Sei intorno alla trentaduesima settimana e qualcuno — il corso preparto, tua sorella, un video — ti ha detto di iniziare il massaggio perineale. Cerchi in rete e trovi due versioni opposte: "riduce le lacerazioni e ti evita l'episiotomia" oppure "non serve a niente". Nessuna delle due è vera.
Ti do subito la risposta onesta, poi ti spiego da dove viene: il massaggio perineale ha un effetto reale ma modesto, si vede soprattutto se è il tuo primo parto vaginale, e riguarda più l'episiotomia e i punti che le lacerazioni gravi. Vale la pena farlo. Non ti garantisce niente.
Che cos'è, in concreto
Il perineo è la zona di muscoli e tessuti fra la vagina e l'ano. Durante il parto deve distendersi molto più che in qualsiasi altro momento della vita, e quasi sempre qualcosa cede: la revisione più recente sull'argomento stima che il trauma perineale riguardi circa l'85% delle donne che partoriscono per via vaginale, e un'altra rassegna arriva a dire "fino al 90%".
Questo dato ridefinisce l'obiettivo: non stiamo parlando di evitare qualcosa di raro, ma di ridurre la gravità di qualcosa di comunissimo.
Il massaggio perineale prenatale non è un massaggio nel senso rilassante del termine: è allungamento controllato di un tessuto, ripetuto nelle ultime settimane di gravidanza. Come si fa in pratica lo trovi più sotto.
Cosa dice davvero la Cochrane
La revisione di riferimento sul massaggio perineale prenatale ha messo insieme quattro studi randomizzati e 2.497 donne, tutti di buona qualità. Ecco cosa ha trovato, senza addolcirlo.
| Esito | Risultato | Come si legge |
|---|---|---|
| Traumi che richiedono punti | RR 0,91 (IC 95%: 0,86-0,96) | ~9% in meno; 15 donne devono massaggiare perché una eviti i punti |
| Episiotomia | RR 0,84 (IC 95%: 0,74-0,95) | ~16% in meno; 21 donne perché una la eviti |
| Lacerazioni di 1° e 2° grado | Nessuna differenza | — |
| Lacerazioni di 3° e 4° grado | Nessuna differenza | — |
| Parto operativo, continenza, soddisfazione sessuale | Nessuna differenza | — |
| Dolore perineale a 3 mesi | RR 0,45 (IC 95%: 0,24-0,87) | Solo nelle donne con un precedente parto vaginale |
Due cose vanno dette forte. La prima: i benefici su punti ed episiotomia erano significativi solo per le donne senza un precedente parto vaginale. La seconda: sulle lacerazioni non c'è stata nessuna differenza, né sulle lievi né sulle gravi.
Quindi cosa si riduce? Soprattutto la probabilità che qualcuno decida di fare un taglio. È un beneficio vero — l'episiotomia è comunque una ferita — ma è diverso da "il tessuto si strappa di meno".
Lo studio singolo più grande, condotto in cinque ospedali del Québec su 1.527 donne, dà il numero più concreto. Fra le donne al primo parto vaginale ha partorito con il perineo integro il 24,3% di chi aveva massaggiato contro il 15,1% di chi non l'aveva fatto: 9,2 punti percentuali di differenza (IC 95%: 3,8-14,6). Fra le donne che avevano già partorito, 34,9% contro 32,4%: praticamente nulla.
Una revisione ombrello del 2026, su otto revisioni sistematiche, conclude con parole più fredde: il massaggio prenatale mostra riduzioni modeste dell'episiotomia (RR 0,79-0,84) ed effetti incoerenti sulle lacerazioni gravi, con prove di certezza da molto bassa a moderata. La scelta, scrivono, dovrebbe restare opzionale e condivisa. Se qualcuno ti ha fatto sentire in colpa per non averlo fatto, non aveva basi per farlo.

Da quando, quanto spesso, come
Il protocollo che ha prodotto quei numeri è preciso, e conviene copiarlo invece di inventarne uno.
- Da quando. La Cochrane ha incluso solo studi con massaggio praticato per almeno le ultime quattro settimane di gravidanza. Nello studio del Québec si partiva dalla 34ª-35ª settimana.
- Quanto. Dieci minuti al giorno, fino al parto.
- La costanza conta. Nello stesso studio la probabilità di partorire con il perineo intatto cresceva insieme all'aderenza (test per trend chi quadro 13,2, p = 0,0003).
- Con cosa. Un lubrificante o un olio vegetale semplice: non ci sono prove che un olio sia superiore a un altro, e gli autori della Cochrane sulle tecniche durante il parto segnalano proprio questo confronto come domanda aperta.
