Prevenzione

Come Camminare con le Stampelle: Guida Pratica

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Pubblicato il 17 luglio 2026

Imbianchino di profilo con asta sollevata sopra la testa, gambe divaricate e ginocchia flesse, luce forte dalle finestre.
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Esci dall'ospedale o dall'ambulatorio con due stampelle e, quasi sempre, con trenta secondi di spiegazione. Poi arrivi a casa e ti trovi davanti al primo scalino.

Vale la pena mettere in fila le cose che contano davvero, perché una stampella usata male fa più danni di quanti ne eviti.

Prima di tutto: la regolazione

È il passaggio che decide tutto il resto, e viene saltato quasi sempre.

In piedi, braccia rilassate lungo i fianchi: l'impugnatura deve arrivare all'altezza della piega del polso. Quando poi ti appoggi, il gomito resta leggermente piegato, non completamente disteso.

Se le stampelle sono troppo alte, ti ritroverai a scaricare sulle ascelle. Se sono troppo basse, ti curverai in avanti e il peso finirà sulla schiena. Entrambe le cose si sentono dopo due giorni, non dopo due ore.

L'errore che fa male alle ascelle

Le stampelle ascellari non si appoggiano sull'ascella. Il nome inganna: quel supporto serve solo a guidare la stampella contro la parete laterale del torace, mentre il peso va tutto sulle mani.

Appoggiarsi sull'ascella comprime nervi e vasi che passano proprio lì, e può dare formicolio, intorpidimento e perdita di forza alla mano. Se dopo qualche giorno le ascelle fanno male o la mano si addormenta, la causa è quasi sempre questa — o una regolazione troppo alta che la rende inevitabile.

Inquadratura piu stretta: mani intrecciate attorno al ginocchio piegato e portato al petto, l'altra gamba tesa in appoggio sul gradino.

Camminare: la sequenza

  1. Porta avanti insieme le due stampelle e la gamba infortunata, appoggiandole a circa un piede di distanza davanti a te — non troppo avanti, o perdi stabilità;
  2. scarica il peso sulle mani;
  3. porta avanti la gamba sana, appoggiandola all'altezza delle stampelle o poco oltre.

La regola da tenere a mente: la gamba sana arriva per ultima, perché è quella che regge.

Fai passi corti. Guarda avanti, non i piedi: è controintuitivo ma l'equilibrio migliora, e i piedi li senti comunque.

Le scale

È la parte che spaventa di più, e si riassume in una frase:

La gamba buona sale per prima. La gamba cattiva scende per prima.

In salita: prima sale la gamba sana sul gradino, poi salgono insieme la gamba infortunata e le stampelle.

In discesa: prima scendono le stampelle e la gamba infortunata, poi scende la gamba sana.

Se c'è un corrimano, usalo. Si tengono entrambe le stampelle nella mano libera (una sotto l'altra) e ci si sostiene con l'altra mano. È molto più sicuro che insistere con due stampelle su una scala stretta.

Il carico parziale

Se ti hanno detto "carico sfiorante" o "carico al 30%", significa che sull'arto puoi appoggiare solo una parte del tuo peso. Rispettarlo a sensazione è più difficile di quanto sembri: la percezione inganna, e quasi tutti caricano più di quanto credono.

Il metodo pratico più semplice: esercitati su una bilancia pesapersone, appoggiando il piede fino a leggere il numero indicato, finché la sensazione diventa riconoscibile. Uno studio randomizzato del 2024 ha confrontato proprio il metodo della bilancia con un biofeedback sonoro per migliorare l'aderenza al carico parziale — segno che il problema è reale e riconosciuto.

Il passaggio a una stampella sola

Quando il carico concesso lo permette e cammini stabile, si passa a una stampella. Con un dettaglio che quasi tutti sbagliano:

la stampella va tenuta dal lato OPPOSTO alla gamba infortunata.

Sembra illogico, ma è così che funziona il cammino normale: quando avanza la gamba destra, avanza il braccio sinistro. Tenendola dallo stesso lato si zoppica di più e si scarica peggio.

