Prevenzione

Esercizi per la Terza Età: Restare Attivi e Autonomi

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Pubblicato il 5 dicembre 2025

Ragazza in maglietta nera seduta a un tavolo di legno all'aperto mentre digita su un laptop; sul tavolo borraccia rosa, custodia/tablet nero.
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Gli esercizi qui sotto valgono per tutti. Il tuo programma no: con Ri-Hub te lo costruisce un fisioterapista sul tuo caso, e lo cambia man mano che migliori — a casa quando basta, in uno studio vicino a te quando servono le mani. Si parte da un colloquio gratuito. Parla con un fisioterapista →

"Alla mia età ha ancora senso iniziare?" È la domanda che sentiamo più spesso, e la risposta è sì: il corpo risponde all'allenamento a qualsiasi età, e i benefici maggiori li vede proprio chi parte da zero. Il problema, semmai, è capire da dove cominciare senza farsi male e senza perdersi tra mille consigli. Questa guida agli esercizi per la terza età è pensata esattamente per questo: una panoramica pratica per costruire la tua settimana di movimento, un pezzo alla volta.

Esercizi per la terza età: i 4 pilastri

Un buon programma dopo i 65 anni non è "camminare tanto" e basta. Poggia su quattro pilastri, ognuno con un compito preciso.

  1. Forza. È il pilastro più importante e più trascurato: alzarsi dalla sedia, salire le scale, portare la spesa sono tutti gesti di forza. Se vuoi capire perché va messa al primo posto, leggi l'approfondimento su forza muscolare e invecchiamento.
  2. Equilibrio. Riduce il rischio di cadute, la principale minaccia all'autonomia. Trovi test e progressioni dedicate negli esercizi di equilibrio per prevenire le cadute.
  3. Resistenza. Cuore e fiato: camminata, cyclette, nuoto. È il pilastro che ti permette di fare le cose a lungo, e su quanto ne serva a settimana le raccomandazioni sono in quanto esercizio fare.
  4. Mobilità. Articolazioni che si muovono bene rendono tutto il resto più facile: allacciarsi le scarpe, girarsi in auto, raggiungere un ripiano alto. Quanta se ne può recuperare davvero, e dove sono i limiti, è in mobilità articolare negli anziani.

Da dove iniziare se parti da zero

La regola d'oro: parti più in basso di dove pensi di dover partire, e progredisci ogni settimana. Sul fatto che gli esercizi a casa funzionino le prove ci sono, a patto che qualcuno imposti la progressione. Meglio tre settimane di esercizi "troppo facili" che tre giorni di dolori che ti fanno smettere.

Se cammini poco e stai molto seduto, comincia dalla routine di esercizi sulla sedia: è un programma completo che si fa da seduti ed è il gradino d'ingresso ideale. Se il peso è la variabile principale, il punto di partenza è in esercizio fisico per chi è in sovrappeso. Se hai articolazioni delicate (ginocchia, anche, schiena), orientati sugli esercizi a basso impatto, oppure sullo yoga dolce per anziani, con i benefici e i limiti che ha. Se sei già attivo, la settimana tipo qui sotto fa per te — e se sei più vicino ai 55 che ai 75, la guida agli esercizi per over 50 alza un po' l'asticella.

Donna seduta di profilo su una fitball blu con la schiena eretta e le mani sulle cosce, il fisioterapista di spalle sullo sfondo alla parete attrezzat.

I 5 esercizi fondamentali, passo per passo

1. Alzarsi dalla sedia (sit-to-stand). Siediti su una sedia stabile, piedi sotto le ginocchia. Inclina il busto in avanti e spingi sulle gambe fino a stare in piedi, poi risiediti lentamente contando fino a 3. Se serve, aiutati con le mani sulle cosce; l'obiettivo è arrivare a farlo a braccia incrociate.

2. Sollevamento sulle punte. In piedi di fronte al lavello, mani in appoggio leggero: sollevati sulle punte dei piedi, resta un secondo in alto, scendi con controllo. Rinforza i polpacci, fondamentali per camminare e per l'equilibrio. Quando salire un gradino torna facile, la progressione strutturata è lo step up, che ha regole sue su altezza e carico.

3. Mini-squat al piano della cucina. Mani in appoggio, piedi alla larghezza delle spalle: piega le ginocchia come per sederti su uno sgabello alto, scendendo solo fin dove ti senti sicuro, poi risali.

4. Spinta al muro (push-up al muro). Mani al muro all'altezza delle spalle, piedi a mezzo metro dal muro: piega i gomiti avvicinando il petto alla parete, poi spingi per tornare. Allena petto, spalle e braccia.

5. Marcia sul posto. Vicino a un appoggio, marcia sollevando bene le ginocchia per un minuto. Scalda, allena il fiato e lavora sull'equilibrio dinamico.