In pratica: mani pulite e unghie corte, vescica vuota, posizione semi-seduta comoda. Entri di circa 3 cm, spingi verso il basso — verso l'ano — e poi lateralmente, fino a una tensione di bruciore, non un dolore. Tieni dieci secondi, rilascia, ripeti, poi fai scorrere i pollici a U lungo la parete inferiore.
Il pezzo che quasi nessuno dice: è anche un allenamento a lasciare andare, perché il momento in cui senti tirare è quello in cui per istinto contrarresti. Che questo pesi quanto l'allungamento del tessuto è però una spiegazione plausibile, non un dato dimostrato.
Fa male? E quando è meglio lasciar perdere
All'inizio tira, ed è normale. Nello studio che ha raccolto il parere di 684 donne che avevano seguito il protocollo, il fastidio e le difficoltà tecniche della prima o delle prime due settimane tendevano a sparire dopo qualche settimana; l'accettabilità media era 4,09 su 6, il 79% l'avrebbe rifatto e l'87% lo consiglierebbe. Il giudizio più diviso riguardava la relazione col partner, ed era proporzionale a quanto lui partecipava: se lo fate insieme e diventa una tensione, farlo da sola è legittimo.
Sulle controindicazioni nessuno studio ha indagato, quindi te le do per quello che sono — prudenza clinica, non prove: evita in caso di infezione vaginale o herpes genitale attivo, perdite di sangue, minaccia di parto pretermine, placenta previa, o se chi ti segue ti ha detto di non farlo. Chiediglielo alla prossima visita: costa mezzo minuto.
Cosa succede davvero durante il parto
Qui c'è la parte più sottovalutata: quello che accade nella mezz'ora del periodo espulsivo pesa più di quattro settimane di massaggio a casa.
La Cochrane sulle tecniche perineali durante il secondo stadio del travaglio ha raccolto 22 studi (20 con dati, 15.181 donne):
- Impacchi caldi sul perineo: meno lacerazioni di 3° e 4° grado, RR 0,46 (IC 95%: 0,27-0,79), qualità moderata.
- Massaggio durante il travaglio, fatto da chi ti assiste: meno lacerazioni di 3° e 4° grado, RR 0,49 (IC 95%: 0,25-0,94), qualità moderata. Anche i perinei integri erano di più, RR 1,74 (IC 95%: 1,11-2,73), ma qui le prove sono di qualità bassa e gli studi molto discordanti.
- Mani sul perineo o mani sospese: nessuna differenza chiara sulle lacerazioni, ma l'episiotomia era più frequente nel gruppo "mani sul perineo".
E una rete di confronti pubblicata nel 2026 su 31 studi randomizzati e 10.745 donne aggiunge il dato che sorprende: per prevenire le lacerazioni in generale, al primo posto non c'era il massaggio ma l'esercizio del pavimento pelvico in gravidanza (RR 0,50, intervallo di credibilità 95%: 0,28-0,87). Per l'episiotomia, in cima c'era massaggio più impacchi caldi (RR 0,53). E gli interventi di sola informazione non avevano nessun effetto protettivo (RR 1,03).
Quindi: allenare il pavimento pelvico in gravidanza è probabilmente più utile del massaggio perineale, e le due cose non sono alternative. Come si allena davvero, e qual è l'errore che fa una donna su due, l'abbiamo raccolto in pavimento pelvico: a cosa serve e quando allenarlo.
L'altra cosa concreta è parlarne prima. Chiedere in sala parto un impacco caldo e un accompagnamento del perineo è una richiesta ragionevole e sostenuta da prove: scriverlo nel piano del parto funziona meglio che ricordarsene mentre spingi.
I gradi di lacerazione, spiegati senza spaventarti
| Grado | Cosa è coinvolto | Cosa comporta |
|---|---|---|
| 1° | Pelle del perineo o mucosa vaginale | Spesso nemmeno suturato, guarisce da sé |
| 2° | Anche i muscoli del perineo | Punti; è la stessa profondità di un'episiotomia |
| 3° | Lo sfintere anale (3a, 3b, 3c secondo quanto è coinvolto) | Riparazione chirurgica e controlli dedicati |
| 4° | Sfintere anale e mucosa del retto | Riparazione chirurgica e controlli dedicati |
Terzo e quarto grado insieme si chiamano OASIS, lesioni ostetriche dello sfintere anale: sono quelle che pesano sul lungo periodo, e sono anche le meno frequenti.
