Il mal di testa in gravidanza si porta dietro una domanda che nessun altro dolore si porta dietro: e se non fosse solo mal di testa?
Partiamo da lì, invece di arrivarci alla fine. Poi tutto il resto: cosa succede all'emicrania, quando il dolore arriva dal collo, e cosa dicono davvero gli studi su quello che puoi fare senza farmaci.
Prima di tutto: i segnali che non aspettano
Chiama il tuo medico, l'ostetrica o il pronto soccorso ostetrico adesso, se insieme al mal di testa c'è anche solo uno di questi:
- il dolore è esploso all'improvviso ed è il peggiore che tu abbia mai avuto;
- disturbi della vista: lampi di luce, macchie scure, vista annebbiata o doppia;
- gonfiore rapido a viso e mani, comparso in poche ore o in un giorno;
- dolore alla bocca dello stomaco o sotto le costole a destra;
- febbre, confusione, difficoltà a parlare, debolezza o formicolio da un lato del corpo, convulsioni;
- il mal di testa non passa con niente e non se ne va da giorni;
- è il primo mal di testa vero della tua vita e sei oltre la 20ª settimana;
- dopo il parto, un dolore che peggiora nettamente quando ti alzi e migliora quando ti sdrai, soprattutto dopo un'anestesia peridurale o spinale.
Questi segnali puntano soprattutto verso la preeclampsia. Ma la ragione per cui la lista sta all'inizio viene da uno studio preciso.
In una ricerca ospedaliera su 140 donne incinte arrivate in urgenza per mal di testa e valutate da un neurologo, il 35% aveva una cefalea secondaria — sintomo di qualcos'altro — e nel 51% di quei casi si trattava di un disturbo ipertensivo della gravidanza. Attenzione a come leggi il dato: erano donne già in ospedale e già passate da una consulenza neurologica, un gruppo molto selezionato. Non vuol dire che un mal di testa su tre in gravidanza sia grave.
Vuol dire quest'altra cosa, che gli autori scrivono nero su bianco: le caratteristiche dell'attacco spesso non bastano a distinguere una forma primaria da una secondaria. Nell'analisi che pesa tutti i fattori insieme, i due elementi associati a una causa secondaria erano la pressione alta (odds ratio 17,0; IC 95%: 4,2–56,0) e il non avere una storia di mal di testa (4,9; 1,7–14,5); nel confronto semplice comparivano anche convulsioni, febbre e un esame neurologico alterato.
Quanto è frequente davvero
In una coorte su 2.434 donne seguite intorno al parto in quattro ospedali universitari tra Stati Uniti ed Europa, il 10% aveva avuto mal di testa durante la gravidanza, il 3,7% nelle 72 ore dopo il parto e il 3,6% a otto settimane.
Il predittore più forte è averne già sofferto prima: tra chi aveva una storia di mal di testa la quota saliva al 23,5% contro il 9,8% delle altre, un rischio 2,4 volte più alto (IC 95%: 1,4–4,0). Lo stesso a distanza: a otto settimane dal parto ne soffriva il 23,8% contro il 4,0%.
Due onestà: le donne sono state intervistate dopo il parto, quindi sono mal di testa ricordati, e gli autori segnalano che le cefalee non erano classificate secondo i criteri internazionali. Sotto quel 10% ci sta di tutto.
Il messaggio regge: il mal di testa in gravidanza raramente è un fatto nuovo. Quasi sempre è una storia vecchia che continua.

Cosa succede all'emicrania, trimestre per trimestre
Uno studio prospettico italiano ha seguito con un diario 49 donne emicraniche fino a un mese dopo il parto. Tra le 47 con emicrania senza aura:
| Momento | Miglioramento | Remissione completa |
|---|---|---|
| Primo trimestre | 46,8% | 10,6% |
| Secondo trimestre | 83,0% | 53,2% |
| Terzo trimestre | 87,2% | 78,7% |
Quasi nove donne su dieci stavano meglio nel terzo trimestre e quasi otto su dieci non avevano più attacchi: l'emicrania, nella maggior parte dei casi, si spegne man mano che la gravidanza va avanti.
Tre postille. Non succede a tutte: chi prima della gravidanza aveva un'emicrania legata al ciclo mestruale migliorava meno nel primo e nel terzo trimestre. Dopo il parto torna: l'emicrania è ricomparsa nel 34,0% dei casi già nella prima settimana e nel 55,3% entro il primo mese, mentre l'allattamento al seno sembrava proteggere. E è uno studio piccolo, 49 donne di cui solo due con aura: la direzione è credibile, le percentuali precise vanno prese con le pinze.
