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Row Esercizio: 5 Varianti per Schiena Forte (Guida 2026)

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 9 giugno 2026

Ponte completo di profilo sulla spiaggia di ciottoli con tappetino azzurro, distesa di mare e scogli affioranti dietro.
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Row esercizio è il nome che in palestra si dà alla trazione orizzontale: il rematore, cioè tirare un carico verso il busto. È un movimento che vale la pena imparare bene, e in questa guida trovi tecnica, varianti ed errori. Ma prima serve mettere a posto una cosa, perché è il punto su cui quasi tutti gli articoli sull'argomento promettono più di quanto si possa mantenere.

La frase che si legge ovunque è che il row esercizio "raddrizza le spalle curve e sistema la postura", e che chi lo trascura accumula squilibri che prima o poi si trasformano in dolore. È una storia ordinata e convincente. Il problema è che la ricerca la sostiene solo a metà: che l'esercizio modifichi gli angoli posturali misurati è documentato; che siano quegli angoli a causare il tuo dolore, molto meno. Sotto trovi cosa regge e cosa no, perché cambia parecchio il modo in cui usi questo esercizio — e soprattutto cosa aspettarti se dopo settimane il collo o la schiena non sono cambiati.

    ⚠ Importante: leggi prima di continuare

Gli esercizi e i consigli in questo articolo sono indicazioni generali e potrebbero non essere adatti alla tua situazione. Ogni persona ha una storia clinica unica: quello che funziona per altri potrebbe essere controproducente per te.

Prima di provare il row esercizio: quando fermarsi e sentire un medico

Il row esercizio, soprattutto nella versione col bilanciere a busto flesso, è uno sforzo intenso: si tende a trattenere il respiro, la pressione dentro il torace sale, il carico sulla colonna e sulla spalla non è banale. Ci sono situazioni in cui la cosa giusta non è correggere la tecnica, ma fermarsi e farsi valutare.

Interrompi e parlane con un medico se durante lo sforzo compaiono:

  • dolore, peso od oppressione al centro del petto, o dolore che si irradia a braccio sinistro, mandibola o schiena alta;
  • fiato corto sproporzionato allo sforzo, palpitazioni, battito irregolare, sudorazione fredda;
  • capogiri, vista annebbiata, sensazione di svenimento quando ti pieghi in avanti o distendi il collo.

Rimanda l'allenamento e fatti visitare, anche a mente fredda, se hai:

  • dolore che scende lungo un braccio o una gamba con formicolio, intorpidimento o perdita di forza (per esempio la presa che cede, il piede che "cade");
  • dolore notturno che ti sveglia e non cambia comunque tu ti metta;
  • febbre, perdita di peso non spiegata, una storia oncologica, uso prolungato di cortisone, osteoporosi nota;
  • un trauma recente — caduta, incidente, uno strappo netto sotto carico dopo il quale non riesci più ad alzare il braccio;
  • una gravidanza in corso o un intervento recente a spalla, colonna o addome.

Nessuno di questi quadri si risolve tirando più forte. Chi ha sintomi cardiologici o neurologici ha bisogno di un inquadramento medico prima, non di una scheda di allenamento: il row esercizio, semmai, arriva dopo e adattato.

Cosa dice davvero la ricerca su row esercizio e postura

Qui vale la pena essere precisi, perché la differenza tra "è dimostrato" e "si dice" è tutta.

Quello che è documentato: l'esercizio sposta davvero gli angoli. Una revisione sistematica con meta-analisi del 2024 su ventidue studi ha misurato l'effetto degli esercizi terapeutici in persone con sindrome crociata superiore — cioè proprio il quadro di testa in avanti e spalle chiuse — e ha trovato miglioramenti significativi su tutti e tre gli angoli: testa protratta, spalle arrotondate e ipercifosi dorsale. Una meta-analisi precedente, su sette studi randomizzati, aveva già trovato prove forti che l'esercizio modifica l'angolo cranio-vertebrale (l'indice più usato per la testa in avanti) e prove moderate che riduce il dolore al collo. Quindi no, non è una favola: i programmi di rinforzo cambiano ciò che si misura con il goniometro.

Quello che non è dimostrato: che sia quell'angolo a farti male. Una revisione sistematica del 2019 sul rapporto fra testa protratta e cervicalgia lo dice apertamente: la relazione è controversa. Negli adulti chi ha dolore mostra in media una postura un po' più protratta di chi non ne ha, con correlazioni moderate fra angolo e intensità del dolore, ma l'età si comporta da fattore confondente pesante e negli adolescenti l'associazione con la maggior parte delle misure di dolore non c'è. Una seconda revisione, del 2023, aggiunge un dettaglio scomodo: solo l'angolo cranio-vertebrale distingue in modo significativo chi ha dolore da chi non ne ha, mentre altri indici della stessa "postura sbagliata" non mostrano differenze.

