Gravidanza e post parto

Vene Varicose e Capillari in Gravidanza: Cosa Funziona Davvero

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 9 settembre 2026

Primo piano di una donna incinta che accarezza il suo pancione contro un muro soleggiato.
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Ti guardi le gambe sotto la doccia e c'è qualcosa che il mese scorso non c'era. Una vena in rilievo dietro il ginocchio, o una macchia di capillari violacei sulla coscia, sottilissimi, come una ragnatela.

La domanda vera non è "cosa sono", è: restano? E subito dopo: posso fare qualcosa, o mi stanno vendendo aria?

Tre risposte brevi. Uno: quasi tutto quello che vedi ha una causa fisiologica precisa e una buona parte rientra dopo il parto. Due: la cosa con le prove migliori — le calze — funziona su qualcosa e non su altro. Tre: c'è un solo scenario in cui non si aspetta, e lo mettiamo per primo.

L'unico caso in cui non si aspetta

Le vene varicose e i capillari sono un problema lento, che si costruisce in settimane e spesso interessa entrambe le gambe. La trombosi venosa profonda è l'opposto: veloce, e quasi sempre una gamba sola.

I segnali da non ignorare: gonfiore di una gamba sola, comparso in fretta; dolore al polpaccio, spesso come un crampo che non passa; pelle calda al tatto; rossore. Se ne riconosci anche uno solo, chiama oggi chi ti segue la gravidanza o vai in pronto soccorso: non è una cosa da mettere in lista per il prossimo controllo.

E c'è un gradino sopra. Se compaiono affanno improvviso, dolore al petto che peggiora respirando, battito accelerato o tosse con sangue, non si telefona a nessuno: si chiama il 112. Sono i segni con cui un coagulo può arrivare ai polmoni.

Non è un allarme teorico. Esiste una regola clinica costruita apposta per la gravidanza, chiamata LEFt: un punto per la gamba sinistra (Left), un punto per l'edema (Edema), definito nello studio originale come una differenza di circonferenza fra i due polpacci di almeno 2 cm, un punto se i sintomi compaiono nel primo trimestre (First trimester). Nello studio che l'ha derivata, su 194 donne in gravidanza con sospetto di trombosi, la diagnosi veniva confermata nell'8,8% dei casi. Nella validazione indipendente su altre 96 donne è stata confermata in 1 caso su 30 fra chi non aveva nessuno dei tre criteri (3%) e in 3 casi su 4 fra chi li aveva tutti e tre (75%).

Quanto è frequente? In un'analisi su scala nazionale statunitense il tromboembolismo venoso legato alla gravidanza si è verificato in 1,72 casi ogni 1.000 parti, con 1,1 decessi ogni 100.000 parti. È raro — ed è esattamente il tipo di evento raro per cui una telefonata di troppo non costa niente e una di meno costa tutto.

Se il tuo problema principale è il gonfiore più che le vene, il tema completo — compresa l'altra bandiera rossa, la preeclampsia — è in Gambe gonfie in gravidanza.

Perché compaiono: tre forze che spingono insieme

Non è una cosa che ti succede perché hai fatto qualcosa di sbagliato. Sono tre meccanismi che agiscono nella stessa direzione, e sono tutti e tre voluti dalla gravidanza.

Il volume. Il sangue in circolo aumenta molto lungo tutta la gravidanza. Più liquido dentro un sistema di tubi significa più pressione contro le pareti — e le vene, a differenza delle arterie, le hanno sottili e cedevoli.

Gli ormoni. Il progesterone rilassa la muscolatura liscia, pareti venose comprese. Una vena più rilassata si dilata di più a parità di pressione, e quando il diametro aumenta le valvole che stanno dentro — lembi che dovrebbero chiudersi e impedire al sangue di tornare indietro — smettono di combaciare. Da lì il reflusso.

La compressione. Nella seconda metà della gravidanza l'utero preme sulle vene profonde del bacino e rallenta il ritorno del sangue verso il cuore.

