L'idea è intuitiva: arrivare all'intervento più in forma per uscirne meglio. Si chiama preabilitazione, e negli ultimi anni è diventata un argomento di vendita. Gli studi però non dicono «sì» in blocco: dicono sì per alcuni interventi e no per altri, e il motivo della differenza è la parte interessante.
Dove funziona, e di quanto: la cardiochirurgia
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 su American Journal of Physical Medicine & Rehabilitation ha raccolto gli studi su programmi di esercizio prima di un intervento cardiaco programmato: sei studi, 665 pazienti.
Rispetto a chi riceveva le cure abituali:
| Cosa è stato misurato | Differenza |
|---|---|
| Metri al test del cammino in 6 minuti, subito dopo il programma | +75,4 m |
| Metri al test del cammino in 6 minuti, dopo l'intervento | +30,5 m |
| Durata del ricovero | −1 giorno |
| Fibrillazione atriale dopo l'intervento (pazienti fino a 65 anni) | rischio relativo 0,34 |
Settantacinque metri al test del cammino non sono un dettaglio statistico: sono la differenza fra arrivare in fondo a un corridoio e doversi fermare. E un giorno di ricovero in meno, moltiplicato per i pazienti di un reparto, è una cifra che si vede anche nei bilanci.

Dove non si vede: la protesi d'anca
Sul versante ortopedico il quadro è diverso, e va detto con la stessa chiarezza.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open nel 2021 ha raccolto 32 studi randomizzati su 1.753 pazienti con protesi d'anca, guardando sia l'esercizio prima sia quello dopo l'intervento.
- Esercizio dopo l'intervento: nessuna associazione con una migliore funzione fisica riferita dal paziente, a 4, 12 e 26 settimane (certezza moderata) né a un anno (certezza bassa).
- Esercizio prima dell'intervento: nessuna associazione con la funzione riferita a 12 settimane e a un anno (certezza molto bassa), né con la durata del ricovero (certezza moderata).
Prima di leggerlo come «la fisioterapia dopo la protesi è inutile», serve la riga che cambia tutto: il gruppo di confronto riceveva le cure abituali, che in quegli studi comprendevano già la riabilitazione standard. Il risultato dice che aggiungere altro esercizio a quel percorso non ha migliorato la funzione riferita, non che si possa non fare niente.
Perché la risposta cambia
Perché cambia qual è il collo di bottiglia.
Un intervento al cuore è uno stress su tutto l'organismo: la riserva cardiorespiratoria con cui ci arrivi decide quanto lo reggi, quanto in fretta ti rialzi e quante complicanze incontri. Lì la preparazione agisce esattamente sulla variabile limitante.
Una protesi d'anca risolve un problema meccanico. La funzione dopo dipende soprattutto dall'intervento e dal decorso, e la maggior parte delle persone recupera comunque. Il margine su cui un programma in più può agire è molto più stretto — e infatti non si vede.
La regola pratica che se ne ricava: la preabilitazione conviene dove la riserva è il limite, cioè negli interventi maggiori e nelle persone anziane, molto decondizionate o con più patologie insieme. Non è una cosa che va bene sempre, per tutti, come la si racconta.

Cosa ha senso fare, nel frattempo
Anche quando la preabilitazione non sposta l'esito misurato, c'è una cosa che sposta: quanto perdi mentre aspetti. Fra la decisione e l'intervento passano spesso mesi, e quei mesi si passano quasi sempre muovendosi meno per il dolore. Quello che si perde in quel periodo è misurabile in due settimane, figurarsi in quattro mesi.
Quindi, in pratica:
- mantenere, prima ancora che migliorare: il lato sano, le articolazioni che non sono in lista, la capacità di camminare;
- imparare prima quello che servirà dopo — alzarsi dal letto, usare le stampelle, salire un gradino — perché impararlo con il dolore fresco è molto più difficile: come si cammina con le stampelle;
- sapere cosa aspettarsi, che è la parte che riduce la paura e quindi il tempo perso dopo.
E dopo l'intervento il percorso esiste eccome, con una letteratura sua: il recupero dopo una frattura di femore ne è l'esempio più studiato.
In sintesi
Prima di un intervento al cuore, allenarsi si misura: più metri al test del cammino, un giorno di ricovero in meno, meno fibrillazione atriale sotto i 65 anni. Prima di una protesi d'anca, su 32 studi randomizzati, non si vede né sulla funzione né sul ricovero — ricordando che il confronto era con un percorso che la riabilitazione la conteneva già. La preabilitazione non è una cosa da fare sempre: è una cosa da fare dove la riserva è il limite.
Fonti
- Efficacy of Prehabilitation Before Cardiac Surgery: A Systematic Review and Meta-analysis — American Journal of Physical Medicine & Rehabilitation, 2023
- Evaluation of Exercise Interventions and Outcomes After Hip Arthroplasty: A Systematic Review and Meta-analysis — JAMA Network Open, 2021
Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.
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