Dolore e Patologie

Artrosi al Ginocchio (Gonartrosi): Esercizi e Cosa Fare

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 19 agosto 2026

Inquadratura ravvicinata: gambe piegate con palla blu tra le ginocchia e le mani del fisioterapista appoggiate sulla coscia/ginocchio della paziente p.
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"Ho l'artrosi al ginocchio, quindi devo smettere di camminare?" È la domanda che sentiamo più spesso quando arriva un referto con scritto gonartrosi. E la risposta, che sorprende quasi tutti, è l'opposto: il trattamento più efficace che abbiamo per l'artrosi del ginocchio non è un farmaco, non è un'infiltrazione, non è il riposo. È l'esercizio, fatto bene e con costanza.

In questa guida vediamo cos'è davvero la gonartrosi, cosa significano i "gradi" del referto, quali esercizi fare (con serie e ripetizioni), cosa evitare e, con onestà, quando ha senso parlare di infiltrazioni o protesi.

Gonartrosi: cos'è e cosa significano i gradi

La gonartrosi è l'artrosi del ginocchio: un processo per cui la cartilagine che riveste l'articolazione si assottiglia nel tempo, l'osso sottostante reagisce e l'articolazione diventa più rigida, a volte gonfia, a volte dolente. È un processo comune con l'età, tanto che dopo i 60 anni una quota molto ampia della popolazione ne ha segni in radiografia, spesso senza saperlo.

Nei referti trovi in genere una classificazione in gradi, da 1 a 4:

  • Grado 1-2 (lieve): lo spazio articolare inizia a ridursi, compaiono i primi osteofiti ("becchi" ossei). Molte persone in questa fase hanno pochi sintomi o nessuno.
  • Grado 3 (moderato): riduzione evidente dello spazio articolare; rigidità mattutina, dolore a scale e alzate dalla sedia diventano più frequenti.
  • Grado 4 (severo): lo spazio articolare è quasi assente. È lo stadio in cui, se anche i sintomi sono severi, si valuta la chirurgia.

Il punto più importante, che vale la pena mettere in grassetto: il grado in radiografia e il dolore che senti non vanno di pari passo. Esistono ginocchia di grado 3 che fanno poco male e ginocchia di grado 2 molto dolorose. Il dolore dipende anche da forza muscolare, peso, attività, sonno, paura del movimento. Ed è proprio su questi fattori che possiamo lavorare, qualunque sia il tuo grado.

Esercizi per la gonartrosi: perché sono il trattamento di prima linea

Su questo le linee guida internazionali concordano da anni: per l'artrosi del ginocchio, esercizio terapeutico, educazione e gestione del peso sono il trattamento di prima linea, prima dei farmaci e molto prima della chirurgia. Non è un'opinione di noi fisioterapisti: è lo standard di cura raccomandato in tutto il mondo.

Perché funziona, se la cartilagine è consumata? Per tre ragioni concrete:

  1. Muscoli più forti scaricano l'articolazione. Un quadricipite e dei glutei allenati assorbono parte del carico a ogni passo, riducendo lo stress sulla cartilagine rimasta.
  2. Il movimento nutre l'articolazione. La cartilagine non ha vasi sanguigni: si nutre con il liquido sinoviale, che circola proprio grazie al movimento. Un ginocchio fermo è un ginocchio che si irrigidisce.
  3. L'esercizio ricalibra il dolore. Il movimento graduale e regolare rende il sistema meno "in allarme": nel giro di 6-8 settimane la maggior parte delle persone sente meno dolore e sale le scale meglio, a parità di radiografia.

E no, l'esercizio corretto non "consuma" il ginocchio più in fretta. Quello che accelera i problemi è il contrario: l'inattività, la perdita di forza e i chili in più.

Dettaglio delle mani del fisioterapista che agganciano l'elastico rosso attorno alla scarpa della paziente seduta sul lettino, gambe in primo piano, n.