Gli effetti, almeno, sono stati misurati. In una coorte di primipare sane seguite con ecocolordoppler e pletismografia nei tre trimestri e dopo il parto, i diametri della vena femorale comune e della grande safena aumentavano durante la gravidanza, l'indice di riempimento venoso era più alto e un reflusso nuovo compariva nel 5% delle donne nel secondo trimestre e nel 15% nel terzo. Un dettaglio che conta: la funzione della pompa del polpaccio non cambiava.

Una revisione dedicata agli effetti emodinamici della gravidanza sul sistema venoso delle gambe riassume così: aumento di pressione e di volume, più la riduzione della velocità di flusso nelle vene profonde, predispongono all'insufficienza venosa cronica — ma la letteratura sulla gestione dell'insufficienza venosa primaria in gravidanza è, testualmente, modesta nel migliore dei casi. Tienilo a mente: qui le prove sono poche e piccole.

Madre in attesa che pratica yoga a casa, abbracciando uno stile di vita sano durante la gravidanza.

Quante donne le sviluppano

Le stime variano molto, e vale la pena capire perché.

Nella popolazione generale, secondo la linea guida britannica NICE, le varici visibili alle gambe interessano almeno un terzo della popolazione, la prevalenza sale con l'età e le varici spesso si sviluppano durante la gravidanza. La stessa linea guida ricorda che circa il 3-6% di chi ha vene varicose svilupperà nella vita un'ulcera venosa: complicanza reale ma minoritaria.

Uno studio condotto in Polonia ha trovato che il 47% delle donne in gravidanza esaminate aveva vene varicose, con associazione per la familiarità (odds ratio 2,27) e le gravidanze precedenti (2,56). Interessante quello che non risultava associato: contraccettivi orali, stitichezza e — questa sorprende quasi tutti — il lavorare in piedi o da seduta.

All'altro estremo c'è una coorte americana enorme: 156.622 donne, 225.758 parti, con un follow-up mediano di 8,3 anni, dove solo il 2,57% è arrivato a una diagnosi registrata. La differenza è nel metodo — lì si contavano le diagnosi ospedaliere, e gli autori scrivono che le varici dopo la gravidanza sono probabilmente sottoregistrate. Quella coorte misura bene però l'effetto delle gravidanze successive: il rischio cresce a ogni parto, con un rapporto di rischio di 1,78 alla prima e fino a 4,83 dalla sesta in poi; pesano anche l'aumento di peso eccessivo (1,44) e la gravidanza oltre il termine (1,12).

E quanto rientra dopo il parto? La misura più diretta è ancora quella coorte di primipare: i diametri aumentati tornavano ai valori del primo trimestre e il reflusso comparso nel terzo trimestre non era più rilevabile nel post partum. È uno studio piccolo, su donne sane e alla prima gravidanza, quindi non promette niente a nessuna — ma spiega perché ha senso non giudicare le tue gambe nelle prime settimane.

I capillari sono un'altra cosa (e quasi tutti li hanno)

Qui c'è la notizia che rassicura di più, e viene da uno studio di popolazione.

Nell'Edinburgh Vein Study sono state esaminate 1.566 persone fra i 16 e i 64 anni con visita, fotografia ed ecografia. Risultato: 1.322 persone, cioè l'84%, avevano teleangectasie — i "capillari" — nella gamba destra; fra le donne la quota saliva all'88%, e il 92% dei casi era di grado 1, la forma più lieve.

La conclusione degli autori vale la pena di leggerla per intero: la teleangectasia è così comune nella popolazione generale, specialmente nelle donne, da rappresentare la norma.

Due precisazioni che tolgono ansia:

  • Capillari e varici non sono la stessa malattia in due stadi. Nello stesso studio il 51% delle persone con teleangectasie di grado 2-3 non aveva alcun segno clinico di vene varicose.
  • I capillari, da soli, non spiegano i sintomi. Gli autori scrivono di non aver trovato prove che la teleangectasia in sé sia, da sola, interamente responsabile dei disturbi alle gambe. Se hai pesantezza e dolore, la causa va cercata altrove — non nel disegno viola sulla coscia.

La distribuzione anatomica, aggiungono, è completamente diversa da quella dell'insufficienza venosa cronica.

