Fisioterapia detraibile: sì, le prestazioni fisioterapiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19% dall'IRPEF. La domanda vera, però, quasi mai è questa. È: chi mi ha trattato conta come professione sanitaria? Il documento che ho in mano basta? E quanto mi torna davvero?
Qui trovi le tre risposte, con i riferimenti dell'Agenzia delle Entrate riga per riga.
⚠ Importante: leggi prima di continuare
Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale e aggiornate ad agosto 2026. La normativa fiscale cambia ogni anno e ogni situazione ha le sue particolarità: per il tuo caso specifico rivolgiti a un CAF o a un commercialista, che possono vedere la tua dichiarazione per intero.
Le Spese di Fisioterapia Sono Detraibili?
Sì: Le prestazioni di fisioterapia sono considerate spese sanitarie e sono detraibili dall’IRPEF.
Base giuridica: L’art. 15 del TUIR prevede la detrazione del 19% delle spese sanitarie sostenute.
Fisioterapista: Le prestazioni devono essere erogate da un fisioterapista abilitato (laureato e iscritto all’albo).
Senza prescrizione: L’Agenzia delle Entrate include il fisioterapista tra le figure professionali del decreto del Ministero della sanità 29 marzo 2001, le cui prestazioni sono detraibili senza necessità di prescrizione medica. Serve però un documento di spesa da cui risultino la figura professionale che ha effettuato la prestazione e la descrizione della prestazione sanitaria resa.
Chi ti ha trattato? La tabella che decide se puoi detrarre
Il dubbio più frequente non è la percentuale: è capire se chi ti ha trattato rientra tra le professioni sanitarie. Una seduta identica è detraibile o no a seconda di chi la eroga e di cosa c’è scritto in fattura.
| Chi ha emesso la fattura | Detraibile al 19% | A quale condizione |
|---|---|---|
| Fisioterapista iscritto all’albo | Sì | Nessuna prescrizione medica necessaria. Dal documento devono risultare figura professionale e descrizione della prestazione |
| Medico che pratica osteopatia | Sì | La fattura deve riportare la qualifica di medico e la prestazione deve rientrare nelle competenze sanitarie di quella professione |
| Fisioterapista che pratica osteopatia | Sì | La fattura deve riportare la qualifica di fisioterapista, non la sola dicitura “osteopatia” |
| Osteopata senza titolo sanitario | No | L’osteopata non rientra tra le professioni sanitarie riconosciute. Dal 24 febbraio 2026 l’Agenzia ha confermato che le sue prestazioni non sono esenti IVA (fattura con IVA ordinaria) e non transitano dal Sistema Tessera Sanitaria |
| Chiropratico | Solo a condizioni | Serve la prescrizione medica e la prestazione va eseguita in centri autorizzati, sotto la responsabilità tecnica di uno specialista. Fuori da questo schema, no |
| Massofisioterapista | Dipende dal titolo | Sì con diploma triennale (o biennale equivalente alla laurea di fisioterapista) conseguito entro il 17 marzo 1999; sì con titolo successivo solo se iscritto entro il 30 giugno 2020 negli elenchi speciali a esaurimento presso gli ordini TSRM-PSTRP. Fuori da questi casi no, nemmeno con prescrizione medica |
| Terapista della riabilitazione | Sì | Solo se diploma o attestato conseguito entro il 17 marzo 1999, e il documento di spesa deve attestarlo |
| Massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici | Sì, con prescrizione | La detrazione spetta solo in presenza di prescrizione medica |
| Chinesiologo | No | Non è una professione sanitaria: l’attività è finalizzata alla promozione della salute, non è prestazione sanitaria |
| Massaggiatore di palestra, centro benessere, corsi in palestra | No | Prestazione non sanitaria. I corsi in palestra non sono detraibili nemmeno con prescrizione medica |
La regola pratica: conta la qualifica scritta sul documento, non il nome del trattamento. Se sulla fattura non compare la figura professionale di chi ti ha trattato, chiedila rifatta prima di presentare il 730: dopo diventa una discussione con l’ufficio.

Come Funziona la Detrazione
Percentuale: Si detrae il 19% delle spese sanitarie.
Franchigia: La detrazione si applica solo sulla parte eccedente 129,11€. Se spendi 500€ in fisioterapia, calcoli il 19% su (500 – 129,11) = 370,89€, quindi detrai 70,47€.
Cumulo: La franchigia si applica sul totale delle spese sanitarie, non su ogni singola voce. Se hai anche altre spese sanitarie (farmaci, visite, ecc.), la franchigia si applica una sola volta.
Quando: La detrazione si applica nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi) dell’anno successivo a quello in cui hai sostenuto la spesa.
Quali Prestazioni Sono Detraibili
Sedute di fisioterapia: Tutte le prestazioni fisioterapiche (terapia manuale, esercizio terapeutico, ecc.).