I tre mal di testa che vedi più spesso
- Cefalea di tipo tensivo. Un dolore sordo che stringe come una fascia, di solito su entrambi i lati, peggiora con le ore passate ferma nella stessa posizione.
- Emicrania. Più spesso da un lato, pulsante, peggiora col movimento, con nausea e fastidio per luci e rumori, a volte preceduta da un'aura visiva. Nello studio in urgenza citato sopra, tra le cefalee primarie l'emicrania era il 91,2% dei casi.
- Cefalea cervicogenica. Nasce dalle strutture del collo e si sente in testa. È l'unica delle tre su cui la fisioterapia ha un ruolo diretto e documentato.
C'è una quarta voce, non per spaventarti ma perché la trovi nominata ovunque: la revisione della European Headache Federation elenca tra le cause secondarie più comuni in gravidanza ictus, trombosi venosa cerebrale, emorragia subaracnoidea, eclampsia e preeclampsia. Sono condizioni rare: stanno qui perché è per escluderle che esiste la lista all'inizio.
Quando parte dal collo: l'unica forma su cui possiamo lavorare
La cefalea cervicogenica ha segni tipici:
- il dolore parte dalla nuca o dal collo e si sposta in avanti, verso l'occhio, la tempia o la fronte;
- resta quasi sempre dallo stesso lato, attacco dopo attacco;
- peggiora con certi movimenti del collo o con posizioni tenute a lungo;
- il collo si muove meno del solito ed è spesso dolente al tatto sotto la nuca.
Perché in gravidanza? Perché il collo lavora diversamente: il seno pesa di più, il baricentro si sposta in avanti, si dorme quasi solo su un fianco con cuscini improvvisati, si passano ore semi-sdraiate col collo piegato sul telefono.
Qui però devo essere onesta: nessuno studio ha misurato quanto la gravidanza faccia aumentare le cefalee di origine cervicale. Il ragionamento è plausibile, ma resta un'ipotesi da verificare sul tuo caso, non un dato. Come funziona questa forma l'abbiamo raccontato in Mal di testa cervicogenico: quando il dolore parte dal collo.
Preeclampsia: perché proprio il mal di testa
La preeclampsia riguarda il 3-5% delle gravidanze. Per anni è stata definita dalla combinazione di pressione alta e proteine nelle urine, ma le definizioni più recenti includono anche il coinvolgimento di altri organi: rene, fegato, sangue, sistema nervoso, funzione della placenta o crescita del bambino. Nella classificazione internazionale della ISSHP se ne parla quando la pressione sale dopo la 20ª settimana insieme a uno di questi segni.
Il mal di testa entra in scena perché il sistema nervoso è uno degli organi che possono essere coinvolti: ecco perché disturbi visivi, gonfiore rapido a viso e mani e dolore sotto le costole a destra vanno letti insieme al mal di testa, non uno per uno.
Da tenere a mente: la preeclampsia non ha una cura, la gestione consiste nello stabilizzare mamma e bambino e programmare il parto nel momento giusto — per questo il tempo conta. E il gonfiore da solo non basta a spaventarsi: caviglie e gambe gonfie in gravidanza sono quasi sempre fisiologiche, e la differenza la trovi in Gambe gonfie in gravidanza.
Se soffri di emicrania, ti riguarda un po' di più
Una meta-analisi del 2025 su 19 studi e 1.420.690 parti ha trovato che chi soffre di emicrania ha un rischio più alto di preeclampsia (odds ratio corretto 1,28; IC 95%: 1,11–1,47) e di parto pretermine (1,30; 1,17–1,44).
Leggiamoli bene, però. 1,28 vuol dire circa il 28% in più su un rischio di partenza basso, non un rischio alto. Sui sottotipi, l'emicrania senza aura risultava associata alla preeclampsia con un odds ratio di 1,62 (1,30–2,01) e quella con aura di 2,06, ma con un intervallo che scende fino a 1: al limite della significatività. E sul basso peso alla nascita i dati corretti non erano statisticamente significativi (1,27; 0,89–1,82).
Cosa te ne fai? Una cosa sola: se soffri di emicrania, dillo a chi ti segue la gravidanza e non saltare i controlli della pressione. La rassegna internazionale più recente chiede esattamente questo.
Cosa dicono gli studi sui trattamenti senza farmaci
Partiamo dal buco. La revisione sistematica più completa sulle cefalee primarie in gravidanza — 16 studi su 14.185 persone, quasi tutti ad alto rischio di distorsione — conclude che sulle terapie non farmacologiche le prove sono insufficienti. Non "inefficaci": insufficienti, perché nessuno le ha studiate abbastanza su donne incinte. Tutto quello che segue è quindi materiale raccolto fuori dalla gravidanza.