Su queste c'è un dato che merita di essere conosciuto. Una meta-analisi su donne al primo parto vaginale ha misurato il danno allo sfintere con l'ecografia: il 26% (IC 95%: 20-32%) ne presentava uno; e negli studi che riportavano sia la diagnosi clinica sia quella ecografica, il 20% delle donne (IC 95%: 14-28%) aveva all'ecografia un danno che al parto non era stato rilevato clinicamente. Non è un motivo per allarmarti: è un motivo per non liquidare sintomi che restano.
Gli stessi autori hanno trovato i fattori associati: travaglio pilotato (OR 1,81), parto strumentale (OR 2,13) e in particolare il forcipe (OR 3,56), distocia di spalla (OR 12,07, con un intervallo enorme), uso dell'episiotomia (OR 1,85), un perineo più corto già in gravidanza. Non erano associati età, indice di massa corporea, epidurale, ventosa, peso del bambino, durata delle fasi del travaglio. E — va detto, perché è scomodo — il massaggio perineale prenatale non modificava le probabilità di danno ecografico allo sfintere.
Una rassegna di 26 revisioni sistematiche elenca fra i principali fattori di rischio per le lacerazioni gravi il primo parto, il bambino grande per l'epoca gestazionale e gli interventi durante il travaglio. Se ti è successo, non è perché non hai massaggiato abbastanza.
L'episiotomia: perché "di routine" non si fa più
L'episiotomia è un taglio chirurgico del perineo. Per decenni si è fatta di routine, con l'idea che un taglio netto prevenisse strappi peggiori. La Cochrane su 12 studi e 6.177 donne è stata durissima: dove non è previsto un parto strumentale, una politica di episiotomia selettiva — "solo se serve" — può portare a circa il 30% in meno di donne con trauma perineale o vaginale grave rispetto a quella di routine (RR 0,70, IC 95%: 0,52-0,94, otto studi, 5.375 donne, certezza bassa).
Sugli esiti a distanza la differenza fra le due politiche è invece piccola o assente: dolore ai rapporti dopo sei mesi o più, RR 1,14 (certezza moderata); incontinenza urinaria dopo sei mesi o più, RR 0,98. La conclusione degli autori è netta: credere che l'episiotomia di routine riduca il trauma perineale non è giustificato dalle prove attuali.
Per te questo significa due cose. Che se te la propongono, puoi chiedere perché. E che se te l'hanno fatta, non è una tua responsabilità.
Il recupero: quanto dura davvero il dolore
Uno studio spagnolo ha seguito 106 donne dopo parto vaginale, con otto rilevazioni nei primi 90 giorni. Il dolore perineale era presente nel 78% a 15 giorni, nel 50% a un mese, nel 25% a due mesi e nel 13,3% a 90 giorni, di solito da lieve a moderato. Circa una su tre riferiva limitazioni nello stare seduta, in piedi o nel camminare, e chi aveva dolore persistente riprendeva più tardi l'attività sessuale e usava antidolorifici più a lungo.
Leggilo in due modi. Nelle prime settimane il dolore è la norma e migliora da solo: se sei a venti giorni dal parto e fa ancora male, quasi sicuramente stai andando bene. Ma a tre mesi non è più la norma, e restare in quel 13% senza dirlo a nessuno non è resistenza, è solitudine.
Vale lo stesso per gli altri sintomi. Se perdi urina, tempi e probabilità reali sono in perdite di urina dopo il parto: cosa funziona davvero; se ti stai chiedendo da dove ricominciare a muoverti, il quadro completo è in riabilitazione post parto.
Quando il medico viene prima del fisioterapista
Vai da chi ti ha seguita, o al pronto soccorso, se compare uno di questi:
- febbre, dolore che aumenta invece di calare, perdite maleodoranti o punti che si aprono;
- perdita di feci o di gas che non riesci a trattenere;
- dolore improvviso e intenso con un rigonfiamento;
- difficoltà a urinare o impossibilità di svuotare la vescica.
Non sono cose da rimandare al controllo dei quaranta giorni.
Se il perineo fa ancora male a settimane di distanza
La prima domanda non è "quanto rinforziamo", è che tipo di problema è. Un perineo che fa male a due o tre mesi raramente è un perineo debole: molto più spesso è un perineo che non riesce più a rilasciarsi, perché una ferita che duole insegna al muscolo a stare contratto. È la lettura clinica più comune, non un dato da studio randomizzato. In quel caso aggiungere contrazioni peggiora le cose, e il lavoro va nella direzione opposta — respirazione, rilascio, ritorno graduale al carico.
