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«L'ozonoterapia funziona?» è una domanda che quasi sempre arriva con un
preventivo in mano e un ciclo già proposto. Vale la pena rispondere con i numeri
che esistono, perché sono più interessanti di un sì o di un no: dicono dove
l'ozono è stato studiato, quanto dura quello che fa, e per quali problemi
non è mai stato messo alla prova.
Che cos'è, e chi la esegue
È un'iniezione di una miscela di ossigeno e ozono. Cambia la sede: dentro
l'articolazione (il ginocchio è la più studiata), nei muscoli paravertebrali,
oppure dentro il disco intervertebrale.
La prima cosa da mettere in chiaro non riguarda l'efficacia ma il perimetro:
è un atto medico, non una terapia fisioterapica. La esegue un medico. Il
fisioterapista non la fa e non la prescrive — al massimo ti aiuta a capire cosa
farne prima e dopo. È una distinzione che conta quando si legge un preventivo.
Il ginocchio artrosico: l'indicazione più studiata
Qui c'è una revisione sistematica dedicata, pubblicata su Arthroscopy nel
2020: 11 studi randomizzati, 858 pazienti. Il risultato ha due metà, e
citarne una sola è il modo più comune di raccontare male questa terapia.
La prima metà: il sollievo dal dolore nel breve termine è incoraggiante, e
non sono stati riportati eventi avversi gravi.
La seconda metà: nessuno degli studi inclusi raggiungeva lo standard di
«buona qualità». Due erano giudicati discreti, tutti gli altri scarsi. E dal
confronto con le altre opzioni conservative non emergeva un'indicazione chiara.
Quanto dura: il numero che serve davvero
La domanda utile non è «funziona», è «per quanto». Su questa esiste un dato
pulito: uno studio randomizzato su 238 pazienti con artrosi lieve o moderata di
ginocchio, 200 dei quali arrivati all'analisi finale, che ha confrontato quattro
iniezioni diverse — acido ialuronico, PRP, PRGF e ozono — seguendo le persone
per dodici mesi.
L'andamento è questo:
a due mesi il gruppo ozono aveva i risultati migliori di tutti;
a sei mesi acido ialuronico, PRP e PRGF facevano meglio dell'ozono;
a dodici mesi solo PRP e PRGF mantenevano un vantaggio.
La conclusione degli autori è letterale: l'ozono ha effetti rapidi e buoni
risultati a breve, ma si esaurisce prima degli altri e a un anno non si
distingue più.
Va nella stessa direzione una meta-analisi del 2018 su quattro studi
randomizzati e 289 pazienti che confrontava ozono e acido ialuronico: a un mese
l'acido ialuronico riduceva di più il dolore sulla scala visiva, e a sei mesi la
differenza fra i due gruppi restava su rigidità e funzione. Gli effetti
indesiderati erano sovrapponibili.
L'unico studio in cui l'ozono ha tenuto
Ce n'è uno che merita di essere letto per intero, perché è costruito nel modo
che interessa a chi si sta curando davvero. È del 2024: 33 pazienti, 42
ginocchia con artrosi di grado II-III, disegno in doppio cieco con iniezione
placebo nel gruppo di controllo.
La particolarità: tutti, in tutti e due i gruppi, facevano esercizio
terapeutico. L'ozono non era al posto della riabilitazione, era in aggiunta.
Alla sesta settimana miglioravano entrambi i gruppi. Ma a uno e a sei mesi il
miglioramento del gruppo placebo era svanito, mentre quello del gruppo ozono
reggeva. È uno studio piccolo e va pesato come tale — ma è anche l'unico in cui
l'ozono è stato messo dove ha senso metterlo: sopra un percorso, non al
posto di un percorso.
L'ernia del disco lombare: prove migliori sul dolore, deboli sulla funzione
Qui il quadro è diverso e più favorevole, con un'avvertenza importante in fondo.
Lo studio più solido è un randomizzato in doppio cieco spagnolo su persone
già in lista d'attesa per l'intervento, divise fra chirurgia, infiltrazione
di ozono e infiltrazione di ossigeno. Con un follow-up mediano di 78 mesi:
nel gruppo ozono, il 20% ha poi avuto bisogno dell'intervento;
nel gruppo ossigeno, il 60%;
e l'11% di chi era stato operato subito ha dovuto essere rioperato.
Il gruppo ozono ha anche passato meno giorni ricoverato. È un risultato serio,
su persone che stavano per finire in sala operatoria.