Cefalea tensiva. Una network meta-analisi su Cephalalgia ha messo a confronto 15 studi randomizzati (su 20 selezionati): la combinazione di terapia manuale (mobilizzazioni articolari) più esercizio è risultata l'intervento più efficace nel ridurre la frequenza degli attacchi rispetto al non trattamento (differenza media -13,03, bassa confidenza) e alle cure abituali (-13,95, confidenza moderata). Sull'intensità del dolore, invece, il primo classificato era un altro — la stimolazione elettrica transcutanea associata alla fisioterapia, che in gravidanza non è una cosa da decidere da sola: due esiti diversi, due vincitori diversi, ed effetti misurati solo a breve termine. Una revisione danese è più prudente: mobilizzazioni manuali, attività fisica supervisionata, trattamento psicologico e agopuntura possono aiutare, ma la certezza delle prove è bassa o molto bassa. Nota positiva: nessun evento avverso serio riportato.
Forma cervicale. Una revisione su 20 studi e 1.439 pazienti con cefalea cervicogenica ha potuto mettere insieme i numeri di soli sei studi di terapia manuale contro finto trattamento: lì gli effetti su frequenza e intensità nel breve termine erano da moderati a grandi, e si riducevano a effetti piccoli nell'analisi ristretta agli studi migliori. Onestà completa: entrambi gli studi a basso rischio di distorsione usavano la manipolazione vertebrale, che non è quello che si fa in videochiamata — e che in gravidanza non è il primo strumento da mettere sul tavolo.
Più interessante per noi è il trial storico su 200 persone con cefalea cervicogenica, che ha confrontato terapia manipolativa, un programma di esercizio a basso carico, la combinazione e nessun trattamento. A 12 mesi sia la terapia manuale sia l'esercizio specifico avevano ridotto in modo significativo frequenza e intensità del mal di testa e il dolore al collo; la combinazione non era significativamente superiore alle singole terapie. Il punto: l'esercizio, da solo, ha retto a un anno di distanza — ed è la cosa che si può insegnare anche a distanza. Sul movimento in generale, una meta-analisi su 19 studi e 2.776 partecipanti ha trovato un effetto dell'allenamento aerobico sull'intensità del dolore nell'emicrania (SMD -0,65) e di quello di forza nella cefalea tensiva (SMD -0,84), ma con certezza delle prove molto bassa: un indizio, non una prova.
Emicrania in gravidanza in senso stretto. Una rassegna italiana segnala che tra le strategie preventive non farmacologiche solo le tecniche di rilassamento, in particolare il biofeedback, e l'agopuntura hanno accumulato prove sufficienti di efficacia e sicurezza; per magnesio, riboflavina e coenzima Q10 le proprietà preventive sono definite probabilmente basse. Nessun integratore va preso senza chiederlo prima.
Cosa puoi fare da stasera
Niente di quello che segue è una cura: sono misure di igiene di vita che compaiono nelle fonti qui sopra.
- Metti in fila il sonno. Un ritmo di sonno regolare è tra le misure di igiene di vita indicate dalla rassegna italiana sull'emicrania in gravidanza: anche solo tenere ferma l'ora in cui vai a letto conta.
- Non saltare i pasti. Pasti regolari e alimentazione equilibrata stanno nella stessa lista di misure comportamentali, insieme al limitare alcol e fumo.
- Muoviti, con la benedizione di chi ti segue. La linea guida canadese sull'attività fisica in gravidanza conclude che i benefici sono moderati e che non sono stati identificati danni, e chiede almeno 150 minuti a settimana di intensità moderata: ne abbiamo parlato in Esercizio in gravidanza.
- Cambia posizione spesso. Se il tuo mal di testa è tensivo o cervicale, le ore ferma nella stessa postura sono il carburante. Non serve una ginnastica: serve alzarsi.
- Sistema il posto dove dormi di lato. Un cuscino che tenga la testa in linea con la colonna, e uno tra le ginocchia, tolgono al collo un lavoro che dura tutta la notte.
- Impara una tecnica di rilassamento vera. Non è "stai calma": rilassamento e biofeedback sono, nell'emicrania in gravidanza, tra le pochissime strategie preventive con prove sufficienti secondo la rassegna citata sopra, insieme all'agopuntura.
- Tieni un diario di due righe. Giorno, ora, intensità, cosa c'era prima.
E i farmaci?
