Il dolore sulla parte interna del gomito compare afferrando oggetti o piegando il polso, ed è il fratello meno famoso del gomito del tennista.
Nella grande maggioranza dei casi è un’epitrocleite, e risponde bene al trattamento conservativo — con una precisazione importante sui tempi, perché i tendini sono lenti.
Dove nasce il dolore
L’epitroclea è la sporgenza ossea che senti sulla faccia interna del gomito. È lì che si inseriscono i flessori del polso e delle dita e il pronatore rotondo, ed è da quell’inserzione che il dolore parte.
L’uso ripetuto di quei muscoli sovraccarica l’inserzione, e il tendine perde la capacità di reggere quello che gli chiedi.
L’epitrocleite, cioè il gomito del golfista
È la causa di gran lunga più frequente.
Il nome inganna: colpisce chiunque ripeta gesti di presa, flessione del polso o pronazione dell’avambraccio.
Lanciatori, arrampicatori, muratori, ma anche chi passa la giornata con la mano sul mouse. E chi ha avuto un’epicondilite può avere entrambe: sono due facce dello stesso meccanismo.
Un consiglio importante: prima di provare questi esercizi, assicurati di aver ricevuto una diagnosi corretta. Spesso si pensa di avere un problema, ma la causa reale del dolore e un’altra. Eseguire esercizi sbagliati può peggiorare la situazione invece di migliorarla.

Le altre cause
Non è sempre il tendine, e le alternative cambiano il percorso.
Le lesioni del legamento collaterale ulnare, frequenti nei lanciatori, danno un quadro di instabilità e vanno valutate da uno specialista.
La neuropatia del nervo ulnare dà dolore interno accompagnato da formicolio al mignolo e all’anulare: è il segnale che distingue, e cambia il trattamento. L’artrosi di gomito dà invece un dolore più diffuso, e un gonfiore ben visibile sulla punta del gomito fa pensare a una borsite olecranica.
Nel ragazzo che sta ancora crescendo la causa più frequente è un'altra ancora: il nucleo di accrescimento dell'epitroclea resta aperto fino ai 15 anni circa ed è lui a cedere sotto i gesti ripetuti sopra la testa, prima del tendine — il dolore al gomito interno nel giovane sportivo.
Come si riconosce
Dolore premendo sull’epitroclea, dolore flettendo il polso contro resistenza, dolore stringendo con forza. Può irradiarsi lungo la faccia interna dell’avambraccio.
Peggiora con l’uso e migliora col riposo, e spesso porta con sé una debolezza della presa: la borsa della spesa che scappa è un classico.
La fase iniziale
Riposo relativo: non fermarsi del tutto, ma togliere o modificare i gesti che riproducono il dolore. L’immobilità completa riduce ancora la capacità di carico del tendine, che è esattamente il problema.
Ghiaccio per 15-20 minuti più volte al giorno può dare sollievo temporaneo dopo l'attività: lavora sul dolore, e in un tendine degenerato più che infiammato non c'è molta infiammazione da ridurre.
Stretching
Dà sollievo, e va fatto solo fuori dalla fase più irritata.
Braccio esteso, palmo verso l’alto: con l’altra mano porti delicatamente le dita verso il basso, estendendo il polso. Tieni 30 secondi, più volte al giorno.
Per i pronatori: braccio esteso, ruota l’avambraccio portando il palmo verso l’alto, e tieni.
Rinforzo, che è la parte che risolve
Nelle tendinopatie di gomito è l’esercizio con carico progressivo ad avere le prove migliori. Va detta anche la misura: nella meta-analisi sull’epicondilite laterale l’esercizio batte i trattamenti passivi, ma di poco — è la scelta migliore disponibile, non una cura rapida.
Flessione eccentrica del polso: con un peso leggero fletti il polso verso l’alto aiutandoti con l’altra mano, poi abbassa lentamente in tre-quattro secondi. È la discesa la parte che conta. Tre serie da quindici.
Pronazione contro elastico: il pronatore rotondo è coinvolto quasi sempre e viene allenato quasi mai.
Il tutore
La fascetta va posizionata sulla faccia interna dell’avambraccio, pochi centimetri sotto il gomito: sposta il punto di trazione e toglie carico all’inserzione.
Si usa durante le attività che fanno male, non tutto il giorno: è una stampella, e una stampella tenuta per mesi diventa lei il problema.
Perché torna
Quasi sempre perché si smette di caricare appena passa il dolore. Il tendine ha bisogno di più tempo dei sintomi: il rinforzo va proseguito per settimane dopo che il dolore è sparito.
L’altra metà è il gesto: attrezzo, impugnatura, tecnica, volume. Se il carico che lo ha causato torna identico, torna anche il dolore.
Fisioterapia online
La parte delicata qui non sono gli esercizi — sono sopra — ma il dosaggio: quanto carico, quanto spesso e quando alzarlo. È anche l’unica cosa che distingue un programma che funziona da un elenco.
Un fisioterapista inquadra la causa, esclude il nervo ulnare e imposta la progressione.
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In sintesi
Riposo relativo, non fermo; carico progressivo con enfasi sulla fase di discesa; fascetta solo durante le attività che fanno male. E soprattutto: continuare a caricare per settimane dopo che il dolore è passato, perché è lì che si perde il risultato.
Fonti
- Exercise interventions in lateral elbow tendinopathy have better outcomes than passive interventions, but the effects are small: a systematic review and meta-analysis of 2123 subjects in 30 trials — Br J Sports Med — 2021
- Exercise therapy for tendinopathy: a mixed-methods evidence synthesis exploring feasibility, acceptability and effectiveness — Health Technol Assess — 2023
- Physiotherapy treatment of lateral epicondylitis: A systematic review — J Back Musculoskelet Rehabil — 2022
Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.