Sul rinforzo, quando serve davvero, le prove ci sono. La Cochrane sull'allenamento del pavimento pelvico ha messo insieme 46 studi e 10.832 donne di 21 Paesi: nelle donne continenti che si allenavano già in gravidanza il rischio di perdite di urina nel terzo trimestre era inferiore del 62% (RR 0,38, qualità moderata) e quello fra i tre e i sei mesi dopo il parto inferiore del 29% (RR 0,71, qualità alta). In tutti e 46 gli studi gli unici effetti avversi riportati sono state due donne che hanno interrotto per dolore al pavimento pelvico.
Cosa possiamo fare noi (e cosa no)
Prima cosa non facciamo. La valutazione interna del pavimento pelvico e l'esame di una cicatrice dolorosa si fanno in presenza: se il dolore è sulla cicatrice, se ci sono perdite di feci o di gas, o se qualcosa non è guarito bene, ti indirizziamo a un ambulatorio dedicato.
Lo diciamo con un dato che gioca contro di noi. In uno studio polacco su 396 donne valutate in terza-quinta giornata dopo il parto e divise fra sola informazione, esercizi online con la fisioterapista ed esercizi seguiti di persona, il gruppo di persona ha ottenuto i risultati migliori: frequenza di esecuzione del 94,7% ed esecuzione corretta nel 72,2% dei casi, davanti sia all'online sia alla sola informazione.
Va detto però anche il resto: in quello studio sono migliorati tutti e tre i gruppi, e nessuno ha confrontato la videochiamata con il non fare nulla. Se puoi fare un percorso in presenza, fallo. Fra "un opuscolo e buona fortuna" e "un ambulatorio a un'ora da casa con un bambino di due mesi", la videochiamata è quello che sta in mezzo, e per moltissime donne è l'unica opzione che si realizza davvero.
In videochiamata capiamo se stai attivando i muscoli giusti o se stai spingendo in basso, ti insegniamo a rilasciare prima ancora che a contrarre, costruiamo un programma sulla tua giornata reale e lo correggiamo ogni settimana. Si parte da una prima visita gratuita di venti minuti: ci racconti cosa senti e da quanto, e ti diciamo con franchezza se il posto giusto siamo noi o qualcun altro. Le sedute successive costano 29,90 €.
In due righe
Fai il massaggio perineale se ti va: è sicuro, è ben accettato, e se è il tuo primo parto vaginale sposta le probabilità dalla tua parte di qualche punto. Ma sappi che allenare il pavimento pelvico in gravidanza conta probabilmente di più, che quello che succede in sala parto conta ancora di più, e che una lacerazione, se arriva, non è la misura di quanto ti sei impegnata.
Fonti
- Antenatal perineal massage for reducing perineal trauma — Cochrane Database of Systematic Reviews, 2013
- Randomized controlled trial of prevention of perineal trauma by perineal massage during pregnancy — American Journal of Obstetrics and Gynecology, 1999
- Randomized trial of perineal massage during pregnancy: perineal symptoms three months after delivery — American Journal of Obstetrics and Gynecology, 2000
- Women's views on the practice of prenatal perineal massage — BJOG, 2001
- Perineal Massage for Prevention of Episiotomy and Obstetric Anal Sphincter Injuries: An Umbrella Review — International Urogynecology Journal, 2026
- Perineal techniques during the second stage of labour for reducing perineal trauma — Cochrane Database of Systematic Reviews, 2017
- Selective versus routine use of episiotomy for vaginal birth — Cochrane Database of Systematic Reviews, 2017
- Predictive factors for obstetric anal sphincter injury in primiparous women: systematic review and meta-analysis — Ultrasound in Obstetrics & Gynecology, 2023
- Third- and fourth-degree tears: a review of the current evidence for prevention and management — ANZJOG, 2020
- Comparative effectiveness of physical interventions for preventing perineal trauma during vaginal delivery: a Bayesian network meta-analysis — Frontiers in Medicine, 2026
- Postpartum perineal pain: temporal evolution, anatomical distribution and functional impact during the first 90 days — Journal of Gynecology Obstetrics and Human Reproduction, 2026
- Repair of episiotomy and obstetrical perineal lacerations (first-fourth) — American Journal of Obstetrics and Gynecology, 2024
- Pelvic floor muscle training for preventing and treating urinary and faecal incontinence in antenatal and postnatal women — Cochrane Database of Systematic Reviews, 2020
- Online vs. Supervised Training in Relieving Urinary Incontinence and Diastasis Recti Abdominis in Early Postpartum — Journal of Clinical Medicine, 2024
- Update on the effectiveness and evidence of ante-natal perineal massage — Anales del Sistema Sanitario de Navarra, 2021
Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.




