Il gomito del tennista (epicondilite laterale) è il classico infortunio che non arriva con un trauma: si costruisce colpo dopo colpo, allenamento dopo allenamento, finché un giorno il rovescio inizia a "pizzicare" sull'esterno del gomito. La buona notizia è che sui fattori che lo alimentano — tensione dei muscoli dell'avambraccio, rigidità di spalla e polso, carichi mal gestiti — puoi lavorare in prevenzione. Lo stretching è una parte importante di questo lavoro, a patto di sapere cosa allungare, quando e insieme a cos'altro.
Stretching per il tennis e gomito: i muscoli da allungare
Nel tennis il gomito è un ponte: trasferisce al polso e alla racchetta la forza generata da gambe, tronco e spalla. I muscoli estensori del polso, che nascono proprio sull'epicondilo laterale, lavorano in continuazione per stabilizzare l'impatto con la palla — soprattutto nel rovescio a una mano e quando si colpisce decentrato. Se restano cronicamente tesi e accorciati, la trazione sul loro punto di inserzione aumenta a ogni colpo.
Lo stretching per il gomito del tennista si concentra quindi su tre distretti:
| Esercizio | Come si fa | Dose |
|---|---|---|
| Allungamento estensori del polso | Braccio teso avanti, palmo in giù; con l'altra mano porta delicatamente il dorso della mano verso il basso e verso di te | 3 tenute da 30 sec per lato |
| Allungamento flessori del polso | Braccio teso, palmo in su; porta le dita verso il basso con l'altra mano | 3 tenute da 30 sec per lato |
| Spalla posteriore (cross-body) | Porta il braccio teso davanti al petto e avvicinalo con l'altro avambraccio | 3 tenute da 30 sec per lato |
| Pettorale allo stipite | Avambraccio sullo stipite della porta, gomito a 90°, fai un piccolo passo avanti | 2–3 tenute da 30 sec per lato |
| Rotazione del tronco da seduto | Seduto, ruota il busto tenendo il bacino fermo | 5–6 ripetizioni lente per lato |
L'intensità giusta è una tensione netta ma confortevole: mai dolore, mai molleggi. Perché spalla e tronco? Perché quando sono rigidi, il gomito compensa: una spalla che non ruota bene scarica sull'avambraccio forze che non gli competono.
Quando farlo (e quando no)
Il momento conta quanto l'esercizio:
- Prima di giocare: riscaldamento dinamico, non stretching statico lungo. Circonduzioni di braccia e polsi, aperture di spalle con elastico, 5–10 minuti di scambi progressivi da fondo campo. Le tenute statiche prolungate lasciale a dopo.
- Dopo la partita o l'allenamento: la routine completa della tabella, 10 minuti a muscoli caldi. È il momento in cui l'allungamento rende di più.
- Nei giorni senza tennis: la routine è utile comunque, specie se lavori tante ore al computer — mouse e tastiera tengono gli estensori del polso in tensione continua, sommandosi al carico del campo.
- Quando NO: se il gomito è già dolente in fase acuta. Allungare con forza un tendine irritato di solito peggiora le cose. In quel caso il fai-da-te finisce e serve un inquadramento: trovi il quadro completo in epicondilite: cause, sintomi e trattamento.

Lo stretching da solo non previene: serve il rinforzo
Qui va detta una cosa chiaramente, perché è l'errore concettuale più diffuso: il gomito del tennista è soprattutto un problema di capacità di carico del tendine, e la capacità di carico si costruisce con il rinforzo, non con l'allungamento. Lo stretching migliora l'elasticità e riduce la sensazione di tensione; il rinforzo rende il tendine capace di tollerare mille impatti a settimana. Insieme funzionano, da soli zoppicano entrambi.
Il minimo sindacale, 2–3 volte a settimana:
- Estensioni del polso con manubrio leggero (1–3 kg): avambraccio appoggiato al tavolo, palmo in giù, sali e soprattutto scendi lentamente (3–4 secondi in discesa). 3 serie da 10–15.
- Rotazioni con manubrio o racchetta impugnata a metà: ruota lentamente palmo su/palmo giù. 2 serie da 10 per verso.
- Presa: strizza una pallina morbida o un asciugamano arrotolato, 2 serie da 10 tenute di 5 secondi.
A questi aggiungi il lavoro sui veri "motori" del colpo — gambe, core, spalla — perché un gomito si sovraccarica anche quando il resto della catena non fa la sua parte. Per una visione d'insieme della prevenzione (materiali, tecnica, gestione dei carichi), leggi gomito del tennista: prevenzione per giocatori.
Gli errori più comuni
- Allungare forte "per sciogliere" un gomito che fa già male: lo stretching aggressivo su un tendine irritato è benzina sul fuoco.
- Farlo solo quando fa male: la prevenzione funziona se è routine, non pronto soccorso.
- Ignorare racchetta e corde: incordature molto rigide, tensioni alte e grip di misura sbagliata aumentano le vibrazioni trasmesse all'avambraccio. Un check col tuo maestro o negoziante vale quanto una seduta di esercizi.
- Aumentare di colpo il volume di gioco: il classico gomito che si accende dopo il ritiro estivo o il passaggio da 1 a 4 partite a settimana. I tendini si adattano più lentamente della voglia di giocare.
- Copiare la routine di un altro: se il tuo problema è la spalla rigida e quella del tuo compagno è il polso, la stessa routine non può servire a entrambi.
Quando serve una valutazione
Prenota una valutazione se:
- il dolore sull'esterno del gomito persiste da più di 2 settimane o torna a ogni sessione di gioco;
- fa male anche fuori dal campo: girare una chiave, sollevare la moka, stringere la mano;
- la presa si è indebolita o ti capita di lasciar cadere oggetti;
- hai già provato riposo e stretching e al rientro il problema si ripresenta identico.
L'epicondilite presa presto risponde bene a un programma di esercizio graduale; trascurata per mesi diventa molto più testarda. Un fisioterapista può capire se il tuo è un problema di tendine, di catena cinetica o di gestione dei carichi — e impostare il programma giusto. Prenota una visita gratuita con un fisioterapista Ri-Hub: 20 minuti in videochiamata, racchetta alla mano se vuoi, per valutare il tuo caso.
In sintesi
Lo stretching per chi gioca a tennis è un tassello prezioso della prevenzione del gomito del tennista: pochi minuti dopo ogni sessione su estensori e flessori del polso, spalla e tronco, a intensità gentile. Ma il tassello decisivo è la coppia stretching + rinforzo, dentro una gestione sensata dei carichi di gioco. Se il gomito ha già iniziato a parlare, ascoltalo presto: è lì che si gioca la differenza tra due settimane di aggiustamenti e sei mesi di frustrazione.