Il punto che chiude il cerchio. Gli autori della meta-analisi sugli esercizi correttivi, dopo aver trovato che l'esercizio migliora sia l'angolo sia il dolore, scrivono che la natura precisa del rapporto tra postura, dolore e i miglioramenti di entrambi resta da stabilire. Detto in italiano: funziona, ma non sappiamo che funzioni perché ti ha raddrizzato. Le due cose migliorano insieme, e questo non basta a dire che una causi l'altra.

Cosa probabilmente fa il lavoro. Uno studio randomizzato durato un anno su oltre cinquecento impiegati d'ufficio ha confrontato rinforzo specifico per collo e spalle, attività fisica generale e sola consulenza sulla salute. Chi aveva dolore al collo l'ha ridotto in modo netto con entrambe le forme di allenamento e non con la sola consulenza; e chi partiva senza dolore alla spalla ne ha sviluppato di più nel gruppo che non si allenava. La leva, lì, non era la geometria delle scapole: era diventare più forti e continuare a farlo.

E gli "squilibri" che causano infortuni? Il dato più solido in quella direzione è indiretto: una meta-analisi su atleti asintomatici ha trovato che chi presentava discinesia scapolare — un movimento alterato della scapola, visibile — aveva un rischio del 43% più alto di sviluppare dolore di spalla nei nove-ventiquattro mesi successivi. È un'associazione, misurata su atleti, e la discinesia non è la stessa cosa delle "spalle curve" davanti allo specchio; nessuno ha dimostrato che correggerla azzeri quel rischio. Quanto al famoso rapporto 2:1 fra trazioni e spinte, è una convenzione da palestra: nessuno studio ha stabilito quel numero.

Come usare tutto questo. Fai il row esercizio perché ti rende più forte, non perché stai riallineando qualcosa. Guarda il carico che sposti e la costanza, non la fotografia di profilo. E se dopo settimane di lavoro serio il dolore non si muove, la risposta non è tenere le spalle indietro con più impegno: significa che va cercato altrove, e lì serve una valutazione.

Fase intermedia dell'esercizio: in quadrupedia mentre solleva il braccio destro in avanti guardando lo schermo del tablet a terra.

Come si esegue il row esercizio: i passaggi

  1. Afferra manubri, bilanciere o una banda elastica con le braccia distese in avanti.
  2. Schiena in posizione neutra e addome attivo, busto inclinato in avanti a partire dall'anca — il movimento nasce dall'anca che va indietro, non dalla schiena che si piega.
  3. Tira verso di te portando i gomiti indietro lungo i fianchi, avvicinando le scapole.
  4. Fermati un istante a fine movimento, poi torna lentamente alla posizione di partenza, lasciando che le braccia si distendano del tutto.
  5. Ripeti 10-12 volte per 3 serie, controllando ogni ripetizione: è un punto di partenza ragionevole, non una soglia magica.

Quali muscoli lavora davvero il row esercizio

Il row esercizio è un movimento multiarticolare: mette al lavoro in un colpo solo la catena posteriore del tronco e le braccia.

Gran dorsale. Il muscolo più esteso della schiena è il motore principale: porta il braccio indietro e verso il corpo. Uno studio elettromiografico su quattro esercizi isometrici ha trovato che l'inverted row registrava i valori più alti sulla porzione mediale del gran dorsale, in modo significativo rispetto al body lifting e all'estensione del tronco.

Romboidi e trapezio medio. Sono i muscoli fra le scapole: le avvicinano alla colonna. Sono loro a rendere il row esercizio un esercizio "di scapola" e non solo "di braccio".

Deltoide posteriore. La parte posteriore della spalla partecipa a ogni variante, in modo particolarmente evidente quando i gomiti restano vicini ai fianchi.

Bicipite, brachiale e brachioradiale. Flettono il gomito e lavorano da sinergisti: nel row esercizio le braccia non sono spettatrici, e questo spiega perché a volte cedono prima della schiena.

Erettori spinali e stabilizzatori del tronco. Nelle versioni a busto flesso lavorano in isometria per mantenere la posizione.

Un dato concreto: uno studio del 2016 ha misurato l'attivazione muscolare durante quattro versioni dell'inverted row a corpo libero. Gran dorsale, bicipite, trapezio inferiore e deltoide posteriore superavano il 61% della contrazione massimale volontaria; trapezio superiore, trapezio medio e multifido lombare stavano fra il 41 e il 60%. Livelli, cioè, compatibili con un lavoro di rinforzo vero anche senza pesi. Due avvertenze oneste: l'elettromiografia misura quanto un muscolo si attiva in quell'istante, non quanto crescerà; e quei valori riguardano l'inverted row, non automaticamente tutte le altre varianti.