L'avvertenza arriva dalla meta-analisi più recente, del 2026, su sette studi
comparativi e 751 pazienti, dedicata all'ozono associato a cortisone. Il
dolore scende in modo netto rispetto ai controlli, e il tasso di successo
dichiarato è più alto. Ma sull'Oswestry Disability Index, cioè su quanto la
schiena ti permette di fare, la differenza non era statisticamente
significativa.
Meno dolore, non altrettanta funzione in più: è esattamente lo scarto che
conta, quando il punto è tornare a lavorare e a muoversi. E c'è un secondo
limite che gli autori stessi segnalano: in quegli studi il cortisone è dentro
la miscela, quindi non si può sapere quale delle due sostanze abbia fatto
cosa. La conclusione con cui firmano è «preliminare, da interpretare con
cautela», e una revisione sul British Medical Bulletin del 2020 chiudeva già
allora dicendo che il beneficio vero non era stato chiarito.
Questi esercizi valgono per te?
Lo stesso dolore può nascere da cause diverse, e ognuna vuole un lavoro diverso — a volte opposto: quello che scioglie una persona può irrigidirne un’altra. Un articolo non può saperlo, perché parla al caso medio. Se dopo due o tre settimane non è cambiato niente, il problema raramente è che ti stai impegnando poco.
Scrivi cosa senti: guardiamo il tuo caso e ti diciamo se quello che hai letto vale per te. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.
Per nessuna di queste esiste una revisione paragonabile a quelle citate sopra.
La miscela è la stessa, ma l'indicazione è estesa per analogia, non
dimostrata. Non vuol dire che non possa funzionare: vuol dire che chi te la
propone per un tendine sta usando prove raccolte su un'articolazione artrosica
o su un disco, e questo va detto prima, non dopo il ciclo.
Una cosa invece si può dire con sicurezza: nessuno di questi studi ha mai
misurato la cartilagine. Gli esiti sono sempre dolore e funzione. Chi presenta
l'ozonoterapia come rigenerativa sta promettendo un risultato che non è stato
guardato.
Sicurezza: quello che sappiamo e quello che non sappiamo
Nella revisione sul ginocchio non sono stati riportati eventi avversi gravi, e
nel confronto con l'acido ialuronico gli effetti indesiderati erano simili.
Ma la meta-analisi del 2026 aggiunge una nota che va riferita: i dati sulla
sicurezza erano troppo scarsi per essere analizzati. Non è la stessa cosa che
dire «è sicura». Le controindicazioni le valuta il medico che la esegue, e sono
parte della visita, non un dettaglio burocratico.
La domanda vera: al posto di cosa?
Quasi nessuno sceglie fra ozonoterapia e niente. Si sceglie fra ozonoterapia e
qualcos'altro.
Nell'artrosi di ginocchio il termine di paragone è l'esercizio, e la revisione
Cochrane del 2024 — 139 studi, 12.468 partecipanti — lo misura senza
gonfiarlo: rispetto a un controllo di attenzione o placebo, il dolore migliora
di circa 8,7 punti su 100 e la funzione fisica di 11,3 punti su 100. Sono
effetti moderati, dichiarati come tali. Ma hanno dietro un ordine di grandezza
di prove che l'ozono non ha, e non finiscono dopo sei mesi.
Messe insieme, le due letterature suggeriscono una collocazione precisa più che
un verdetto: l'ozono apre una finestra, presto e per un tempo limitato.
Quello che succede dentro quella finestra decide se il risultato resta. È lo
stesso discorso che facciamo per le
onde d'urto, per la
tecarterapia e
per le infiltrazioni in
dopo l'infiltrazione: una terapia
passiva non è un errore, diventa un errore quando è l'unica cosa che succede.
E non è un caso che l'unico studio in cui l'effetto ha retto nel tempo sia
quello in cui tutti facevano comunque gli esercizi.
Cosa chiedere prima di iniziare un ciclo
Per quale indicazione, e se su quella esistono studi o è un'estensione per
analogia.
Dove viene iniettata — dentro l'articolazione, nel muscolo, nel disco: non
sono la stessa terapia.
Se contiene cortisone, perché cambia l'interpretazione di quello che
succede.
Quando si rivaluta. Un ciclo si giudica: se dopo le sedute previste non è
cambiato nulla, proseguire per inerzia è il modo più comune di spendere senza
ottenere.
Cosa faccio nel frattempo. Se la risposta è «niente, aspetta», manca la
metà che decide il risultato a sei mesi.
