Prevenzione

Infortuni da Padel: Polpaccio, Gomito, Spalla

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 20 settembre 2026

Stessa donna frontale, elastico giallo teso all'altezza della testa con gomiti piegati e braccia aperte a W, mare e cielo nuvoloso alle spalle.
Condividi

Il padel è lo sport che in Italia è cresciuto di più, e porta con sé un profilo di infortuni preciso — abbastanza preciso che, sentendo raccontare come è successo, spesso si indovina cosa è successo.

La ragione non è che sia uno sport pericoloso. È che chiede gesti esplosivi a persone che non si allenano: l'età media di chi gioca sta fra i trenta e i cinquanta, si gioca due o tre volte a settimana, e fra una partita e l'altra non c'è nulla.

Il polpaccio: l'infortunio simbolo

Se c'è un infortunio che il padel si porta dietro, è questo.

Il gioco è fatto di partenze brevi e improvvise, spesso all'indietro verso il vetro e poi subito in avanti. Quel gesto chiede al polpaccio una contrazione rapida mentre il muscolo si sta allungando, ed è la situazione in cui il gemello mediale si lesiona. In letteratura questo quadro ha un nome che viene dall'altro sport di racchetta — «tennis leg» — e colpisce tipicamente proprio l'uomo fra i trenta e i cinquanta che gioca senza allenarsi.

Come si riconosce. Di solito è inequivocabile: una fitta improvvisa a metà polpaccio, spesso con la sensazione netta di una sassata o di un calcio ricevuto da dietro. Molti si voltano a cercare chi li ha colpiti. Il gioco finisce lì.

Se invece il dolore è comparso gradualmente durante la partita, è più probabile una contrattura o un sovraccarico: diverso, e con tempi diversi. Il quadro completo è in dolore al polpaccio.

Una cosa che non va confusa con lo strappo: un polpaccio gonfio, caldo e dolente da un lato solo, soprattutto nei giorni successivi e senza un episodio netto, va valutato subito per un motivo diverso — sta nell'elenco in fondo.

Il gomito

L'epicondilite nel padel non viene dal numero di partite. Viene dalla combinazione fra impugnatura stretta, colpi presi fuori dal centro della racchetta e la vibrazione che risale lungo l'avambraccio.

Detto altrimenti: conta quante volte l'avambraccio deve stabilizzare un impatto che non arriva dove dovrebbe. Per questo, in questo sport, migliorare il colpo conta quanto fare gli esercizi — ed è il motivo per cui il gomito peggiora spesso proprio nei mesi in cui si gioca di più cercando di migliorare.

Il programma sta in epicondilite: esercizi. Vale la pena sapere una cosa che l'articolo racconta per esteso: a un anno il gruppo trattato con infiltrazione di cortisone stava peggio del gruppo con iniezione placebo.

Stessa posa frontale con le mani del fisioterapista sulle spalle, ma la paziente ha lo sguardo abbassato e la presa sull'elastico è più larga.

La spalla

Bandeja, víbora e smash chiedono il braccio sopra la testa, che è la posizione in cui la cuffia dei rotatori lavora in svantaggio meccanico.

Chi arriva al padel a quarant'anni senza un passato di sport sopra la testa non ha mai costruito quella tolleranza, e la spalla se ne accorge dopo qualche mese — non dopo la prima partita, il che rende difficile collegare la causa all'effetto. Il quadro è in dolore alla spalla; se ti sveglia di notte, qui.

La caviglia

Gli spostamenti sono laterali, brevi e ripetuti, su un manto sintetico che tiene bene. Il piede si ferma e il corpo continua: è la meccanica della distorsione.

Le scarpe da padel con suola a spina di pesce servono esattamente a gestire questo, ma nessuna scarpa sostituisce la stabilità della caviglia — e chi ha già preso una distorsione ha più probabilità di riprenderla, se in mezzo non ha lavorato sull'equilibrio. I tempi e il percorso sono in distorsione di caviglia.

Il ginocchio e la schiena

Il ginocchio paga le frenate e i cambi di direzione, e si fa sentire soprattutto in chi gioca molto su superfici che tengono. Non c'è un infortunio «da padel» specifico: ci sono i soliti quadri, con più occasioni per comparire.

La schiena ha invece un gesto suo: lo smash, che porta il tronco in estensione con rotazione. Se il dolore compare proprio lì, si può lavorare sul gesto e sulla tolleranza invece di rinunciare allo sport — che è quasi sempre la risposta sbagliata.

Cosa fare, in ordine di quanto conta

  1. Riscaldarsi. Nel padel salta più spesso che altrove, perché si arriva al campo di corsa dopo il lavoro. Bastano pochi minuti progressivi: caviglie, polpacci, spalle in tutte le direzioni, e qualche accelerazione breve prima del primo scambio vero.
  2. Allenarsi fra una partita e l'altra. È la cosa che manca a quasi tutti, ed è quella che sposta di più. Polpacci, glutei, spalla: forza, non stretching.
  3. Non aumentare tutto insieme. Se passi da due a quattro partite a settimana, non è il momento di cambiare anche racchetta o presa.
  4. Trattare i fastidi quando sono fastidi. Il gomito e la spalla nel padel avvisano per settimane prima di diventare un problema. È l'unico sport di questo articolo in cui quasi tutti ignorano quell'avviso.

Quando non si aspetta

  • Polpaccio gonfio, caldo e dolente da un lato solo, soprattutto senza un episodio netto: va valutato subito.
  • Fiato corto o dolore al torace dopo un infortunio a una gamba.
  • Impossibilità di caricare il peso sul piede dopo una distorsione.
  • Perdita di forza nel braccio, o formicolio che non passa.
  • Una deformità evidente, o un rumore secco con impotenza funzionale immediata.

L'elenco completo dei segnali che riguardano il medico prima del fisioterapista è in quando non è fisioterapia.

Prima visita gratuita

Parla con un fisioterapista, senza muoverti da casa

Rispondi a poche domande e ti assegniamo il tuo fisioterapista, iscritto all'Albo: è lui a farti il primo colloquio, gratuito e di 20 minuti, ed è sempre lui a seguirti. Poi è lui a proporti le sedute in chat, una alla volta o tutte insieme — niente pacchetti da comprare al buio.

Inizia il questionario →

Sedute da 24,90€ · Pagamento sicuro · Nessun abbonamento

Articoli correlati