Dolore e Patologie

Dolore all’Anca di Notte: Cause e Rimedi

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 18 agosto 2026

Uomo maturo in abiti da imbianchino bianchi seduto a terra in una stanza vuota in ristrutturazione, gamba distesa e mano allungata verso il piede,…
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Dolore all'anca di notte: ti sdrai, trovi la posizione, e dopo due ore sei sveglio con quel dolore sul fianco. Oppure fatichi ad addormentarti perche' ogni volta che appoggi il peso su quel lato senti fitte.

E' un disturbo molto comune e nella grande maggioranza dei casi ha una causa banale e trattabile. Ma "quasi sempre" non vuol dire sempre: il dolore notturno a riposo e' uno dei segnali che i clinici controllano. Per questo la prima cosa da fare non e' comprare un cuscino. Partiamo da li'.

Prima di leggere il resto: i segnali da controllare subito

Il dolore d'anca notturno meccanico cambia se cambi posizione, e' peggiore su un lato preciso e si fa sentire anche di giorno sulle scale o stando in piedi a lungo. Quello si tratta, e piu' avanti trovi come.

Ci sono pero' situazioni in cui il dolore notturno non e' un problema di materasso e va valutato da un medico prima di provare qualunque esercizio o accorgimento:

  • Il dolore ti sveglia e non cambia in nessuna posizione: ti giri, ti metti supino, ti alzi, e resta identico.
  • Hai febbre, brividi o sudorazioni notturne, oppure l'anca e' calda, gonfia e ogni movimento e' insopportabile.
  • Hai un calo di peso che non sai spiegare, o una stanchezza importante comparsa nelle stesse settimane.
  • Hai avuto un tumore, in qualunque momento della tua vita, anche molti anni fa e anche se considerato guarito.
  • Assumi cortisone per periodi prolungati, o hai fatto radioterapia su bacino e femore.
  • Il dolore peggiora progressivamente settimana dopo settimana, qualunque cosa tu faccia.
  • Dopo una caduta non riesci piu' a caricare il peso su quella gamba.

Se ti riconosci in uno di questi punti, fatti vedere da un medico in tempi brevi, e subito se c'e' febbre con anca calda e gonfia. Non un cuscino nuovo, non un ciclo di esercizi, non "aspettiamo due settimane". Un'infezione articolare e una lesione ossea si trattano tanto meglio quanto prima le si riconosce, e nessun accorgimento sul sonno le fa passare.

Vale pero' anche il contrario, perche' l'allarmismo fa danni quanto la sottovalutazione. Il dolore notturno da solo non e' la prova di nulla.

In uno studio su 482 persone arrivate a un ambulatorio di triage per mal di schiena, 213 avevano dolore notturno e 90 lo avevano tutte le notti: in nessuna e' emersa una patologia grave. Gli autori concludevano che la sola presenza di dolore notturno non e' un indicatore utile di malattia seria. Riguardava la schiena, non l'anca, ma il concetto regge.

Quello che sposta la probabilita' non e' il sintomo isolato, e' il contesto. Una revisione sistematica sul BMJ ha misurato quanto valgono i singoli campanelli d'allarme nel mal di schiena: la maggior parte cambia pochissimo la probabilita' di frattura o tumore.

I due che pesano davvero sono una storia personale di tumore e l'uso prolungato di cortisone, e la probabilita' sale molto quando piu' segnali compaiono insieme.

Tradotto: se hai solo dolore notturno, ti fa male dormendo su quel fianco e migliora quando ti giri, quasi certamente sei nel gruppo grande. Se hai dolore notturno piu' una storia oncologica, o piu' febbre, o piu' cortisone cronico, quella combinazione va controllata. Il resto dell'articolo parla al primo gruppo.

Perche' proprio di notte

La prima ragione e' la compressione. Sdraiato sul fianco, il peso del bacino schiaccia i tendini dei glutei contro la sporgenza ossea del grande trocantere, quella che senti sotto la mano. Un tendine gia' irritato non tollera questa pressione per ore.

La seconda e' la posizione della gamba. Se dormi su un fianco senza nulla in mezzo, la gamba di sopra cade verso l'interno: l'anca va in adduzione, ed e' proprio l'adduzione eccessiva a comprimere i tendini glutei contro l'osso. Non e' un'ipotesi: e' il meccanismo che la letteratura indica come chiave, insieme al carico eccessivo.

La terza e' l'immobilita' prolungata. Di giorno cambi posizione decine di volte all'ora senza accorgertene; di notte puoi restare fermo un'ora o piu', e i tessuti irritati non gradiscono.

La quarta e' la mancanza di distrazioni: di notte, nel buio, il dolore ha il palcoscenico tutto per se'.

