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Chi Sarà il Mio Fisioterapista: Come Funziona l'Abbinamento

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Pubblicato il 27 maggio 2025

Donna di schiena con braccia aperte a V verso l'alto che tendono l'elastico giallo dietro la nuca, orizzonte marino.
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Gli esercizi qui sotto valgono per tutti. Il tuo programma no: con Ri-Hub te lo costruisce un fisioterapista sul tuo caso, e lo cambia man mano che migliori — a casa quando basta, in uno studio vicino a te quando servono le mani. Si parte da un colloquio gratuito. Parla con un fisioterapista →

È la domanda che arriva subito dopo il questionario, e ha due risposte diverse a seconda di come è fatto il servizio. C'è chi ti mette davanti una griglia di profili e ti lascia scegliere. Noi no: te ne assegniamo uno, con nome, foto e numero d'iscrizione all'Albo.

Vale la pena spiegare perché, perché a prima vista sembra che ti stiamo togliendo una libertà.

Perché non ti facciamo scegliere da una lista

Scegliere un professionista sanitario partendo da una griglia di foto è un compito che nessuno è davvero attrezzato a fare, e non per mancanza di intelligenza: per mancanza di informazioni. Per scegliere bene dovresti già sapere quale competenza serve al tuo caso — e se lo sapessi, probabilmente non avresti bisogno di chiederlo.

Quello che succede nella pratica è che si sceglie con quello che si ha: la faccia, il numero di stelline, chi ha il primo posto nell'elenco. Sono criteri che non hanno relazione con il fatto che quella persona sappia trattare il tuo problema.

L'abbinamento lo facciamo noi sulla base di quello che hai raccontato. Non è una scatola nera: sotto ci sono le stesse cose che guarderebbe un collega leggendo la tua storia.

Su cosa si basa l'abbinamento

  • la zona e il tipo di problema — una spalla operata, una lombalgia che dura da due anni e un ginocchio gonfio da tre giorni non chiedono la stessa persona;
  • da quanto dura — un problema recente e uno cronico si affrontano con strategie diverse, e non tutti lavorano ugualmente bene su entrambi;
  • se c'è stato un intervento o un trauma, e quanto tempo fa;
  • l'età, che a volte è la variabile principale: per un bambino serve competenza in età evolutiva, che è un mestiere a sé;
  • le competenze specifiche, quando il caso le richiede — il pavimento pelvico dopo un parto, per esempio, non è un capitolo che sanno tutti;
  • quello che vuoi tornare a fare, perché un obiettivo sportivo e un obiettivo di autonomia quotidiana disegnano percorsi diversi.
Simone inginocchiato tende un elastico rosso mentre la paziente, seduta sul bordo del lettino viola, sorride guardandolo; alla parete un attrezzo circ.

È una proposta, non un'assegnazione

Qui sta la parte che conta: puoi cambiare fisioterapista quando vuoi, senza spiegazioni e senza discussioni.

L'abbinamento è la nostra ipotesi migliore con le informazioni che abbiamo. Un'ipotesi può essere sbagliata, e certe cose — se vi capite, se il modo di spiegare ti funziona, se ti senti a tuo agio — non si possono dedurre da un questionario. Se non va, si cambia: è previsto, non è un reclamo.

Ne abbiamo parlato più a fondo in posso cambiare fisioterapista, e quando ha senso.

Ed è sempre la stessa persona

Questa è l'altra metà della risposta, e per il risultato conta quanto la prima.

Non ruotiamo i professionisti fra i pazienti. Il fisioterapista che ti viene assegnato è quello che ti fa il primo colloquio gratuito, quello che ti segue nelle sedute, quello che ti risponde in chat fra una seduta e l'altra e quello che aggiorna gli esercizi quando qualcosa non va.

La ragione non è affettiva, è clinica. Un percorso riabilitativo è fatto di aggiustamenti continui: un esercizio che va bene questa settimana va progredito la prossima, un dolore che si sposta cambia l'ipotesi, un obiettivo raggiunto ne apre un altro. Chi ti ha visto la prima volta ha in testa il punto di partenza, e sa riconoscere un miglioramento piccolo che in una scheda non si legge. Chi ti vede per la prima volta alla quinta seduta, no.

Cosa vedi, prima di parlargli

Alla fine del questionario ricevi il nome, la foto e il numero di iscrizione all'Albo, che è verificabile. La fisioterapia in Italia è una professione sanitaria regolamentata: l'iscrizione all'albo istituito presso gli Ordini TSRM e PSTRP è obbligatoria per esercitare, e chi non ce l'ha non è un fisioterapista, comunque si presenti.

Poi il primo colloquio: venti minuti, gratuiti, con lui. Serve a lui per valutare il tuo caso, e serve a te per capire se quella è la persona giusta prima di aver speso qualcosa. Se da quel colloquio esce che non siamo la risposta giusta per te, te lo dice lì.

Come funziona il resto del percorso — e perché le sedute te le propone lui invece di vendertele in un pacchetto — lo trovi in come funziona Ri-Hub.

Domande frequenti

Posso scegliere io il fisioterapista?

L'abbinamento lo fa il questionario in base a quello che hai raccontato, e quello che ricevi è una persona precisa con nome, foto e numero d'iscrizione all'Albo. Non è però una assegnazione definitiva: puoi chiedere di cambiare quando vuoi e senza doverlo giustificare.

Avrò sempre lo stesso fisioterapista?

Sì. È lui a farti il primo colloquio gratuito, è lui a seguirti nelle sedute ed è lui a risponderti in chat fra una seduta e l'altra. Non ruotiamo i professionisti fra i pazienti.

Su cosa si basa l'abbinamento?

Su quello che hai scritto nel questionario: la zona del corpo, da quanto dura il problema, se c'è stato un intervento o un trauma, l'età, gli obiettivi. A seconda dei casi conta una competenza specifica, per esempio l'età evolutiva per un bambino o il post parto per il pavimento pelvico.

Come faccio a sapere che è davvero un fisioterapista?

Il numero di iscrizione all'Albo è indicato ed è verificabile. In Italia la professione è regolamentata e l'iscrizione all'albo istituito presso gli Ordini TSRM e PSTRP è obbligatoria per esercitare.

E se cambiare non basta, se proprio non ci troviamo?

Il primo colloquio è gratuito e dura venti minuti proprio per verificarlo prima di spendere qualcosa. Se in quel colloquio emerge che non siamo la risposta giusta per il tuo caso, te lo diciamo lì.

Non c’è la tua domanda? Scrivila a un fisioterapista →

Hai una domanda sul tuo caso?

Un articolo parla al caso medio. Scrivi qui la tua domanda: ti risponde un fisioterapista iscritto all’Albo. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.

Preferisci WhatsApp? Scrivici lì → — oppure prenota il colloquio gratuito →

Dal singolo esercizio al percorso

Questi esercizi sono generici. Il tuo no.

Quelli che hai appena letto valgono per tutti, e per questo non valgono per nessuno in particolare. Un fisioterapista iscritto all'Albo guarda il tuo caso nel primo colloquio — gratuito, venti minuti — e da lì costruisce il programma su di te: da casa quando basta, in uno studio vicino a te quando servono le mani. Il dolore che torna non toglie solo il movimento: toglie il sonno, la pazienza, la voglia di uscire di casa. Rimetterti in movimento è il nostro mestiere.

Inizia il questionario →

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