Dolore e Patologie

L’Artrosi Si Può Curare? La Risposta Onesta

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 21 settembre 2026

Mezzo busto orizzontale: braccia distese in avanti che reggono l'asta all'altezza del bacino, finestra bianca alle spalle.
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L'artrosi si può curare? È la prima domanda dopo la diagnosi, e merita una risposta in due tempi invece di un sì o un no.

Primo tempo, quello scomodo. Se «curare» significa riportare la cartilagine com'era, la risposta è no: nessun trattamento oggi disponibile lo fa. Non lo fanno i farmaci, non lo fanno le infiltrazioni, non lo fa l'esercizio.

Secondo tempo, quello che conta. Quasi nessuno, in realtà, vuole la cartilagine indietro. Si vuole smettere di avere male, tornare a camminare senza pensarci, dormire tutta la notte. Da quel punto di vista la risposta cambia del tutto — e il trattamento con le prove migliori non è un farmaco.

La convinzione che fa più danni

Che l'artrosi peggiori inevitabilmente.

Non è così, e la ragione è che l'immagine e il dolore viaggiano su binari in buona parte separati. Ci sono persone con radiografie molto alterate e pochi sintomi, e persone con immagini modeste e dolore importante. Come si legge un referto di ginocchio — gonartrosi tricompartimentale, sclerosi subcondrale, osteofiti — lo abbiamo sciolto parola per parola in referto del ginocchio.

La conseguenza pratica: il referto non è un conto alla rovescia, e comportarsi come se lo fosse — smettere di muoversi per «non consumare» — è il modo più affidabile di peggiorare la situazione.

L'esercizio: quanto funziona, con i numeri

È il trattamento di base, e nelle linee guida internazionali per l'artrosi di ginocchio, anca e poliarticolare i trattamenti fondamentali sono due: l'educazione sulla condizione e un programma strutturato di esercizio a terra, con o senza gestione del peso. Vengono prima dei farmaci, non dopo.

Quanto funziona, in concreto? La revisione Cochrane del 2024 — 139 studi randomizzati, 12.468 partecipanti — misura, rispetto a un controllo, un miglioramento medio di circa 8,7 punti su 100 sul dolore e 11,3 sulla funzione fisica.

Va letto onestamente in due direzioni. Sono effetti moderati: non è una guarigione, e chi racconta l'esercizio come miracoloso esagera. Ma è anche la voce con più prove alle spalle di qualunque altra, e a differenza di quasi tutto il resto non smette di funzionare dopo sei mesi.

Cosa includere: rinforzo muscolare progressivo, attività aerobica a basso impatto, lavoro di mobilità. Gli esercizi specifici per il ginocchio sono in gonartrosi.

Una precisazione che va fatta: l'esercizio riduce i sintomi e migliora la funzione. Che rallenti la progressione strutturale è un'altra affermazione, e non è dimostrata allo stesso modo. Le due cose vengono spesso confuse.

Primo piano della gamba della paziente con l'elastico rosso agganciato alla caviglia e alla scarpa, Simone seduto sullo sfondo che regge l'altro capo.

Il peso: come è stato misurato

Qui c'è uno studio che vale la pena conoscere, perché chiarisce una cosa che di solito si dice male.

Lo studio IDEA: 454 adulti sopra i 55 anni, in sovrappeso o obesi, con dolore e artrosi di ginocchio documentata, seguiti per 18 mesi in tre gruppi — dieta più esercizio, sola dieta, solo esercizio.

I pesi persi: 10,6 kg nel gruppo dieta più esercizio, 8,9 nel gruppo dieta, 1,8 nel gruppo esercizio. E il risultato clinico migliore è quello del gruppo combinato.

La lettura corretta non è «dimagrisci e passa», e nemmeno «basta muoversi». È che le due cose insieme fanno più di ciascuna da sola — e che l'esercizio da solo non produce una perdita di peso significativa, il che spiega perché tanti lo trovano deludente su quel fronte.

I farmaci, e cosa possono fare

Nessuno di loro modifica la malattia. Servono a gestire i sintomi, e su questo possono essere utili.

Gli antinfiammatori riducono dolore e infiammazione; nelle linee guida internazionali quelli per uso topico sono fortemente raccomandati nel ginocchio, ed è un'indicazione che spesso si ignora a favore delle compresse. Per chi ha problemi gastrici o cardiovascolari le raccomandazioni cambiano, ed è una valutazione medica.

Il paracetamolo può ridurre il dolore, senza effetto antinfiammatorio.

Le infiltrazioni danno sollievo temporaneo e non rigenerano nulla. Quanto durano e cosa aspettarsi è in dopo l'infiltrazione; sull'ozono, che viene proposto spesso proprio per l'artrosi, i numeri sono in ozonoterapia.

La protesi

Nei casi avanzati è l'opzione che più si avvicina a una soluzione: toglie il dolore e restituisce funzione. Ha una durata limitata e richiede una riabilitazione seria.

Il punto è quando. Non «quando il referto è brutto», ma quando il dolore limita le cose che contano nonostante un percorso conservativo fatto davvero: mesi di esercizio con progressione, non tre settimane di ginnastica. Molte persone che arrivano convinte di dover operare scoprono di avere ancora margine.

Le terapie che promettono la rigenerazione

Staminali, terapia genica, e la lunga coda di proposte che usano la parola «rigenerativo».

Sono aree di ricerca vere, e i risultati preliminari esistono. Ma preliminare non vuol dire disponibile, e il divario fra i due stati è esattamente lo spazio in cui si vendono cicli costosi.

Il criterio per orientarsi è uno solo, e puoi usarlo tu: chiedi quale studio randomizzato mostra il risultato promesso, e su quante persone. Se la risposta è un'esperienza personale, una casistica interna o «lo fanno tutti», hai la tua risposta.

In sintesi

La cartilagine non torna. Ma la domanda che conta non è quella: è se puoi smettere di avere male e tornare a fare le cose, e lì la risposta è spesso sì.

Il trattamento di base sono educazione ed esercizio strutturato — effetti moderati ma misurati su più di dodicimila persone, e duraturi. Se c'è peso da perdere, farlo insieme all'esercizio rende più di ciascuna delle due cose da sola. I farmaci gestiscono i sintomi. La protesi arriva quando il resto è stato fatto davvero.

E l'artrosi non peggiora inevitabilmente: fermarsi per paura di consumarla è la cosa che più affidabilmente la fa peggiorare.

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Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

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