Variante praticamente identica del ritratto a braccia incrociate davanti ai poster anatomici, con sorriso appena accennato.

Le cause, in ordine di frequenza

Dolore laterale d'anca e tendinopatia glutea

E' di gran lunga la causa piu' comune di dolore d'anca notturno, ed e' anche la piu' spesso mal diagnosticata. Riguarda i tendini del gluteo medio e del gluteo minimo, che si inseriscono sul grande trocantere. Colpisce soprattutto a meta' della vita, e le donne piu' degli uomini.

Il quadro e' riconoscibile: dolore sul lato dell'anca, in un punto che indichi con un dito, che peggiora dormendo su quel fianco, stando in piedi appoggiato su una gamba, salendo le scale, incrociando le gambe.

Molte persone raccontano che il sintomo che le ha portate dal professionista non e' stato il dolore camminando: e' stato non riuscire piu' a dormire su quel lato. La letteratura descrive proprio l'interferenza con il sonno sul fianco come tratto tipico.

Il termine che sentirai spesso e' sindrome dolorosa del grande trocantere, un'etichetta ombrello che comprende tendinopatia dei glutei, borsite trocanterica e altre condizioni della stessa zona. Oggi si ritiene che il tendine sia il protagonista molto piu' della borsa.

Se vuoi approfondire, trovi il quadro completo in tendinite del gluteo medio: sintomi, cause ed esercizi.

Artrosi dell'anca

L'artrosi d'anca da tipicamente dolore all'inguine, non sul lato, e spesso si irradia alla parte anteriore della coscia fino al ginocchio. La rigidita' al mattino e dopo essere stati fermi e' un tratto caratteristico.

Il dolore notturno nell'artrosi compare soprattutto nelle fasi piu' avanzate ed e' spesso legato alla posizione: dormire con l'anca molto flessa o ruotata mette in tensione strutture gia' sofferenti.

Se il dolore e' inguinale e infilare calze e scarpe e' diventato difficile, l'artrosi va messa sul tavolo. Ne parliamo in artrosi d'anca: esercizi per mobilita' e dolore.

Borsite trocanterica

Esiste, ma e' molto meno frequente di quanto la parola suggerisca. Per anni ogni dolore laterale d'anca e' stato chiamato borsite; oggi sappiamo che nella maggior parte dei casi e' coinvolto il tendine e la borsa, quando e' infiammata, lo e' spesso in modo secondario. Sintomi notturni e gestione iniziale sono praticamente gli stessi della tendinopatia glutea.

Dolore riferito dalla zona lombare

Un problema della colonna lombare puo' proiettare dolore alla natica e al lato dell'anca, e farsi sentire di notte.

Orienta verso la schiena il fatto che il dolore cambi con i movimenti del tronco piu' che con quelli dell'anca, che si accompagni a sintomi lungo la gamba, o che l'anca mossa passivamente non faccia male. Ne parliamo in il collegamento tra anca e schiena.

Cause meno comuni

Le artriti infiammatorie, come artrite reumatoide e spondilite anchilosante, danno spesso dolore notturno con rigidita' mattutina oltre i trenta-quaranta minuti e coinvolgono piu' articolazioni.

La necrosi della testa del femore da dolore inguinale profondo anche a riposo. Nelle persone anziane o con osteoporosi, una frattura da fragilita' puo' dare dolore inguinale continuo e difficolta' a caricare.

Come dormire: cosa e' pratica clinica e cosa ha prove

Qui serve onesta'. Gli accorgimenti sulla posizione del sonno sono ragionamenti meccanici sensati e li usiamo tutti i giorni, ma non esistono studi robusti che dimostrino che una posizione guarisca il dolore d'anca. Servono a farti dormire mentre tratti la causa. Confondere le due cose e' il motivo per cui molte persone comprano tre cuscini e non risolvono niente.

Se il dolore e' laterale, dormi sul fianco non dolente, con un cuscino spesso tra le ginocchia e possibilmente anche tra le caviglie. Il punto non e' il comfort generico: e' impedire che la gamba di sopra cada verso l'interno, cioe' evitare l'adduzione che comprime i tendini contro l'osso. Un cuscino sottile che si schiaccia serve a poco.

Supino spesso funziona ancora meglio, perche' toglie del tutto la compressione laterale. Metti un cuscino sotto le ginocchia per ammorbidire la tensione sui flessori d'anca e sulla schiena.

Se il dolore e' inguinale, la posizione supina con cuscino sotto le ginocchia e' di solito la piu' tollerata. Sul fianco, il cuscino tra le ginocchia serve comunque a mantenere il bacino allineato.

