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Squat: Come Farlo Correttamente Senza Farsi Male

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 12 marzo 2026

Primo piano della donna che tira l'elastico verde con il braccio teso verso l'obiettivo, espressione di sforzo, il fisioterapista sfocato alle spalle.
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Lo squat è il movimento con cui ti alzi da una sedia, ti abbassi a raccogliere qualcosa da terra, ti siedi e ti rialzi decine di volte al giorno. Non è un esercizio "da palestra": è un gesto quotidiano, e allenarlo bene significa gambe più forti, ginocchia più resistenti e schiena più protetta. Eppure quasi tutti hanno sentito almeno una volta la frase "lo squat fa male alle ginocchia". Non è così, se lo esegui con una tecnica solida e con carichi adeguati al tuo livello.

In questo articolo ti spiego come impostare lo squat da zero, quali errori correggere subito e come adattarlo se hai poca mobilità o qualche fastidio.

Squat: come farlo correttamente passo dopo passo

Partiamo dalla versione a corpo libero, quella da padroneggiare prima di aggiungere qualsiasi peso.

  1. Posizione dei piedi. Larghezza spalle o poco più, punte leggermente ruotate verso l'esterno (10-30 gradi). Non esiste un'unica posizione "giusta": dipende dalla conformazione delle tue anche. Prova qualche variante e tieni quella in cui scendi più in profondità senza compensi.
  2. Appoggio. Il peso è distribuito su tutto il piede: tallone, base dell'alluce e base del mignolo. Immagina di "avvitare" i piedi nel pavimento verso l'esterno, senza muoverli: sentirai attivarsi i glutei.
  3. Discesa. Piega contemporaneamente anche e ginocchia, come se ti sedessi su una sedia dietro di te. Il petto resta orientato in avanti, lo sguardo fisso su un punto davanti a te. Scendi in modo controllato, in 2-3 secondi.
  4. Profondità. L'obiettivo realistico per la maggior parte delle persone è arrivare con le cosce almeno parallele al pavimento. Se riesci a scendere di più mantenendo la schiena neutra e i talloni a terra, benissimo. Se a fondo corsa il bacino "scodinzola" all'indietro, fermati un po' più su: la profondità utile è quella che controlli.
  5. Risalita. Spingi il pavimento via da te con tutto il piede. Anche e ginocchia si estendono insieme, senza che il bacino schizzi su per primo lasciando il busto piegato in avanti.
  6. Respirazione. Inspira prima di scendere, tieni l'addome attivo durante il movimento, espira in risalita. Con i carichi importanti la respirazione diventa più tecnica, ma per iniziare questo basta.

Un consiglio pratico che vale più di mille cue: registrati con il telefono, di lato e di fronte. Il video non mente, le sensazioni spesso sì.

Squat, come farlo bene: gli errori più comuni

Questi sono gli errori che vediamo più spesso in valutazione, in ordine di frequenza.

Talloni che si sollevano. Quasi sempre è un limite di mobilità di caviglia, non un difetto di volontà. Soluzione immediata: un rialzo di 1-2 cm sotto i talloni (dischi, un libro sottile) mentre lavori in parallelo sulla dorsiflessione della caviglia. Il rialzo non è "barare": è adattare l'esercizio a te.

Ginocchia che collassano verso l'interno. Il cosiddetto valgo dinamico, tipico in risalita quando il carico aumenta. Il cue che funziona meglio: "spingi le ginocchia verso l'esterno" mantenendo l'appoggio completo del piede. Un elastico sopra le ginocchia in riscaldamento aiuta a sentire la direzione corretta. Se il fastidio al ginocchio persiste nonostante la correzione, approfondisci con l'articolo su squat e dolore al ginocchio o dai un'occhiata alla sezione dedicata al ginocchio.

Schiena che si arrotonda. Un lieve movimento lombare a fondo corsa è normale e tollerabile a corpo libero; diventa un problema quando è marcato e avviene sotto carico. Cause tipiche: profondità eccessiva per la tua mobilità attuale, oppure difficoltà a flettere bene le anche. In questo secondo caso il lavoro propedeutico migliore è imparare l'hip hinge, il movimento di cerniera dell'anca.