Sul ginocchio artrosico l'ozono fa effetto presto e lo perde prima delle
alternative, con una letteratura di qualità dichiaratamente bassa. Sull'ernia
del disco lombare le prove sono più incoraggianti sul dolore e molto più deboli
sulla funzione. Per tutto il resto, le prove non ci sono. E in nessuno studio è
stata misurata la cartilagine.
Non è né il miracolo né la truffa: è una finestra breve, che vale quanto vale
quello che ci fai dentro.
Se stai decidendo se farla — o l'hai già fatta e non sai come usare le settimane
che vengono dopo — i fisioterapisti di Ri-Hub possono valutarlo in
videochiamata: la seduta costa 29,90 € e il primo colloquio di venti minuti è
gratuito.
E le altre infiltrazioni?
L'ozono non è l'unica cosa che viene proposta dentro un ginocchio. Cortisone,
acido ialuronico e PRP hanno ciascuno un profilo diverso — e soprattutto vincono
in momenti diversi, il che è il motivo per cui non esiste «la migliore». Il
confronto sta in infiltrazioni al ginocchio.
Dipende da dove e da quando la misuri. Nell'artrosi di ginocchio la revisione sistematica del 2020 su 11 studi randomizzati e 858 pazienti ha trovato un sollievo dal dolore incoraggiante nel breve termine, ma nessuno studio incluso raggiungeva lo standard di «buona qualità»: due erano giudicati discreti, tutti gli altri scarsi. Nell'ernia del disco lombare le prove sono più incoraggianti sul dolore e molto più deboli sulla funzione.
Quanto durano gli effetti dell'ozonoterapia al ginocchio?
È la domanda più utile, e su questa esiste un dato preciso. In uno studio randomizzato su 200 pazienti seguiti per dodici mesi l'ozono aveva i risultati migliori a due mesi, era superato da acido ialuronico e PRP a sei, e a dodici mesi l'effetto non era più distinguibile. L'ozono agisce presto e si esaurisce prima degli altri.
L'ozonoterapia è fisioterapia?
No: è un'iniezione, quindi un atto medico. La esegue un medico, non il fisioterapista. È una distinzione che conta quando si legge un preventivo, perché cambia chi risponde dell'indicazione e della tecnica.
Serve per l'ernia del disco?
È l'indicazione con le prove più consistenti. In uno studio randomizzato in doppio cieco su persone già in lista d'attesa per l'intervento, dopo un follow-up mediano di 78 mesi il 20% di chi aveva ricevuto ozono è poi finito in sala operatoria, contro il 60% del gruppo di confronto. Va letto per quello che è: il paragone era con l'ossigeno e con la chirurgia, non con un percorso riabilitativo ben fatto.
Fa sparire l'artrosi o ricostruisce la cartilagine?
No, e negli studi non è mai stato questo l'obiettivo: le misure sono sempre dolore e funzione, mai lo stato della cartilagine. Chi la propone come rigenerativa sta promettendo qualcosa che non è stato misurato.
Va bene per la spalla congelata, l'epicondilite o la fascite plantare?
Per quelle indicazioni le revisioni serie non esistono: le prove che si citano riguardano il ginocchio artrosico e l'ernia del disco lombare. Quando la stessa miscela viene proposta per un tendine o una fascia, l'indicazione è estesa per analogia, non dimostrata.
Al posto di cosa la sto facendo?
È la domanda che conta più del sì o del no. Nell'artrosi di ginocchio la revisione Cochrane del 2024 — 139 studi, 12.468 partecipanti — colloca l'esercizio come la voce con più prove alle spalle. L'unico studio in cui l'ozono ha retto nel tempo è quello in cui tutti, in entrambi i gruppi, facevano comunque gli esercizi.
Quelli che hai appena letto valgono per tutti, e per questo non valgono per nessuno in particolare. Un fisioterapista iscritto all'Albo guarda il tuo caso nel primo colloquio — gratuito, venti minuti — e da lì costruisce il programma su di te: da casa quando basta, in uno studio vicino a te quando servono le mani. Il dolore che torna non toglie solo il movimento: toglie il sonno, la pazienza, la voglia di uscire di casa. Rimetterti in movimento è il nostro mestiere.
Ri-Hub ti mette in contatto con un fisioterapista online: primo colloquio gratuito in videochiamata con un professionista iscritto all'Albo, che ti segue per tutto il percorso. E se al tuo caso servono le mani, è chi ti segue a dirtelo e a mandarti da uno dei nostri, vicino a te. Se preferisci partire dalla tua zona, guarda il fisioterapista vicino a te, città per città. Se ti stai chiedendo quanto costa una seduta di fisioterapia, abbiamo confrontato studio privato, domicilio, ticket SSN e online.