Un consiglio importante: prima di provare questi esercizi, assicurati di aver ricevuto una diagnosi corretta. Spesso si pensa di avere un problema, ma la causa reale del dolore e un’altra. Eseguire esercizi sbagliati può peggiorare la situazione invece di migliorarla.

Le cinque varianti del row esercizio, e quale fa per te

Bent over row con bilanciere

La versione classica, e la più esigente.

Setup: presa prona (palmi verso il basso) o supina (palmi verso l'alto), poco più larga delle spalle. Porta il bacino indietro e inclina il busto fino ad avvicinarti al parallelo col pavimento, ginocchia morbide.

Posizione della colonna: cerca una schiena in posizione neutra e un addome attivo. Non per paura di "spezzarti" a ogni millimetro di curva, ma per una ragione tecnica: è la posizione in cui controlli meglio il carico. Se la colonna si arrotonda progressivamente man mano che le ripetizioni avanzano, il peso ha superato la tua capacità di gestirlo — ed è quello il segnale da leggere, non il singolo grado di flessione.

Movimento: tira verso la zona dell'ombelico guidando con i gomiti, avvicina le scapole a fine corsa.

Pausa e ritorno: mantieni brevemente la contrazione, poi accompagna il bilanciere in discesa invece di lasciarlo cadere.

Presa prona o supina: la prona tende a coinvolgere di più la schiena alta e il deltoide posteriore, la supina chiama più i bicipiti. Entrambe sono valide: sceglierne una non è un errore, alternarle nemmeno.

A chi serve: a chi ha già confidenza con l'hip hinge e vuole carichi alti. Se non riesci a tenere la posizione per tutte le ripetizioni, il peso è troppo.

One arm dumbbell row

Setup: mano e ginocchio dello stesso lato appoggiati su una panca, piede opposto a terra, manubrio nella mano libera.

Posizione: busto vicino al parallelo, spalla del braccio che lavora leggermente più bassa in partenza.

Movimento: tira il manubrio verso l'anca, non verso il petto, con il gomito che passa vicino al corpo. Una piccola rotazione del torace è normale; una torsione ampia significa che stai barando col carico.

A chi serve: ottimo per lavorare un lato per volta, sfruttare un'escursione più ampia e ridurre la richiesta sulla zona lombare rispetto alla versione bilaterale. È spesso la prima scelta quando la schiena bassa è sensibile.

Inverted row (o body row)

Il row esercizio a corpo libero, il più democratico dei cinque.

Setup: sotto una barra bassa (multipower, sbarra da parco, anelli o TRX). Presa alla barra, corpo in linea retta dalla testa ai talloni, talloni a terra.

Movimento: porta il petto verso la barra avvicinando le scapole, mantenendo il corpo rigido come una tavola. Torna lentamente fino a braccia completamente distese.

Progressione: più il corpo è orizzontale, più è difficile. Si parte con la barra alta e il corpo inclinato, si scende poco per volta; da lì si può passare a piedi rialzati o a una gamba sola.

A chi serve: a chi si allena a casa o al parco, a chi sta ricominciando, e a chiunque voglia un esercizio dove il carico si regola spostando i piedi invece di cambiare disco.

Cable row

Seated cable row: seduto alla macchina, piedi sulle pedane, ginocchia morbide, si tira la maniglia verso l'addome tenendo il busto stabile. È la versione più guidata e la più semplice da imparare.

Standing cable row: in piedi, con il cavo all'altezza del petto: stessa trazione, ma la richiesta di stabilità sul tronco è maggiore.

Vantaggio specifico: il cavo mantiene tensione costante lungo tutta l'escursione, compresa la parte in allungamento, dove un manubrio invece "scarica".

A chi serve: a chi vuole volume di lavoro con poca fatica tecnica, e a chi sta rientrando da un problema alla schiena bassa.

Row con elastico

Setup: fissa l'elastico davanti a te ad altezza torace (una porta, un palo, le gambe di una sedia pesante) e afferra le estremità.

Esecuzione: stessa trazione verso l'addome, gomiti lungo i fianchi. La resistenza dell'elastico cresce man mano che ti allunghi: la parte finale è la più impegnativa, il che lo rende comodo per lavorare proprio sulla chiusura delle scapole.

A chi serve: viaggi, casa, riabilitazione precoce, riscaldamento. È l'opzione a più basso impatto articolare e la più facile da tenere nello zaino.

Gli errori del row esercizio che tolgono lavoro alla schiena

Slancio del corpo. È il più comune: si usa la spinta delle gambe e del busto per far partire il carico. Il muscolo lavora meno proprio dove dovrebbe lavorare di più. Rimedio: togli peso e aggiungi una pausa breve a fine trazione.

Escursione incompleta. Fermarsi a metà, sia in chiusura sia in allungamento. Le braccia devono distendersi del tutto in partenza e le scapole avvicinarsi davvero in arrivo.