Busto che crolla in avanti. Se in risalita ti ritrovi piegato come in un buongiorno, il carico è troppo alto o la discesa è troppo rapida. Riduci il peso, rallenta, riprendi il controllo.

Rimbalzare in basso. Scendere veloce e "molleggiare" a fondo corsa scarica la tensione sulle strutture passive invece che sui muscoli. Discesa controllata, pausa breve in basso, risalita decisa.

Signora anziana in piedi su una gamba sola con le braccia aperte a croce sul prato del giardino, esercizio di equilibrio monopodalico.

Progressioni e regressioni

Lo squat si adatta a qualunque livello. La scala che usiamo più spesso:

  • Box squat (regressione). Squat verso una sedia o un rialzo: sfiori la seduta senza abbandonare il peso, poi risali. Perfetto se parti da zero, se hai più di 65 anni o se stai recuperando da un infortunio.
  • Squat assistito. Mani appoggiate a un supporto stabile per aiutarti nella risalita e imparare la profondità in sicurezza.
  • Squat a corpo libero. La base: prima di caricare, arriva a 3 serie da 15 con tecnica pulita.
  • Goblet squat. Un peso (kettlebell o manubrio) tenuto al petto. È la progressione ideale dopo il corpo libero: il carico anteriore ti aiuta perfino a stare più verticale.
  • Squat con bilanciere. Back squat o front squat, solo quando la tecnica è consolidata, idealmente con qualcuno che ti corregga le prime volte.

Serie e ripetizioni: da dove partire

Livello Variante Serie × Ripetizioni Frequenza
Principiante Box squat / corpo libero 3 × 8-12 2-3 volte a settimana
Intermedio Goblet squat 3-4 × 8-10 2 volte a settimana
Avanzato Bilanciere 4-5 × 4-8 2 volte a settimana
Over 65 / recupero Box squat assistito 2-3 × 6-10 2-3 volte a settimana

Recupera 1-2 minuti tra le serie (2-3 con il bilanciere). Aumenta il carico solo quando completi tutte le serie con tecnica stabile: la progressione più sicura è aggiungere prima ripetizioni, poi peso.

Quando NON fare lo squat

Ci sono situazioni in cui è meglio fermarsi e farsi valutare prima di continuare:

  • Dolore acuto a ginocchio, anca o schiena durante o dopo l'esercizio, che non migliora modificando profondità e carico.
  • Dolore che peggiora seduta dopo seduta invece di ridursi: un lieve fastidio che si scioglie col riscaldamento può essere accettabile, un dolore in crescita no.
  • Post-operatorio recente (ginocchio, anca, colonna) senza un programma riabilitativo: lo squat rientrerà nel percorso, ma con tempi e dosi decisi da un professionista.
  • Vertigini o instabilità quando scendi in accosciata: prima si risolve quello.

Un mito da sfatare, già che ci siamo: "le ginocchia non devono mai superare le punte dei piedi". Non è una regola valida in assoluto: in uno squat profondo le ginocchia avanzano fisiologicamente oltre le punte, e va bene così. Il problema non è dove arriva il ginocchio, ma un carico gestito male rispetto alle tue capacità attuali.

Se lo squat ti provoca dolore e non capisci il perché, il fai-da-te ha un limite. Una valutazione fisioterapica distingue se il problema è tecnico, di mobilità o di dosaggio, e ti dà una progressione su misura. Prenota una visita gratuita: analizziamo il tuo squat in video e ripartiamo dal punto giusto.

In sintesi

Lo squat è sicuro, allenante e adattabile a qualsiasi età, a patto di rispettare tre principi: appoggio completo del piede, profondità che riesci a controllare, progressione graduale del carico. Filmati, correggi un errore alla volta e concedi al corpo qualche settimana per adattarsi: la tecnica si costruisce, non si improvvisa.

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