Visite/valutazioni: La prima visita e le valutazioni periodiche.
Teleriabilitazione: Le prestazioni di fisioterapia a distanza sono anch’esse detraibili.
Terapie strumentali: Se erogate dal fisioterapista (TENS, ultrasuoni, ecc.).
Documenti Necessari
Fattura o ricevuta: Deve contenere:
I tuoi dati fiscali (nome, cognome, codice fiscale)
I dati del fisioterapista o della struttura
La figura professionale di chi ha eseguito la prestazione
La descrizione della prestazione
L’importo
La data
Conservazione: Conserva i documenti per almeno 5 anni in caso di controlli.
Se manca qualcosa: chiedi l’integrazione o una nuova emissione al professionista che ha rilasciato il documento. Uno scontrino generico senza codice fiscale e senza descrizione della prestazione non regge un controllo.
Contanti o carta? Quando il contante fa perdere la detrazione (e quando no)
Qui gira una mezza verità che circola ovunque: “in contanti non si detrae mai”. Non è così.
La regola generale. Dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% degli oneri dell’art. 15 del TUIR, spese sanitarie comprese, spetta solo se il pagamento è effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi tracciabili: bancomat, carta di credito o di debito, bonifico.
Le eccezioni in cui il contante resta valido. L’Agenzia delle Entrate ne indica tre:
acquisto di medicinali
acquisto di dispositivi medici
prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al SSN
Tradotto in pratica:
Ticket SSN pagato in contanti → detrai.
Clinica privata accreditata al SSN pagata in contanti → detrai.
Studio privato non accreditato (compresa la teleriabilitazione privata, quindi anche Ri-Hub) pagato in contanti → detrazione persa, e non è recuperabile a posteriori.
Come verificare se una struttura è accreditata: gli elenchi delle strutture private accreditate sono pubblicati e aggiornati dalle Regioni. Nel dubbio, chiedilo alla struttura prima di pagare — non dopo.
Regola operativa semplice: fuori dal SSN, paga sempre con carta o bonifico. Costa zero e ti mette al riparo.
Come Inserire le Spese nel 730
Non esiste un solo rigo. Sceglierne uno sbagliato cambia il risultato della dichiarazione.
| Rigo | Cosa ci va | Nota |
|---|---|---|
| E1 | Spese sanitarie proprie e dei familiari fiscalmente a carico | È il rigo della fisioterapia “normale”. Detrazione del 19% sulla parte eccedente 129,11€ |
| E2 | Spese sanitarie sostenute per familiari non a carico affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica | Solo la parte che non ha trovato capienza nell’IRPEF del familiare malato, nel limite massimo di 6.197,48€ annui |
| E3 | Spese sanitarie per persone con disabilità | Mezzi di accompagnamento, deambulazione, sollevamento e simili |
| E6 | Rate delle spese sanitarie già rateizzate in dichiarazioni precedenti | Si indica il numero della rata in uso (da 2 a 4) |
Il precompilato. Il 730 precompilato è disponibile dal 30 aprile e contiene già le spese trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria dai professionisti e dalle strutture.
Se una spesa non c’è. La detrazione spetta comunque: l’assenza dal precompilato non toglie il diritto. Verifica cosa c’è, e aggiungi a mano le voci mancanti con i dati della fattura, conservandola.
Se una spesa c’è ma è sbagliata. Correggila. Il precompilato è una proposta, non un verbale: la responsabilità di quello che presenti resta tua.
730/2026: le spese sanitarie restano fuori dal taglio delle detrazioni
Se hai un reddito alto e ti hanno detto che “le detrazioni sono state tagliate”, la fisioterapia non c’entra.
La Legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1 commi 10-11) ha introdotto per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000€ un tetto all’ammontare degli oneri e delle spese detraibili:
14.000€ se il reddito complessivo è superiore a 75.000€ e non superiore a 100.000€
8.000€ se il reddito complessivo supera i 100.000€
L’importo base va poi moltiplicato per un coefficiente legato al numero di figli a carico.
Le spese sanitarie sono escluse dal computo. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 6 del 29 maggio 2025 elenca le voci che restano fuori dal tetto: le spese sanitarie detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR e le somme investite in start-up e PMI innovative.
Sotto i 75.000€ di reddito complessivo non cambia nulla. Il tetto semplicemente non si applica.
Se la detrazione è più alta dell’IRPEF che devi pagare
Questa è la parte che quasi nessuno scrive, ed è la delusione più frequente di chi si aspetta un accredito.
La detrazione non è un rimborso. Abbatte l’IRPEF dovuta. Se l’IRPEF dovuta è già zero — no tax area, molte pensioni minime, redditi bassi — non si recupera nulla, perché non c’è imposta da abbattere. È la cosiddetta incapienza. E l’eccedenza non si riporta agli anni successivi.