Piccole cose che cambiano la giornata

  • Uno zaino al posto della borsa: con le stampelle le mani sono occupate;
  • via i tappeti dai percorsi che fai di notte, e una luce accesa sul tragitto per il bagno;
  • puntali in buono stato: quando la gomma è consumata scivola, ed è la causa più banale di caduta;
  • fermati prima di essere stanco: la maggior parte degli incidenti con le stampelle avviene a fine giornata.

Farsi seguire

Le stampelle sono un mezzo per arrivare a non usarle più. Come le usi nelle prime settimane — la sequenza, il carico, la postura — influenza quanto in fretta te ne liberi e con quale schema di cammino ci arrivi.

Con Ri-Hub la prima visita è gratuita: un fisioterapista iscritto all'Albo guarda come cammini in videochiamata, corregge regolazione e sequenza, e imposta la progressione verso il carico completo. Le sedute successive costano 29,90€.


Se le stampelle ti servono dopo una frattura di caviglia, il percorso completo è in Riabilitazione dopo frattura di caviglia.

Se stai recuperando da una protesi di ginocchio, gli esercizi sono in Protesi di ginocchio: esercizi a casa dopo l'intervento.

Se il tuo dubbio è quanto durerà il recupero, leggi Fisioterapia: quanto dura il percorso riabilitativo.

Impararlo prima dell'intervento è molto più facile che dopo: prepararsi a un intervento, serve muoversi prima?

Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

Domande frequenti

Come si regolano le stampelle?

In piedi, con le braccia rilassate lungo i fianchi, l'impugnatura deve arrivare all'altezza della piega del polso. Così, appoggiandosi, il gomito resta leggermente piegato — circa 15-30 gradi — invece che completamente disteso. È la regolazione che decide se le braccia lavoreranno bene o se ti faranno male dopo due giorni.

Con quale piede si parte?

Prima vanno avanti le stampelle insieme alla gamba operata o infortunata, poi si porta avanti la gamba sana. La regola è che la gamba buona non deve mai restare indietro da sola: è quella che regge, e deve arrivare per ultima in appoggio sicuro.

Come si fanno le scale con le stampelle?

In salita parte la gamba sana, poi salgono la gamba infortunata e le stampelle. In discesa è l'opposto: prima scendono stampelle e gamba infortunata, poi la gamba sana. Si ricorda con una frase: la gamba buona sale per prima, la gamba cattiva scende per prima. Se c'è un corrimano, usalo: si tengono entrambe le stampelle nella mano libera.

Perché mi fanno male le ascelle?

Perché ti stai appoggiando nel punto sbagliato. Il peso va scaricato sulle MANI, non sulle ascelle: l'appoggio ascellare serve solo a guidare la stampella contro il torace. Appoggiarsi lì comprime nervi e vasi che passano in quella zona e può dare formicolio e perdita di forza alla mano. Se le ascelle fanno male, la causa è quasi sempre questa o una regolazione troppo alta.

Che differenza c'è fra stampelle canadesi e ascellari?

Le canadesi — quelle con il bracciale attorno all'avambraccio — lasciano le mani più libere e sono le più usate in Italia per i percorsi di qualche settimana. Le ascellari scaricano di più il peso e sono più stabili, ma richiedono più attenzione a non appoggiarsi sull'ascella. La scelta dipende dal carico concesso e dall'equilibrio, e la fa chi ti segue.

Cosa significa 'carico parziale' e come si rispetta?

Significa che sull'arto puoi appoggiare solo una parte del tuo peso, indicata dal chirurgo o dal fisioterapista. Rispettarlo a occhio è difficile: uno studio randomizzato del 2024 ha confrontato il biofeedback sonoro con il metodo della bilancia proprio per migliorare l'aderenza al carico parziale. Il modo pratico più semplice resta esercitarsi su una bilancia pesapersone finché la sensazione diventa riconoscibile.

Quando si passa a una sola stampella?

Quando il carico concesso lo permette e il cammino è stabile senza zoppìa. La stampella singola si tiene dal lato OPPOSTO alla gamba infortunata — non dallo stesso — perché così riproduce il movimento naturale del braccio e distribuisce meglio il carico. È un passaggio che va concordato, non improvvisato.

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