello smartphone
non ha aumentato la probabilità di sviluppare dolore. Le variabili associate
erano il sonno e l'attività fisica. Il quadro completo è in
postura corretta.
Quindi: trovare un'asimmetria non equivale ad aver trovato la causa. Le
asimmetrie sono comunissime anche in chi non ha alcun sintomo.
Questi esercizi valgono per il tuo problema di postura?
Lo stesso dolore può nascere da cause diverse, e ognuna vuole un lavoro diverso — a volte opposto: quello che scioglie una persona può irrigidirne un’altra. Un articolo non può saperlo, perché parla al caso medio. Se dopo due o tre settimane non è cambiato niente, il problema raramente è che ti stai impegnando poco.
Scrivi cosa senti: guardiamo il tuo caso e ti diciamo se quello che hai letto vale per te. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.
La parte che sorprende: la terapia posturale funziona
Se tutto quello che c'è sopra fosse la storia intera, la conclusione sarebbe
«non serve a niente». Non è così, e sarebbe disonesto fermarsi lì.
La meta-analisi su sette studi randomizzati e 334 pazienti con lombalgia
cronica aspecifica ha valutato la rieducazione posturale globale rispetto ad
altri programmi di esercizio, e ha trovato un miglioramento del dolore
(differenza standardizzata −0,69 sulla scala visiva) e della funzione (−0,55
sul questionario di disabilità di Roland-Morris).
Come va letto: il trattamento funziona, probabilmente non per il motivo che
viene raccontato. Non stai «rimettendo a posto» un bacino ruotato: stai
facendo esercizio, tenuto a lungo, con attenzione al movimento e a come respiri.
È una buona descrizione di molta fisioterapia che funziona.
Vengono proposti spesso insieme alla valutazione. Sul fronte della
prevenzione del mal di schiena il numero è netto: nella meta-analisi su
21 studi randomizzati e 30.850 persone, i plantari hanno un rischio relativo
di 1,01 — cioè nessun effetto protettivo. Nella stessa analisi anche le
cinture lombari sono a 1,01, e l'unica voce che protegge è l'esercizio.
Per un problema specifico del piede è un altro discorso, e lo valuta chi li
prescrive guardando il piede, non la postura globale.
Le tre domande da fare prima di prenotare
Con quale titolo professionale lavora? Fisioterapista, medico,
odontoiatra: cambia cosa può fare e a cosa risponde.
Cosa cambia nel trattamento in base a quello che esce dalla pedana? Se la
risposta è vaga, la misura non sta guidando nessuna decisione — e allora
stai pagando la misura, non la cura.
Quando si rivaluta? Un percorso si giudica: se dopo le sedute previste
non è cambiato niente, continuare per inerzia è il modo più comune di
spendere senza ottenere.
In sintesi
Il posturologo non è un albo, è una formazione: guarda il titolo che c'è sotto.
Gli strumenti misurano in modo ripetibile ma non concordano fra loro e la loro
validità non è stabilita. Il nesso fra postura e dolore non è dimostrato.
E però la terapia posturale, negli studi, riduce il dolore e migliora la
funzione — perché è esercizio fatto con criterio. Quello che conviene comprare
è quello: il percorso, non la fotografia.
Se hai una valutazione posturale in mano e non sai cosa farne, i fisioterapisti
di Ri-Hub possono guardarla con te in videochiamata: la seduta costa 29,90 € e
il primo colloquio di venti minuti è gratuito.
In Italia non esiste un albo dei posturologi né un percorso di laurea che dia quel titolo: la posturologia è un ambito di formazione, non una professione a sé. Chi si presenta così è quasi sempre un fisioterapista, un medico, un odontoiatra, un ortottista o un podologo che ha fatto corsi sul tema. La domanda utile quindi non è «posturologo o fisioterapista», è: qual è il titolo con cui questa persona è abilitata a curare?
Le pedane e le foto posturali misurano qualcosa di vero?
Misurano in modo ripetibile, che è un'altra cosa dal misurare qualcosa di utile. Nella revisione su 21 studi dei metodi non radiografici per la postura del capo, l'affidabilità va da moderata a eccellente — la fotogrammetria è la più solida — ma la validità va da bassa a molto alta e le prove non sono conclusive. E confrontando fotogrammetria e radiografia su cifosi e lordosi, una revisione su 26 articoli non ha trovato concordanza fra i due metodi.
Ma la postura storta causa il dolore?
Non è dimostrato. L'umbrella review su 41 revisioni sistematiche conclude che non c'è consenso sulla causalità fra posture della colonna e mal di schiena. Questo non significa che la postura sia irrilevante: significa che trovare un'asimmetria non equivale ad aver trovato la causa del tuo dolore.
Allora la terapia posturale non serve?
Al contrario, e questa è la parte che sorprende. La meta-analisi su sette studi randomizzati e 334 pazienti con lombalgia cronica trova che la rieducazione posturale globale riduce il dolore e migliora la funzione. Funziona: probabilmente non per il motivo che viene raccontato — è esercizio, tenuto a lungo, con attenzione — ma funziona.
Quanto costa e vale la spesa?
Il prezzo lo fa il professionista, non la disciplina. Quello che conviene chiedere prima è cosa comprende: se la valutazione strumentale costa una quota a parte e il trattamento è comunque esercizio, stai pagando la misura e non la cura.
Cosa chiedo prima di prenotare?
Tre cose: con quale titolo professionale lavora, cosa cambia nel trattamento in base a quello che esce dalla pedana, e quando si rivaluta. Se la risposta alla seconda è vaga, la misura non sta guidando niente.
E i plantari posturali?
Sulla prevenzione del mal di schiena i plantari hanno un rischio relativo di 1,01 nella meta-analisi su 21 studi randomizzati e 30.850 persone: nessun effetto. Per problemi specifici del piede è un altro discorso, e lo valuta chi li prescrive.
Ri-Hub ti mette in contatto con un fisioterapista online: primo colloquio gratuito in videochiamata con un professionista iscritto all'Albo, che ti segue per tutto il percorso. E se al tuo caso servono le mani, è chi ti segue a dirtelo e a mandarti da uno dei nostri, vicino a te. Se preferisci partire dalla tua zona, guarda il fisioterapista vicino a te, città per città. Se ti stai chiedendo quanto costa una seduta di fisioterapia, abbiamo confrontato studio privato, domicilio, ticket SSN e online.