Prima di far conto su un rimborso, quindi, guarda quanta IRPEF paghi davvero: è quello il tetto reale di ciò che puoi recuperare.
La rateizzazione, l’unica valvola prevista. Se le spese sanitarie indicate nei righi E1, E2 ed E3 superano complessivamente 15.493,71€ nell’anno (importo calcolato al lordo della franchigia di 129,11€), puoi ripartire la detrazione in quattro quote annuali costanti e di pari importo. Serve esattamente a non perdere l’eccedenza quando supera l’imposta di un singolo anno.
Tre dettagli che contano:
la scelta si esercita barrando l’apposita casella in corrispondenza dei righi E1, E2, E3, nella dichiarazione dell’anno in cui hai sostenuto la spesa;
una volta presentata la dichiarazione la scelta è irrevocabile;
negli anni successivi si compila il rigo E6 indicando il numero della rata in uso.
Un caso particolare: se chi ha scelto le quattro rate muore prima di averne goduto interamente, l’erede tenuto a presentare la dichiarazione del defunto può detrarre in un’unica soluzione le rate residue.
Fisioterapia in Convenzione SSN
Ticket: Se hai fatto fisioterapia tramite SSN pagando il ticket, anche questo è detraibile come spesa sanitaria.
Documentazione: Conserva la ricevuta del ticket.
Contanti: qui il contante va bene, perché si tratta di prestazione resa da struttura pubblica (vedi la sezione sulla tracciabilità).
Fisioterapia Pagata dall’Assicurazione
Se rimborsata totalmente: Non puoi detrarre ciò che ti è stato rimborsato.
Se rimborsata parzialmente: Puoi detrarre la parte non rimborsata.
Esempio: Spendi 400€, l’assicurazione rimborsa 300€. Puoi detrarre i 100€ rimanenti (al netto della franchigia di 129,11€ se non hai altre spese sanitarie).
Fisioterapia per Familiari a Carico
Figli a carico: Puoi detrarre le spese di fisioterapia dei figli a carico fiscale.
Coniuge a carico: Idem per il coniuge a carico.
Altri familiari a carico: Secondo le regole generali sui familiari a carico.
Familiari non a carico: solo nel caso specifico delle patologie che danno diritto all’esenzione, e nel rigo E2 con il limite di 6.197,48€.
Esempi Pratici di Calcolo
Esempio 1: Spendi 300€ solo in fisioterapia.
Spesa: 300€
Franchigia: 129,11€
Imponibile: 300 – 129,11 = 170,89€
Detrazione (19%): 32,47€
Esempio 2: Spendi 600€ in fisioterapia + 200€ in altre spese sanitarie = 800€ totali.
Spesa totale: 800€
Franchigia: 129,11€
Imponibile: 800 – 129,11 = 670,89€
Detrazione (19%): 127,47€
Errori Comuni da Evitare
Pagare in contanti fuori dal SSN: in uno studio privato non accreditato il contante fa perdere la detrazione, e non si recupera. Usa bancomat, carta o bonifico. Ticket e strutture accreditate sono l’eccezione, non la regola.
Fattura senza codice fiscale: Assicurati che la fattura riporti il tuo codice fiscale.
Fattura senza qualifica professionale: se non risulta chi ha eseguito la prestazione e quale prestazione è stata resa, la detrazione è contestabile. Chiedi la rettifica prima di presentare la dichiarazione.
Dare per scontato il titolo di chi ti tratta: osteopata, chinesiologo e operatore di palestra non sono professioni sanitarie (vedi la tabella sopra). Controlla prima di prenotare, non a fine anno.
Non conservare i documenti: Conservali per almeno 5 anni.
Dimenticare di inserirli: Se non sono nel precompilato, inseriscili manualmente.
Detrarre spese rimborsate: Non detrarre ciò che ti è stato rimborsato dall’assicurazione.
Teleriabilitazione e Detraibilità
La fisioterapia online non è una categoria fiscale a parte: è una prestazione sanitaria erogata a distanza. Quello che conta non è il mezzo, è la natura della prestazione e chi la eroga.
Il punto di riferimento è la risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 215 del 26 marzo 2021, sulle prestazioni sanitarie rese tramite piattaforma digitale. L’Agenzia, richiamando anche la Corte di Giustizia UE (sentenza 5 marzo 2020, causa C-48/19), ha chiarito che a determinare la natura sanitaria di una prestazione è lo scopo terapeutico, non il luogo né il mezzo con cui viene erogata. Perché la prestazione resti sanitaria devono ricorrere insieme due requisiti:
Requisito oggettivo: la prestazione deve avere per natura finalità di diagnosi, cura o riabilitazione della persona. Il parere del Ministero della Salute richiamato nell’interpello inquadra esplicitamente la teleassistenza resa da infermiere, fisioterapista o logopedista come atto professionale di pertinenza della relativa professione sanitaria.