Le calze a compressione: cosa dicono davvero le revisioni

È la parte in cui l'onestà conta di più: è l'unica cosa che ti consiglieranno tutti.

Partiamo dalla revisione più severa. La Cochrane del 2021 sulle calze a compressione graduata come trattamento iniziale e unico delle vene varicose ha incluso 13 studi e 1.021 partecipanti, con pressioni fra 10 e 50 mmHg. Conclusione: non ci sono prove di certezza sufficiente per stabilire se funzionino da sole, né quale tipo sia superiore a un altro. Il dettaglio che riguarda te: fra le donne in gravidanza incluse in uno degli studi, i collant a compressione venivano rifiutati sempre di più man mano che la gravidanza avanzava.

Poi c'è lo studio costruito esattamente sulla tua domanda: uno studio randomizzato svizzero su donne arruolate prima della dodicesima settimana, calze indossate fino al termine, con un disegno furbo — a un gruppo prima classe (18-21 mmHg) sulla gamba sinistra e seconda classe (25-32 mmHg) sulla destra, all'altro il contrario.

Esito Con le calze Senza Significativo?
Comparsa di nuove varici superficiali 13 su 26 7 su 14 No
Reflusso alla giunzione safeno-femorale (3° trimestre) 1 su 27 4 su 15 Sì (p = 0,047)
Miglioramento dei sintomi alle gambe 7 su 27 0 su 15 Sì (p = 0,045)

Leggi bene la prima riga: è la più utile di tutto l'articolo. Le calze non impediscono alle vene di comparire. Ma nello stesso studio hanno ridotto il reflusso nel punto in cui la safena si getta nella femorale, e sono state l'unica cosa che ha fatto dire alle donne che le gambe stavano meglio.

Un terzo lavoro, uno studio randomizzato del 2024 su 51 donne arruolate nel secondo trimestre e assegnate a compressione di prima classe oppure alla sola raccomandazione di fare attività fisica, va nella stessa direzione: nel gruppo senza calze sono aumentate tutte le circonferenze e i volumi degli arti, in quello con le calze solo i volumi della gamba. Studio piccolo e non in cieco: vale come indizio, non come prova.

Infine la revisione Cochrane specifica sulla gravidanza: sette studi e 326 donne in tutto. Nel confronto fra compressione e semplice riposo, su 35 donne, non c'è stata differenza significativa nel volume della gamba (differenza media -258,80, intervallo di confidenza 95% da -566,91 a 49,31). Un'avvertenza onesta: la revisione etichetta quel confronto come compressione pneumatica intermittente, quindi non è esattamente la tua calza. La direzione però è la stessa: la compressione contiene, non sgonfia.

Il riassunto onesto: mettile per stare meglio, non per evitare che le vene si vedano. Se ti danno sollievo hanno fatto il loro lavoro; se non te ne danno, non stai perdendo una protezione dimostrata.

Cosa non funziona, o non lo sappiamo

Qui il mercato è pieno e le prove sono vuote.

Creme e gel. La revisione Cochrane del 2020 sui flebotonici ha incluso 69 studi randomizzati, di cui 56 con dati utilizzabili su 7.690 partecipanti. Tutti su prodotti per bocca: gli autori scrivono esplicitamente che nessuno studio sui flebotonici applicati sulla pelle soddisfaceva i criteri di inclusione. Non c'è un corpo di prove che dica che una crema funzioni sui capillari o sulle varici, perché non è mai stato costruito.

I flebotonici per bocca. Qui le prove ci sono e sono modeste: riducono leggermente l'edema (rischio relativo 0,70) e la circonferenza della caviglia (-4,27 mm), ma non migliorano la qualità di vita e aumentano leggermente gli effetti indesiderati (rischio relativo 1,14). E quei partecipanti avevano in media 50 anni: quella revisione riguarda l'insufficienza venosa cronica in generale, non la gravidanza. La revisione Cochrane sulla gravidanza ha valutato un singolo studio su 69 donne con la rutoside, trovando una riduzione dei sintomi (rischio relativo 1,89), ma gli autori aggiungono la frase decisiva: i dati non bastano a valutarne la sicurezza in gravidanza. Nessun integratore senza il via libera di chi ti segue.