La decisione è del tuo medico o della tua ostetrica. Non è prudenza di facciata: le prove sono più fragili di quanto si creda anche per i farmaci dati per scontati. La revisione sistematica del 2021 riporta che sulla prevenzione non esistono prove di efficacia in gravidanza, e che per diversi farmaci usati in acuto le informazioni sulla sicurezza sono indirette, con certezza da bassa a moderata. Non è un motivo per farti sensi di colpa se ne hai già preso qualcuno: è il motivo per cui la scelta la fa chi conosce la tua gravidanza. Il gruppo di studio sulle cefalee della Società Spagnola di Neurologia ha dedicato un documento intero proprio a questo: quali farmaci usare in gravidanza e allattamento, e quando sospettare una forma secondaria.
Il rovescio della medaglia conta uguale, e lo dicono sia la revisione della European Headache Federation sia la rassegna internazionale più recente sull'emicrania in gravidanza: un'emicrania invalidante non va lasciata senza trattamento. Un mal di testa gestito male porta stress, privazione di sonno, umore a terra e alimentazione scarsa. Sopportare in silenzio non è la scelta sicura.
Cosa può fare una fisioterapista (e cosa non può)
Cominciamo da quello che non può fare, che è la parte più utile. Una fisioterapista non fa diagnosi di preeclampsia e non sostituisce i controlli della gravidanza: se ci sono i segnali dell'inizio, il posto giusto è il medico, oggi. E se dietro il mal di testa c'è una condizione neurologica complessa, quella strada passa da valutazioni in presenza e centri specializzati — te lo diciamo subito, invece di farti perdere settimane.
Quello che si può fare riguarda la parte cervicale e tensiva del problema: capire se il tuo mal di testa ha un ingrediente che arriva dal collo, guardare come stai seduta, come dormi, come tieni il telefono, e costruire quel programma di esercizio a basso carico che nel trial sulle 200 persone reggeva ancora a dodici mesi. Funziona bene anche in videochiamata: il lavoro vero lo fai tu, a casa, tutti i giorni.
Farsi guardare, senza aspettare
Se sei arrivata fin qui sai distinguere il mal di testa che fa parte del mestiere della gravidanza da quello che chiede una telefonata adesso.
Se vuoi che qualcuno guardi la tua situazione insieme a te, puoi partire da una prima visita gratuita di venti minuti in videochiamata: ci racconti com'è fatto il tuo mal di testa e com'è fatta la tua giornata, ti diciamo se c'è una componente cervicale su cui lavorare, e se il posto giusto non siamo noi te lo diciamo lì.
Se il problema più grosso è la schiena, il tema è un altro: Mal di schiena in gravidanza.
Fonti
- Acute headache diagnosis in pregnant women: a hospital-based study — Neurology, 2015
- Headache and pregnancy: a systematic review — The Journal of Headache and Pain, 2017
- Headache: pregnancy and breastfeeding. Recommendations of the Spanish Society of Neurology's Headache Study Group — Neurología, 2022
- Migraine management during pregnancy, breastfeeding and in women planning pregnancy — Cephalalgia, 2025
- Course of migraine during pregnancy and postpartum: a prospective study — Cephalalgia, 2003
- Predictors of headache before, during, and after pregnancy: a cohort study — Headache, 2012
- Association between migraine, migraine subtype, and adverse pregnancy outcomes: a systematic review and meta-analysis — Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, 2025
- Pre-eclampsia — The Lancet, 2016
- The hypertensive disorders of pregnancy: ISSHP classification, diagnosis and management recommendations for international practice — Pregnancy Hypertension, 2018
- Management of primary headaches during pregnancy, postpartum, and breastfeeding: a systematic review — Headache, 2021
- Acute headache in pregnant and post-partum patients: a clinical review — The American Journal of Emergency Medicine, 2023
- Effectiveness of physiotherapy interventions on headache intensity, frequency, duration and quality of life of patients with tension-type headache: a systematic review and network meta-analysis — Cephalalgia, 2022
- Manual joint mobilisation techniques, supervised physical activity, psychological treatment, acupuncture and patient education for patients with tension-type headache: a systematic review and meta-analysis — The Journal of Headache and Pain, 2021
- The effectiveness of manual and exercise therapy on headache intensity and frequency among patients with cervicogenic headache: a systematic review and meta-analysis — Chiropractic and Manual Therapies, 2022
- A randomized controlled trial of exercise and manipulative therapy for cervicogenic headache — Spine, 2002
- Effects of different therapeutic exercise modalities on migraine or tension-type headache: a systematic review and meta-analysis with a replicability analysis — The Journal of Pain, 2022
- Non-pharmacological management of migraine during pregnancy — Neurological Sciences, 2010
- 2019 Canadian guideline for physical activity throughout pregnancy — British Journal of Sports Medicine, 2018
Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.




