Fisioterapia

Onde d'Urto: Funzionano Davvero? Cosa Dicono gli Studi

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Pubblicato il 20 settembre 2026

Dettaglio delle due mani del fisioterapista che impugnano la pistola massaggiante nera accanto alla gamba in leggings della paziente.
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«Le onde d'urto funzionano?» è una delle domande più cercate della fisioterapia italiana, e riceve due risposte opposte a seconda di chi la riceve: un sì entusiasta da chi le vende, un no sprezzante da chi non le ha.

La risposta vera è più scomoda di entrambe: dipende dalla condizione, e la dimensione dell'effetto è spesso più piccola di come viene raccontata — il che non vuol dire zero.

Cosa sono, e la differenza fra focali e radiali

Sono impulsi meccanici ad alta pressione trasmessi al tessuto dall'esterno. Non c'è elettricità e non c'è calore: c'è un'onda di pressione.

Non esiste «le onde d'urto» al singolare. Esistono due famiglie diverse che vengono chiamate con lo stesso nome:

  • le focali concentrano l'energia in un punto preciso e in profondità;
  • le radiali la diffondono nei tessuti più superficiali, con un meccanismo più simile a una percussione ripetuta.

Cambiano la profondità, l'energia e le indicazioni. Quando leggi uno studio o un preventivo, è la prima cosa da guardare, perché i risultati non sono trasferibili dall'una all'altra.

Dove le prove sono migliori

La fascite plantare. Nell'analisi che abbiamo esaminato per esteso nell'articolo sull'automassaggio del piede, nel medio e lungo termine l'unico trattamento che reggeva il confronto con il controllo erano le onde d'urto extracorporee. È il risultato più solido di tutta questa pagina.

La tendinopatia calcifica cronica della spalla. Una meta-analisi a rete su 14 studi e 1.105 partecipanti ha concluso che lavaggio ecoguidato, onde radiali e onde focali ad alta energia riducono il dolore e ottengono la scomparsa del deposito, con le focali ad alta energia migliori sul recupero funzionale. Il quadro completo è in calcificazione della spalla.

Uomo a quattro appoggi che riporta il braccio destro verso il basso mentre la gamba sinistra è appena staccata da terra, sguardo sul tablet.

Dove i numeri sono più piccoli di come li senti raccontare

Sulla patologia della cuffia dei rotatori in generale, la revisione Cochrane del 2020 ha raccolto 32 studi e 2.281 partecipanti. Contro un trattamento placebo, a tre mesi:

  • il dolore migliorava di 0,78 punti su 10 — a fronte di una differenza considerata clinicamente importante di 1,5;
  • la funzione migliorava di 7,9 punti su 100 — a fronte di una soglia di 10;
  • gli effetti indesiderati erano più frequenti: 41 su 156 contro 10 su 139.

Tradotto: un effetto reale, misurabile, e sotto la soglia che una persona sente come un cambiamento. Gli autori aggiungono una precisazione che va detta per intero: la grande varietà di protocolli potrebbe aver incluso dosi sotto la soglia terapeutica, e quindi sottostimare l'effetto vero.

Il dettaglio che spiega più di tutti gli altri

Nella stessa revisione, le analisi per sottogruppi non hanno trovato differenze fra chi aveva depositi calcifici e chi no.

Se le onde d'urto agissero rompendo il calcio — che è la spiegazione data più spesso in ambulatorio — funzionerebbero meglio proprio in chi il calcio ce l'ha. Non succede. Il meccanismo, con ogni probabilità, è un altro.

Fanno male? Quante sedute? Quanto costano?

Fanno male. Durante la seduta si sente, in alcune zone parecchio: è un trattamento che si tollera, non che si gode. Gli effetti indesiderati più comuni sono dolore locale, arrossamento e piccoli lividi. Un punto pratico: se il dolore durante la seduta è insopportabile, l'energia va abbassata. Non è una prova che stia funzionando.

Quante sedute. I protocolli negli studi variano moltissimo, ed è uno dei motivi per cui i risultati sono difficili da confrontare. La regola pratica è un'altra: un ciclo si valuta dopo poche sedute. Se non è cambiato niente, continuare per inerzia è il modo più comune di spendere senza ottenere.

Quanto costano. Il prezzo varia per città e per tipo di macchina, e questo non dovrebbe essere l'elemento decisivo: una terapia che costa poco e non serve resta spesa. I riferimenti sui costi della fisioterapia sono in quanto costa la fisioterapia.

Com'è fatta una seduta, e cosa succede dopo

La parte pratica, perché chi prenota di solito non l'ha mai sentita descrivere.

Durante. Si individua il punto da trattare, a volte con guida ecografica, si mette un gel conduttivo e si appoggia il manipolo sulla zona. Una seduta dura indicativamente cinque-quindici minuti per zona, e l'intensità si regola sulla tolleranza: se fa troppo male, si abbassa.

La frequenza tipica è di una seduta a settimana per tre-cinque sedute.

Dopo. Un aumento temporaneo del dolore nelle 24-48 ore successive è frequente e non è un segno che sia andata male; può comparire arrossamento locale che passa in poche ore. Nei giorni successivi si riduce il carico sulla zona trattata.