Scleroterapia, laser, chirurgia. Non ora, e non solo per prudenza: trattare adesso vuol dire trattare una situazione che si modificherà da sola. Anche la revisione sistematica sull'uso elettivo del laser in gravidanza, pur possibilista su diversi impieghi cutanei, non arriva a raccomandare l'ablazione endovenosa.

Il movimento e le posizioni: quello che possiamo dire

Ti aspetteresti prove solide. Non ce ne sono, e te lo diciamo.

La revisione Cochrane del 2023 sull'esercizio fisico per l'insufficienza venosa cronica non ulcerata ha incluso 5 studi randomizzati e 146 partecipanti — ed è una revisione sull'insufficienza venosa cronica, non sulla gravidanza — e la certezza delle prove è stata giudicata molto bassa praticamente su ogni esito. Non "l'esercizio non funziona": non lo sappiamo, perché gli studi sono pochi, piccoli e disomogenei.

Regge però un ragionamento fisiologico che viene proprio dai dati sulla gravidanza: nella coorte di primipare la funzione della pompa muscolare del polpaccio non peggiorava. La tua pompa funziona, deve solo spingere contro una pressione più alta — e ogni volta che cammini, sali sulle punte o muovi la caviglia, quella pompa lavora.

Su una cosa la revisione Cochrane sulla gravidanza è più netta, anche se riguarda l'edema e non le vene: venti minuti di immersione in acqua riducevano il volume della gamba rispetto a tenerla sollevata (rischio relativo 0,43, intervallo di confidenza 95% da 0,22 a 0,83), in uno studio su 32 donne. L'acqua comprime tutta la gamba in modo uniforme senza che tu debba fare nulla.

Tre annotazioni pratiche, dichiarate per quello che sono — buon senso fisiologico, non risultati di studi:

  • Alterna, non "evita": il problema è più l'immobilità che la posizione.
  • Il fianco batte la schiena per riposare nella seconda metà della gravidanza; i numeri emodinamici sono in Gambe gonfie in gravidanza.
  • Camminare è la cosa più a portata di mano: quanto e come, in Camminare in gravidanza.

Le vene "in posti strani"

Non tutte le varici della gravidanza stanno sui polpacci, e nessuno te lo dice prima.

Possono comparire sulle grandi labbra e sul pube. È un quadro conosciuto: in una casistica di 101 donne con varici vulvari, 40 erano donne in gravidanza fra l'undicesima e la trentottesima settimana, e per loro l'approccio è stato puramente conservativo, a differenza delle donne non gravide in cui si è arrivati alla chirurgia. Falle vedere a chi ti segue: è utile che qualcuno le abbia guardate prima del parto.

Possono comparire intorno all'ano, e lì hanno un altro nome: emorroidi. Stessa storia — vene dilatate sotto pressione — e la trovi in Emorroidi e gonfiore dopo il parto. E possono accompagnarsi a crampi notturni, che invece hanno cause loro e non si risolvono con le calze: Crampi alle gambe in gravidanza.

Cosa può fare un fisioterapista, e cosa no

Il "no" prima di tutto. Nessuna manovra fisioterapica fa rientrare una vena varicosa. Non esiste un massaggio, un drenaggio o un esercizio che restringa una vena dilatata o rimetta a posto una valvola che non chiude: chi te lo promette in gravidanza sta andando molto oltre le prove che hai letto qui sopra.

Quello che può fare è più piccolo e concreto: aiutarti a distribuire la giornata perché la pompa del polpaccio abbia più occasioni di lavorare; darti un allenamento sostenibile nel trimestre in cui sei; lavorare su quello che le gambe pesanti si portano dietro — schiena, bacino, sonno; e spesso, semplicemente, dirti che quello che vedi rientra nella norma.

I confini sono netti: se il sospetto è una trombosi non si passa dalla fisioterapia — si chiama il medico lo stesso giorno, o il 112 se c'è affanno o dolore al petto; e le decisioni su scleroterapia, laser o chirurgia sono di un chirurgo vascolare o di un angiologo, dopo il parto.

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Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

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