Tirare troppo in alto. Portare le mani verso il petto trasforma il movimento in un upright row inclinato e sposta il carico sul trapezio superiore. Il bersaglio, nella versione classica, è la zona dell'ombelico.

Gomiti svasati. Con i gomiti larghi si perde il deltoide posteriore e si carica la spalla in una posizione meno confortevole. Tienili relativamente vicini al corpo.

Schiena che cede sotto carico. Se la colonna si arrotonda progressivamente ripetizione dopo ripetizione, non è "un dettaglio di stile": è il segnale che il carico ha superato la tua capacità di controllo. Riduci il peso, oppure passa a una variante appoggiata come il one arm dumbbell row.

Face pull: dove il row esercizio non arriva

Il row esercizio allena bene i retrattori della scapola e il deltoide posteriore, ma tocca poco i rotatori esterni della cuffia. Il face pull — cavo all'altezza del viso, corda, gomiti alti, si tira verso la fronte ruotando le mani verso l'esterno — copre proprio quel pezzo. È un complemento sensato, non un'assicurazione contro gli infortuni: la promessa onesta è "alleni anche quello che il row lascia scoperto", non "così non ti farai male". Se vuoi approfondire il lavoro sulle scapole trovi indicazioni pratiche nella scheda sul band pull apart e in quella sugli esercizi di rinforzo per la spalla.

Come programmare il row esercizio

Le indicazioni che seguono sono convenzioni pratiche di allenamento della forza, utili come punto di partenza: non sono soglie ricavate da studi su questo specifico esercizio.

Frequenza. Due o tre sedute a settimana funzionano bene per la maggior parte delle persone, con almeno un giorno tra una e l'altra.

Volume. Tre o quattro serie da 8-12 ripetizioni coprono quasi tutti gli obiettivi. Il criterio che conta più del numero: le ultime due ripetizioni devono costare fatica, restando pulite.

Progressione. Quando chiudi tutte le serie con la tecnica intatta e senza troppa fatica, aumenta: carico, ripetizioni, o difficoltà della variante (nell'inverted row basta abbassare i piedi).

Rapporto con le spinte. Alternare trazioni e spinte in proporzioni simili è una scelta ragionevole per distribuire il lavoro. Il rapporto 2:1 di cui si legge ovunque è, di nuovo, una convenzione: se ti fa comodo perché ti piace tirare, usalo; non aspettarti che sia quello a risolvere un dolore.

Varietà. Alternare due versioni — per esempio bent over row in una seduta e one arm row nell'altra — distribuisce il carico su articolazioni e posizioni diverse e rende il programma più sostenibile nel tempo.

Posizione nella seduta. Dopo i grandi multiarticolari (stacco, squat) e prima degli esercizi di isolamento, quando hai ancora la lucidità per tenere la tecnica.

Se dopo settimane non cambia niente

È la parte che di solito manca. Immagina di aver fatto tutto per bene: due sedute a settimana, carichi che salgono, tecnica pulita, sei mesi di costanza. Sei più forte, e il dolore al collo o fra le scapole è identico a prima.

Non è un fallimento tuo e non significa che devi tirare di più. Significa che il rinforzo, da solo, non stava intercettando la causa. Le direzioni da esplorare sono altre: un problema articolare o tendineo specifico, un'irritazione radicolare, il carico complessivo della giornata (ore, pause, sonno, stress), oppure una sensibilizzazione del dolore che risponde a strategie diverse dal solo esercizio. È esattamente il momento in cui una valutazione fatta da un professionista vale più di un'altra scheda. Se il fastidio è concentrato fra le scapole, può essere utile partire dagli approfondimenti sul dolore sotto la scapola e sulla dorsalgia.

Teleriabilitazione e row esercizio: quando ha senso

Un fisioterapista in videochiamata può guardarti eseguire il movimento, scegliere con te la variante adatta al tuo livello e ai tuoi attrezzi, e soprattutto capire se il tuo sintomo è un problema di forza o qualcos'altro. È un uso onesto dello strumento: valutare e correggere, non promettere raddrizzamenti.

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In sintesi

Il row esercizio è un ottimo esercizio di rinforzo per tutta la parte posteriore del corpo, ha cinque varianti che coprono qualsiasi livello e attrezzatura, e si impara in poche sedute. Quello che non è, malgrado quanto si legge, è la cura della postura: che l'esercizio modifichi gli angoli è documentato, che siano quegli angoli a generare il dolore no. Il row esercizio ti rende più forte, e diventare più forti è la parte che negli studi mostra i risultati migliori sul dolore di collo e spalle. Usalo per quello, con carichi che crescono e un po' di pazienza — e se il dolore non si muove, cambia domanda invece di aggiungere serie.

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