C'è una situazione in cui la domanda «meglio il farmaco o il movimento?» smette
di essere una scelta filosofica e diventa un problema pratico: la gravidanza.
La lista di quello che si può prendere è corta, la decisione non è del
fisioterapista, e il dolore intanto c'è.
Allora la domanda diventa un'altra: quanto vale, in numeri, quello che si può
fare col corpo?
Una premessa, perché non ci siano equivoci. Quali farmaci si possano prendere
in gravidanza lo decide chi ti segue — ginecologo o medico — e questa pagina non
è un elenco. Qui c'è l'altra metà della risposta, quella che di solito nessuno
quantifica.
Quanto è comune: più di due su tre
La revisione Cochrane 2015 — 34 studi randomizzati, 5.121 donne fra le 12
e le 38 settimane — apre con i numeri della diffusione: più di due terzi delle
donne in gravidanza hanno dolore lombare e quasi una su cinque ha dolore
pelvico. I due possono presentarsi insieme, tendono ad aumentare con il
procedere della gravidanza e interferiscono con il lavoro, con le attività di
tutti i giorni e con il sonno.
Non è un effetto collaterale da accettare in silenzio. È la condizione
muscoloscheletrica più diffusa che esista in gravidanza.
Cosa dice la revisione Cochrane sull'esercizio
Dalla stessa revisione, i risultati principali:
Cosa è stato misurato
Risultato
Qualità delle prove
Dolore lombare, esercizio a terra
−0,64 (differenza media standardizzata)
bassa
Disabilità funzionale
−0,56
bassa
Donne che riferiscono dolore lombo-pelvico, dopo un programma di 8-12 settimane
−34% (rischio relativo 0,66)
moderata
Giorni di malattia per dolore lombo-pelvico
−24% (rischio relativo 0,76)
moderata
Le due righe con qualità moderata sono le più interessanti, perché sono anche le
più concrete: un programma di esercizio di due o tre mesi riduce il numero di
donne che riferiscono dolore e riduce le assenze dal lavoro. Quando gli effetti
indesiderati sono stati registrati, sono risultati minori e transitori.
Gli autori segnalano anche, da studi singoli e con prove di qualità moderata, un
beneficio della terapia manuale osteopatica sul dolore lombare e dell'agopuntura
sul dolore pelvico. Sono risultati che non è stato possibile mettere insieme in
una meta-analisi: valgono meno di una riga di tabella.
Gli esercizi studiati non sono acrobazie: controllo del bacino, carico progressivo, respirazione. Roba che si fa su una sedia.
Questi esercizi valgono per il tuo fastidio in gravidanza?
Lo stesso dolore può nascere da cause diverse, e ognuna vuole un lavoro diverso — a volte opposto: quello che scioglie una persona può irrigidirne un’altra. Un articolo non può saperlo, perché parla al caso medio. Se dopo due o tre settimane non è cambiato niente, il problema raramente è che ti stai impegnando poco.
Scrivi cosa senti: guardiamo il tuo caso e ti diciamo se quello che hai letto vale per te. Non è una diagnosi — per quella serve vederti — ma per capire se sei sulla strada giusta spesso basta.
Quattro anni dopo, il British Journal of Sports Medicine ha pubblicato la
revisione più grande sul tema: 32 studi, 52.297 donne in gravidanza. Il
risultato è doppio, e va letto tutto.
L'esercizio prenatale non ha ridotto la probabilità di avere dolore
lombare, pelvico o lombo-pelvico — né in gravidanza né nel post parto (13 studi
randomizzati, prove da molto basse a moderate).
L'esercizio prenatale ha ridotto l'intensità del dolore, in gravidanza e
nel primo periodo dopo il parto: differenza media standardizzata −1,03
(15 studi randomizzati).
Sembra il contrario della Cochrane, e non lo è. Le due revisioni misurano cose
diverse: una conta quante donne riferiscono dolore dopo un programma
specifico di 8-12 settimane, l'altra conta la probabilità di avere dolore su
tutti gli studi di esercizio prenatale messi insieme, molti dei quali non erano
programmi pensati per la schiena.
La sintesi onesta, quella che diciamo a chi ce lo chiede, è questa:
muoversi non ti farà scampare il mal di schiena della gravidanza. Te lo farà
più piccolo, e ti terrà in piedi più a lungo. Che, per chi lavora fino
all'ottavo mese, è esattamente la differenza che conta.
Perché questo cambia qualcosa, qui più che altrove
In una condizione qualunque, la scelta fra movimento e
farmaci è una scelta
fra due strade che arrivano più o meno allo stesso punto. In gravidanza una delle
due strade è stretta per ragioni che non dipendono da preferenze.