Requisito soggettivo: la prestazione deve essere resa nell’esercizio di una professione sanitaria soggetta a vigilanza.
Cosa significa per te. Una seduta di teleriabilitazione con un fisioterapista iscritto all’albo, con fattura che riporta qualifica e descrizione della prestazione, è detraibile esattamente come quella fatta in studio. Una videochiamata di “consulenza sul movimento” fatta da chi non esercita una professione sanitaria non lo è — e non lo diventa perché nella descrizione c’è scritto “riabilitazione”.
Restano valide tutte le regole ordinarie: fattura completa, e pagamento tracciabile se lo studio non è una struttura pubblica o accreditata.
Quanto recuperi davvero su un ciclo di teleriabilitazione
Facciamo il conto con numeri veri, i nostri.
Una seduta di teleriabilitazione su Ri-Hub costa 29,90€. Un ciclo tipico da 10 sedute fa 299€.
Caso A — la fisioterapia è la tua unica spesa sanitaria dell’anno. La franchigia si mangia i primi 129,11€:
(299 – 129,11) × 19% = 32,28€ di detrazione.
Caso B — hai già altre spese sanitarie nell’anno (farmaci, dentista, visite specialistiche) che superano da sole la franchigia. La franchigia si consuma una volta sola sul totale annuo, quindi sui 299€ recuperi il 19% pieno:
299 × 19% = 56,81€ di detrazione.
La prima visita non genera detrazione. Su Ri-Hub la prima visita di 20 minuti in videochiamata è gratuita: zero speso, zero fatturato, zero detratto. Non entra nel calcolo, e nessuno può farla entrare.
Il confronto onesto. Una seduta di fisioterapia in studio privato costa in media 40-80€, a domicilio 60-120€ (dati di mercato indicativi, variabili per zona e specializzazione). La detrazione al 19% funziona allo stesso modo per tutte: incide sulla spesa, non la ribalta. Se una seduta costa 60€, anche recuperando il 19% restano 48,60€ a tuo carico — più del prezzo pieno di una seduta da 29,90€. Il fattore che pesa di più sul portafoglio è il prezzo di partenza, non la percentuale che recuperi.
E il precompilato? Verifica se le sedute compaiono già nel tuo 730 precompilato. Se non ci sono, inseriscile a mano con i dati della fattura: come spiegato sopra, la detrazione spetta comunque.
Attenzione a cosa ti aspetti. Quanto recuperi davvero dipende dall’IRPEF che paghi: con imposta a zero, la detrazione non produce nulla. Prima di considerarla uno sconto, rileggi la sezione sull’incapienza.
Domande Frequenti
Serve la prescrizione medica per la detrazione? No, non per il fisioterapista: l’Agenzia delle Entrate lo include tra le figure del decreto 29 marzo 2001, detraibili senza prescrizione. Serve invece per altre figure (per esempio il massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici e le prestazioni chiropratiche).
Posso detrarre anche i massaggi? Solo se sono prestazioni sanitarie rese da chi ne ha titolo (vedi la tabella). Il massaggio di una palestra o di un centro benessere non è detraibile in nessun caso.
E se il fisioterapista non ha emesso fattura? Richiedila sempre. Senza documentazione non puoi detrarre.
Ho pagato con la carta del mio partner: posso detrarre io? La detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa e a cui è intestato il documento. Fai attenzione a far coincidere intestazione della fattura e mezzo di pagamento: è la prima cosa che si guarda in un controllo.
Il percorso logico è questo: prima capisci quanto costa, poi quanto ne recuperi col 730, e solo allora sai quanto ti costa davvero.
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Fonti
Questa pagina tratta materia fiscale: le fonti sono documenti ufficiali dell'Agenzia delle Entrate.
- Spese sanitarie detraibili — Agenzia delle Entrate
- Detrazioni per spese sanitarie, aspetti generali — Agenzia delle Entrate
- Spese sanitarie, risposte alle domande più frequenti — Agenzia delle Entrate
- Circolare n. 6 del 29 maggio 2025, riordino delle detrazioni (L. 207/2024) — Agenzia delle Entrate
- Risoluzione n. 9 del 24 febbraio 2026, osteopata, chiropratico, chinesiologo e massaggiatore capo bagnino — Agenzia delle Entrate
- Risposta a interpello n. 215 del 26 marzo 2021, prestazioni sanitarie rese a distanza — Agenzia delle Entrate
- Istruzioni sulle spese sanitarie, righi E1-E2-E3-E6 (PDF) — Agenzia delle Entrate
- Le spese sanitarie e i mezzi di ausilio — Agenzia delle Entrate
Ultima verifica delle fonti: agosto 2026.