Un dettaglio che spesso non viene detto: i risultati, quando arrivano, si vedono di solito alcune settimane dopo la fine del ciclo, non durante. È il motivo per cui giudicare dopo la seconda seduta porta a conclusioni sbagliate in tutte e due le direzioni.

Quanto costa. In studio privato una seduta sta indicativamente fra i 50 e i 100 euro, per un ciclo che quindi va dai 150 ai 500. In alcune strutture pubbliche è disponibile, con i tempi d'attesa che conosci.

Le controindicazioni

Non sono una terapia da fare a occhio. Vanno evitate:

  • su zone con tumori o sospetti tali;
  • in presenza di trombosi;
  • su aree infettate;
  • in gravidanza;
  • in chi assume anticoagulanti o ha disturbi della coagulazione;
  • sulle cartilagini di accrescimento nei ragazzi.

La valutazione spetta a chi le esegue.

La domanda vera: al posto di cosa?

Quasi nessuno sceglie fra «onde d'urto» e «niente». Si sceglie fra onde d'urto e qualcos'altro — di solito l'esercizio.

Nelle condizioni in cui esistono entrambi i confronti, l'esercizio resta la voce con le prove migliori nel medio periodo, e le onde d'urto sono un gradino che si aggiunge quando il percorso non si muove. Le linee guida sulla fascite plantare le collocano esattamente così: dopo educazione ed esercizio, non al posto loro.

È lo stesso discorso che vale per le infiltrazioni, e per lo stesso motivo: una terapia passiva apre una finestra, e quello che succede dopo dipende da come la usi. Ne abbiamo scritto in dopo l'infiltrazione, in coppettazione — dove il confronto con la versione finta è particolarmente istruttivo — in ozonoterapia: funziona davvero? — dove la finestra si vede bene, perché si apre presto e si chiude prima delle alternative — e in evitare l'intervento.

Quanto sono diffuse, rispetto alle altre terapie strumentali: le macchine in fisioterapia, chi ce le ha davvero.

Fonti

  • Surace SJ et al., Shock wave therapy for rotator cuff disease with or without calcification, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2020 — 32 studi randomizzati, 2.281 partecipanti.
  • Meta-analisi a rete sui trattamenti non chirurgici della tendinopatia calcifica cronica di spalla — 14 studi, 1.105 partecipanti.
  • Analisi in rete sui trattamenti della fascite plantare, citata per esteso in automassaggio del piede con la pallina da tennis.

Domande frequenti

Le onde d'urto funzionano davvero?

Dipende dalla condizione, e la risposta onesta non è la stessa per tutte. Nella fascite plantare sono risultate l'unico trattamento che reggeva il confronto con il controllo nel medio e lungo termine. Nella patologia della cuffia dei rotatori, invece, la revisione Cochrane del 2020 su 32 studi e 2.281 partecipanti ha trovato un miglioramento del dolore di 0,78 punti su 10 rispetto al placebo, a fronte di una differenza considerata clinicamente importante di 1,5: un effetto reale ma sotto la soglia che si sente.

Che differenza c'è fra onde d'urto focali e radiali?

Le focali concentrano l'energia in un punto in profondità; le radiali la diffondono nei tessuti più superficiali e sono più simili a una percussione. Non sono la stessa terapia con due nomi: cambiano la profondità, l'energia e le indicazioni. Nella tendinopatia calcifica cronica, in una meta-analisi a rete su 14 studi e 1.105 partecipanti, le focali ad alta energia risultavano le migliori per il recupero funzionale.

Quante sedute di onde d'urto servono?

I protocolli negli studi variano molto, ed è uno dei motivi per cui i risultati sono difficili da confrontare: la stessa revisione Cochrane segnala che la grande varietà di dosaggi potrebbe aver incluso dosi sotto la soglia terapeutica. Un ciclo si valuta dopo poche sedute: se non è cambiato nulla, continuare per inerzia è il modo più comune di spendere senza ottenere.

Le onde d'urto fanno male?

Durante la seduta si sente, e in alcune zone parecchio: è un trattamento che si tollera, non che si gode. Nella revisione Cochrane gli effetti indesiderati erano più frequenti che con il placebo — 41 su 156 contro 10 su 139 — e sono in genere dolore locale, arrossamento e piccoli lividi. Se il dolore durante la seduta è insopportabile, l'energia va abbassata: non è una prova di efficacia.

Quali sono le controindicazioni?

Vanno evitate su zone con tumori, su trombosi, su aree infettate, in gravidanza, in chi assume anticoagulanti o ha disturbi della coagulazione, e sulle cartilagini di accrescimento nei ragazzi. La valutazione è di chi le esegue: sono una terapia medica o fisioterapica, non un massaggiatore da comprare.

Le onde d'urto rompono la calcificazione?

Probabilmente non è così che funzionano, ed è il dettaglio più istruttivo della Cochrane: le analisi per sottogruppi non hanno trovato differenze fra chi aveva depositi calcifici e chi no. Se l'effetto venisse dalla rottura del calcio, ci si aspetterebbe il contrario.

Devo fare le onde d'urto o gli esercizi?

Nelle condizioni in cui esistono entrambi i confronti, l'esercizio resta la voce con le prove migliori nel medio periodo, e le onde d'urto sono un gradino che si aggiunge quando il percorso non si muove. Le linee guida sulla fascite plantare le collocano proprio così: dopo educazione ed esercizio, non al posto loro.

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