Da evitare con il dolore laterale: la posizione fetale stretta, con ginocchia raccolte al petto e gambe accavallate, che e' esattamente la combinazione piu' compressiva. E anche il pancia in giu' con una gamba ruotata verso l'alto.

Sul materasso l'evidenza e' piu' povera di quanto raccontino i venditori. Una revisione sistematica di 39 studi conclude che un materasso di durezza media favorisce comfort, qualita' del sonno e allineamento della colonna, ma gli stessi autori segnalano che la letteratura e' discordante e che riguarda soprattutto il mal di schiena, non l'anca.

In pratica: se il materasso e' molto duro, un topper morbido puo' ridurre la pressione sul trocantere e vale la pena provarlo; se e' cosi' cedevole che il bacino sprofonda, il problema e' opposto. Non c'e' nessun materasso terapeutico da comprare d'urgenza.

Se il dolore notturno tocca anche la schiena, gli stessi principi sono in come dormire con il mal di schiena.

Cosa funziona davvero durante il giorno

Le posizioni ti fanno passare la notte. Quello che cambia il problema si fa da svegli.

Per la tendinopatia glutea l'evidenza e' buona e viene da uno studio randomizzato pubblicato sul BMJ nel 2018 su 204 persone con dolore laterale d'anca da oltre tre mesi. Confrontava tre strade: educazione alla gestione del carico piu' esercizio guidato dal fisioterapista, una singola infiltrazione di cortisone, oppure l'attesa senza trattamento.

A otto settimane il miglioramento era riferito da 51 persone su 66 nel gruppo esercizio ed educazione, da 38 su 65 nel gruppo infiltrazione e da 20 su 68 in chi aspettava. A 52 settimane il gruppo esercizio era ancora davanti all'infiltrazione sul miglioramento complessivo, mentre sull'intensita' del dolore i due si equivalevano ed entrambi facevano meglio dell'attesa.

Una meta-analisi del 2024 su sei studi randomizzati e 733 pazienti arriva alla stessa conclusione: raccomandazione forte per l'esercizio come primo trattamento, superiore all'infiltrazione nel miglioramento percepito a lungo termine.

Gli autori precisano pero' che i risultati poggiano su pochi studi e che rispetto al non trattamento l'effetto sul dolore e' piccolo. Nessun evento avverso serio riportato.

Il contenuto conta. Si lavora su carichi progressivi per gli abduttori evitando le posizioni di compressione: isometria e poi rinforzo dinamico con l'anca in posizione neutra. Non stretching aggressivo del gluteo portando il ginocchio al petto o la gamba oltre la linea mediana, che e' proprio la manovra che schiaccia il tendine sull'osso.

E' l'errore piu' comune che vediamo: la persona sente tensione laterale, allunga, sta meglio per dieci minuti e peggiora nella notte.

Per l'artrosi d'anca una revisione Cochrane su nove studi randomizzati e 549 partecipanti classifica come evidenza di alta qualita' il fatto che l'esercizio a terra riduca il dolore e migliori la funzione. L'effetto e' modesto in valore assoluto, circa 8 punti su una scala da 0 a 100, ma si mantiene per tre-sei mesi dopo la fine del programma supervisionato.

Sulle infiltrazioni di cortisone conviene essere chiari, perche' e' la scelta che molti fanno per prima. Danno spesso un sollievo reale e rapido: nello studio del BMJ battevano l'attesa a otto settimane. Il problema e' la distanza.

Una revisione sistematica di 41 studi randomizzati su oltre 2.600 persone con tendinopatie di varie sedi ha mostrato un forte beneficio a breve termine e un effetto che si inverte nel medio e lungo periodo, con esiti migliori in chi non era stato infiltrato. Il dato piu' solido riguarda l'epicondilalgia laterale del gomito, quindi non e' trasferibile senza cautela a ogni tendine.

Sommato al risultato a 52 settimane sull'anca, il messaggio pratico e' questo: l'infiltrazione puo' avere senso per sbloccare una fase acuta insopportabile, non come strategia unica.

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Cosa non fare

Dormire per mesi sull'altro fianco e considerare il problema risolto. E' la trappola piu' comune. Girarsi funziona, il dolore notturno cala, e cosi' la causa resta li' a peggiorare in silenzio mentre continui a caricarla sulle scale e in piedi. Quando il dolore ricompare e' spesso peggiore e serve piu' tempo. La posizione e' un cerotto utile, non la cura.

Riposare a lungo. Il riposo prolungato non e' un trattamento ne' per la tendinopatia ne' per l'artrosi: un tendine scarico perde capacita' di sopportare carico, e un'anca artrosica ferma diventa piu' rigida e piu' dolente.