La settimana tipo

Giorno Attività Durata
Lunedì 5 esercizi fondamentali: 2-3 serie × 8-12 ripetizioni 20-25 min
Martedì Camminata a passo comodo ma continuo 20-30 min
Mercoledì Equilibrio + mobilità dolce 15 min
Giovedì 5 esercizi fondamentali: 2-3 serie × 8-12 ripetizioni 20-25 min
Venerdì Camminata 20-30 min
Weekend Attività che ti piace (ballo, giardinaggio, nuoto) libera

Non serve seguirla alla lettera dal primo giorno: nelle prime due settimane puoi dimezzare tutto. L'importante è la costanza, non l'eroismo. Su quanto valga davvero la mezz’ora al giorno che si sente raccomandare ovunque, i numeri sono in 30 minuti di esercizio al giorno, e su cosa si possa fare per un metabolismo rallentato c’è una scheda dedicata.

Come progredire

Ogni 1-2 settimane, cambia una cosa sola: qualche ripetizione in più, una serie in più, una camminata più lunga di 5 minuti, o una versione più difficile dell'esercizio (dal mini-squat allo squat completo, dalla spinta al muro alla spinta su un mobile più basso). Se dopo l'allenamento hai un leggero affaticamento muscolare che passa in un giorno, la dose è giusta. Se il giorno dopo fai fatica a muoverti, hai esagerato: torna al gradino precedente.

Sicurezza: quando fermarsi e quando farsi valutare

Fermati e consulta un professionista se durante l'esercizio compaiono dolore al petto, capogiri, fiato molto più corto del normale o un dolore articolare acuto (diverso dalla normale fatica muscolare). Vale la pena partire da una valutazione, invece che dal fai-da-te, anche se hai protesi, osteoporosi diagnosticata, cadute recenti o patologie cardiache: in questi casi il programma va tarato su di te. Puoi parlarne con un fisioterapista direttamente da casa: Inizia dal questionario.

Gli errori più comuni

  • Fare solo camminata. Ottima per il fiato, ma da sola non mantiene forza ed equilibrio: servono tutti e quattro i pilastri.
  • Partire troppo forte. L'entusiasmo dei primi giorni è il modo più rapido per fermarsi alla seconda settimana.
  • Saltare i giorni di recupero. I muscoli migliorano tra un allenamento e l'altro, non durante.
  • Confrontarsi con il passato. Il punto di riferimento è te stesso il mese scorso, non a 40 anni.
  • Smettere al primo fastidio. Un lieve indolenzimento muscolare è normale; è il dolore articolare acuto il segnale di stop.

Il primo passo è il più importante

Gli esercizi per la terza età non servono a "restare giovani": servono a restare autonomi — portare la spesa, giocare con i nipoti, viaggiare senza dipendere da nessuno. E il momento migliore per iniziare è adesso, dal gradino giusto per te. Se vuoi un programma costruito sulla tua situazione, con un fisioterapista che ti segue in video: Inizia dal questionario.

Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

Domande frequenti

È troppo tardi per cominciare dopo i 70 anni?

No. Il corpo risponde all’allenamento a qualsiasi età, e i benefici maggiori li vede proprio chi parte da zero. Le meta-analisi sull’esercizio multicomponente negli anziani fragili mostrano miglioramenti della funzione fisica anche nelle condizioni di partenza peggiori.

Su cosa deve poggiare un programma?

Su quattro pilastri: forza, equilibrio, resistenza e mobilità. La forza è il più importante e il più trascurato — alzarsi dalla sedia, salire le scale e portare la spesa sono gesti di forza. Fare solo camminata non basta.

Quali sono i cinque esercizi da cui partire?

Alzarsi dalla sedia, sollevamento sulle punte, mini-squat con appoggio al piano della cucina, spinta al muro e marcia sul posto. Coprono le funzioni che servono ogni giorno e si fanno in casa senza attrezzi.

Come si capisce se la dose è giusta?

Dal giorno dopo. Un leggero affaticamento muscolare che passa in un giorno vuol dire che la dose è corretta. Se il giorno dopo fai fatica a muoverti, hai esagerato: si torna al gradino precedente.

Quando serve farsi valutare prima di iniziare?

Con protesi, osteoporosi diagnosticata, cadute recenti o patologie cardiache: in quei casi il programma va tarato. E si interrompe subito se durante l’esercizio compaiono dolore al petto, capogiri, fiato molto più corto del normale o un dolore articolare acuto.

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Dal singolo esercizio al percorso

Questi esercizi sono generici. Il tuo no.

Quelli che hai appena letto valgono per tutti, e per questo non valgono per nessuno in particolare. Un fisioterapista iscritto all'Albo guarda il tuo caso nel primo colloquio — gratuito, venti minuti — e da lì costruisce il programma su di te: da casa quando basta, in uno studio vicino a te quando servono le mani. Il dolore che torna non toglie solo il movimento: toglie il sonno, la pazienza, la voglia di uscire di casa. Rimetterti in movimento è il nostro mestiere.

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