Il programma: esercizi con dosaggio

Regola pratica per tutti gli esercizi: un fastidio fino a 4-5 su 10, che si spegne entro poco e non lascia il ginocchio peggio il giorno dopo, è accettabile. Un dolore che cresce serie dopo serie o che il giorno seguente ti zoppica addosso significa ridurre carico o ripetizioni, non smettere.

Esercizio Come si fa Dosaggio
Quad set Seduto o sdraiato, gamba distesa: contrai la coscia schiacciando il ginocchio verso il basso, tieni 5-10 secondi 3×10, tutti i giorni
Straight leg raise Sdraiato, una gamba piegata e l'altra tesa: solleva la gamba tesa di 30 cm, tieni 5 secondi, scendi lento 3×10 per gamba, 3-4 volte/settimana
Sit-to-stand Alzati da una sedia e risiediti lentamente, senza aiutarti con le mani (usa una sedia più alta se è troppo dura) 3×8-12, 3 volte/settimana
Mini squat In piedi, appoggio a un mobile: piega le ginocchia fino a 30-45°, peso sui talloni 3×10, 3 volte/settimana
Bridge Sdraiato, piedi a terra: solleva il bacino contraendo i glutei, tieni 3 secondi 3×12, 3 volte/settimana
Salita del gradino Sali un gradino basso con la gamba interessata, controlla la discesa 3×8 per gamba, 3 volte/settimana
Heel slides Sdraiato, fai scivolare il tallone verso il gluteo e torna, per la mobilità in flessione 2×15, tutti i giorni
Cyclette Sella leggermente alta, resistenza leggera-moderata 20-30 minuti, quasi tutti i giorni
Camminata Passo comodo, terreno regolare, scarpe ammortizzate 20-30 minuti, quasi tutti i giorni

Come progredire: quando un esercizio diventa facile, non aggiungere ripetizioni all'infinito — aumenta la difficoltà (sedia più bassa, gradino più alto, un piccolo peso alla caviglia, squat leggermente più profondo). I benefici veri arrivano dopo 6-8 settimane di regolarità: le prime due settimane servono solo a ingranare, non giudicare il programma prima.

Cosa evitare (e cosa non serve evitare)

Da limitare, soprattutto nelle fasi dolorose:

  • Picchi di carico improvvisi: la classica domenica con 15.000 passi dopo una settimana da 2.000. Il ginocchio artrosico odia gli sbalzi, non i passi.
  • Squat profondi e affondi caricati a fondo corsa, salti ripetuti, corsa in discesa: sono i gesti che più facilmente accendono i sintomi.
  • Il riposo assoluto "in attesa che passi": dopo pochi giorni di stop i muscoli si indeboliscono e il ginocchio, alla ripresa, sta peggio di prima.
  • Inseguire mille terapie passive (gel, fanghi, gadget) come piano principale: qualcuna può dare sollievo temporaneo, nessuna sostituisce forza e movimento.

Cosa invece non serve evitare: le scale della vita quotidiana, camminare, la cyclette, il nuoto, piegarti per raccogliere un oggetto. Un ginocchio con gonartrosi va usato, con intelligenza. Anche il peso corporeo merita una parola: se ci sono chili in più, ogni chilo perso si moltiplica sul carico che il ginocchio riceve a ogni passo, e ciò che mangi può aiutare le tue ginocchia più di quanto immagini.

Quanto intensi devono essere gli esercizi

Qui c'è un dato che toglie un peso a molti. Una revisione Cochrane ha confrontato programmi di esercizio ad alta intensità con programmi a bassa intensità in persone con artrosi di anca o ginocchio, e non ha trovato un vantaggio clinico rilevante dell'alta intensità su dolore e funzione nel breve termine — con prove di qualità da bassa a molto bassa, e senza certezze nemmeno sul fatto che l'intensità alta sia più rischiosa (PMID 26513223).

Tradotto in pratica: non devi soffrire per ottenere risultati. Se un carico leggero ti permette di essere costante per otto settimane, vale più di un programma duro che molli dopo dieci giorni. Non a caso l'aggiornamento Cochrane del 2025 su questo tema riguarda proprio gli interventi per migliorare l'aderenza al programma (PMID 40678987): il problema clinico vero non è trovare l'esercizio perfetto, è continuare a farlo.