Va ridotto il carico che provoca dolore, non il movimento in generale. Si toglie l'accavallamento delle gambe e lo stare appoggiati su un'anca sola; non si toglie il camminare.

Allungare aggressivamente il gluteo. Nel dolore laterale d'anca la maggior parte degli stretching classici porta l'anca in adduzione, cioe' nella posizione di compressione. Sollievo immediato, irritazione qualche ora dopo.

Quando serve l'imaging e quando no

La sindrome dolorosa del grande trocantere e' una diagnosi clinica: si fa con la storia e con l'esame fisico, cioe' con test che caricano e comprimono il tendine riproducendo il dolore nel punto giusto.

Le revisioni concordano: radiografia e risonanza non sono necessarie per la diagnosi. Servono a escludere altre cause o a guidare il trattamento quando qualcosa non torna.

L'imaging ha senso soprattutto in tre situazioni: quando ci sono i segnali elencati all'inizio, quando c'e' stato un trauma o si sospetta una frattura, e quando un trattamento conservativo condotto bene per un paio di mesi non ha prodotto alcun cambiamento.

Fuori da questi casi, un referto puo' fare piu' danni che bene. Dopo i quarant'anni le immagini mostrano quasi sempre qualcosa, dall'artrosi iniziale alla sofferenza tendinea, anche in persone senza il minimo dolore. Ricevere l'etichetta di una degenerazione che c'era gia' prima porta a muoversi di meno per paura, che e' il contrario di cio' che serve.

Il circolo vizioso tra sonno e dolore

C'e' un motivo per cui il dolore notturno pesa piu' di quanto la sua intensita' suggerirebbe. La relazione tra sonno e dolore e' bidirezionale: il dolore rompe il sonno e la privazione di sonno abbassa la soglia del dolore.

La letteratura piu' recente indica che l'insonnia non e' solo una conseguenza: predispone al dolore cronico e al peggioramento delle condizioni dolorose gia' presenti.

Quindi curare il sonno non e' un dettaglio da sistemare dopo. Ridurre i risvegli, anche solo con la posizione e il cuscino, migliora la tolleranza al dolore del giorno seguente e rende piu' facile fare gli esercizi che servono davvero.

Aiutano cose semplici: calore sulla zona per quindici-venti minuti prima di coricarsi, orari regolari, camera fresca e buia, niente allenamenti intensi nelle due-tre ore precedenti. Se valuti un antidolorifico serale, parlane con il medico o il farmacista, soprattutto se lo prenderesti per piu' di qualche giorno.

Quanto tempo ci vuole

Nello studio del BMJ il programma di educazione ed esercizio durava otto settimane e i benefici erano gia' evidenti alla fine, ma il vantaggio piu' interessante si vedeva a un anno di distanza. Nell'artrosi il miglioramento si mantiene per mesi dopo la fine del programma supervisionato.

Aspettati settimane, non giorni. Qualche risveglio in meno nelle prime due-tre settimane e' un buon segnale. Nessun cambiamento dopo sei-otto settimane di lavoro fatto con costanza e' invece il momento di rimettere in discussione la diagnosi, non di insistere piu' forte.

Quando farsi valutare

Oltre ai segnali di allarme dell'inizio, che restano la priorita' assoluta, ha senso una valutazione quando il dolore notturno dura da piu' di qualche settimana, quando limita anche il giorno tra scale, camminate e lavoro, quando non riesci a capire se il tuo e' un dolore laterale o inguinale, o quando hai gia' provato qualcosa senza risultato.

Il valore di una valutazione fatta bene sta qui: distinguere il quadro laterale da quello inguinale e dal dolore riferito dalla schiena cambia completamente gli esercizi da fare. E' anche il motivo per cui gli stessi esercizi funzionano per una persona e peggiorano un'altra.

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Fonti

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  • Fransen M, et al. Exercise for osteoarthritis of the hip. Cochrane Database of Systematic Reviews 2014. PMID 24756895
  • Coombes BK, et al. Efficacy and safety of corticosteroid injections and other injections for management of tendinopathy: systematic review of randomised controlled trials. Lancet 2010. PMID 20970844
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  • Harding IJ, et al. The symptom of night pain in a back pain triage clinic. Spine 2005. PMID 16135990
  • Caggiari G, et al. What type of mattress should be chosen to avoid back pain and improve sleep quality? Review of the literature. Journal of Orthopaedics and Traumatology 2021. PMID 34878594
  • Andersen ML, et al. Sleep Disturbance and Pain: A Tale of Two Common Problems. Chest 2018. PMID 30059677

Ultima verifica delle fonti: agosto 2026.

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