Questo sposta il peso: l'intervento sul movimento non è l'alternativa gentile,
è spesso la principale. E cambia anche il modo di impostarlo, perché ha senso
partire prima, non quando il dolore è già installato.
Nel concreto, quello che si fa non sono acrobazie: controllo del carico sul
bacino, rinforzo di glutei e addome profondo compatibilmente con il trimestre,
gestione delle posizioni di lavoro e del sonno, e la parte che nessuno considera
terapia ma lo è — sapere cosa sta succedendo, perché il dolore lombo-pelvico
in gravidanza non è un segnale che qualcosa si sta rompendo.
Non serve una palestra. Serve che qualcuno guardi come lo fai e corregga il carico.
Le pagine che ti servono davvero
Se sei arrivata qui perché hai male adesso, il resto sta scritto per zona:
Più di due donne su tre hanno mal di schiena in gravidanza e lo spazio
farmacologico è stretto. Su 5.121 donne, un programma di esercizio di 8-12
settimane riduce di un terzo il numero di chi riferisce dolore lombo-pelvico e di
un quarto i giorni di malattia, con prove di qualità moderata. Su 52.297 donne,
l'esercizio non riduce la probabilità di avere dolore ma ne riduce l'intensità.
Tutte e due le cose sono vere: non è una scappatoia dal dolore, è il modo per
renderlo governabile.
E fuori dalla gravidanza, cosa dicono i trial sui farmaci più forti:
antidolorifici oppioidi.
Inizia dal questionario su Ri-Hub — poche domande sul tuo caso, ti registri, e vedi chi ti seguirà: un fisioterapista iscritto all'Albo, a cui scrivi in chat quando vuoi. Se preferisci parlarne a voce, il primo colloquio è gratuito, dura venti minuti e non ti impegna a nulla: arriva avendo già letto quello che hai scritto, e insieme decidete se e come proseguire.
Domande frequenti
Quante donne hanno mal di schiena in gravidanza?
Più di due su tre hanno dolore lombare e quasi una su cinque dolore pelvico, secondo la revisione Cochrane che ha raccolto 34 studi randomizzati su 5.121 donne. Spesso peggiorano con il passare delle settimane e interferiscono con il lavoro, le attività di tutti i giorni e il sonno. Non è una cosa rara né una cosa da sopportare in silenzio.
L'esercizio fa passare il mal di schiena in gravidanza?
Lo riduce, non lo cancella. Nella revisione Cochrane 2015 l'esercizio a terra riduce il dolore (differenza media standardizzata −0,64) e la disabilità (−0,56), e un programma di 8-12 settimane riduce del 34% il numero di donne che riferiscono dolore lombo-pelvico. La qualità delle prove va da moderata a bassa: l'effetto c'è, la fiducia nella dimensione esatta è limitata.
Fare esercizio in gravidanza previene il mal di schiena?
Probabilmente no, e vale la pena dirlo. La revisione più grande, 32 studi su 52.297 donne, non ha trovato una riduzione della probabilità di avere dolore lombare o pelvico, né in gravidanza né dopo. Ha però trovato un dolore meno intenso in chi si muoveva. Tradotto: l'esercizio non ti fa scampare il mal di schiena, te lo fa più piccolo.
Quali antidolorifici si possono prendere in gravidanza?
Non è una domanda a cui può rispondere un fisioterapista, e questa pagina non è un elenco di farmaci. La decisione è del ginecologo o del medico che ti segue, caso per caso. Quello che possiamo dirti è cosa succede dall'altra parte: quali interventi sul movimento sono stati studiati, quanto funzionano e con quanta certezza.
L'esercizio in gravidanza è sicuro per il dolore alla schiena?
Negli studi della revisione Cochrane, quando gli effetti indesiderati sono stati registrati, sono risultati minori e transitori. Restano le controindicazioni ostetriche, che le valuta chi segue la gravidanza: se hai avuto complicazioni o il ginecologo ti ha dato indicazioni specifiche, quelle vengono prima di qualsiasi programma.
Ri-Hub ti mette in contatto con un fisioterapista online: primo colloquio gratuito in videochiamata con un professionista iscritto all'Albo, che ti segue per tutto il percorso. E se al tuo caso servono le mani, è chi ti segue a dirtelo e a mandarti da uno dei nostri, vicino a te. Se preferisci partire dalla tua zona, guarda il fisioterapista vicino a te, città per città. Se ti stai chiedendo quanto costa una seduta di fisioterapia, abbiamo confrontato studio privato, domicilio, ticket SSN e online.