Farmaci: cosa fanno e cosa non fanno

I farmaci servono a rendere possibile il movimento, non a sostituirlo.

Gli antinfiammatori possono abbassare il dolore in una fase acuta e permetterti di fare gli esercizi che altrimenti salteresti — ma sono una gestione sintomatica, non modificano il decorso dell'artrosi, e sull'uso prolungato vanno discussi con il medico perché non sono privi di effetti su stomaco, rene e pressione.

Sulle infiltrazioni: i corticosteroidi possono dare sollievo nelle fasi molto irritate, tipicamente per settimane, non per sempre. L'acido ialuronico ha prove più discusse e i pareri fra le linee guida non coincidono. In entrambi i casi la domanda giusta non è "funziona?" ma "a cosa mi serve questa finestra di sollievo?": se serve a rientrare in un programma di esercizio, ha senso; se serve a rimandare, il ginocchio torna al punto di partenza.

Ginocchiere, solette e bastone

Sono ausili, cioè strumenti che tolgono carico mentre tu lavori sul resto.

Una ginocchiera può dare una sensazione di stabilità e ridurre il dolore in alcune persone; non rinforza nulla e non va tenuta tutto il giorno tutti i giorni, perché il lavoro deve farlo il muscolo. Le solette ammortizzanti possono aiutare a smorzare l'impatto. Il bastone, usato dal lato opposto al ginocchio dolente, riduce davvero il carico quando cammini a lungo — e non è una resa: è la differenza fra fare la passeggiata e non farla.

Infiltrazioni e protesi: quando ha senso parlarne

Parliamone con onestà, perché prima o poi qualcuno te le proporrà.

Le infiltrazioni (cortisone, acido ialuronico) possono avere un ruolo come supporto: il cortisone può spegnere una fase molto infiammata, l'acido ialuronico dà ad alcune persone un sollievo di alcuni mesi. Ma sono un aiuto sintomatico, non una cura: non ricostruiscono cartilagine e funzionano meglio proprio quando vengono usate per rendere possibile l'esercizio, non per sostituirlo. Se ti viene proposta un'infiltrazione senza alcun programma di rinforzo accanto, è legittimo fare domande.

La protesi è un ottimo intervento, ma è l'ultima carta, non la prima: si valuta quando l'artrosi è severa (in genere grado 4), il dolore limita concretamente la vita quotidiana e la notte, e un percorso serio di esercizio di almeno alcuni mesi non è bastato. Due cose che pochi dicono: arrivare all'intervento con muscoli allenati migliora nettamente il recupero dopo; e anche con la protesi, la riabilitazione resta il fattore che decide il risultato.

Convivere bene con la gonartrosi

La gonartrosi è una condizione cronica, ma "cronica" non significa "in peggioramento inevitabile". Significa che va gestita, come la pressione alta: chi si allena con regolarità, tiene il peso sotto controllo e dosa i carichi convive per decenni con ginocchia che lavorano bene.

Il programma qui sopra è un ottimo punto di partenza, ma è generico per definizione: il tuo ginocchio ha la sua storia, la sua forza di partenza e i suoi gesti critici. Se vuoi un programma costruito su di te, con esercizi mostrati e corretti in videochiamata e progressioni riviste settimana per settimana, dai un'occhiata al nostro percorso per il dolore al ginocchio oppure inizia dal questionario: 20 minuti con un fisioterapista per valutare la tua situazione e capire da dove iniziare, senza muoverti da casa.

Se ti è stata proposta la magnetoterapia per il ginocchio, cosa dicono gli studi è in Magnetoterapia: a cosa serve e cosa dicono davvero gli studi.

Se stai valutando gli integratori — collagene, glucosamina, curcuma — cosa dicono le meta-analisi è in Collagene per le articolazioni: serve davvero?.

Fonti

Ultima verifica delle fonti: agosto 2026.

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