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Gattonamento: Quando Inizia, e Cosa Vuol Dire se Non Arriva

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Pubblicato il 18 agosto 2026

Adorabile bambino sorridente sdraiato su una morbida coperta, che esprime felicità e calore.
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C'è un momento preciso in cui il gattonamento diventa un problema, e non è quello che pensi. Non è quando il bambino non gattona: è quando qualcuno ti dice che deve gattonare, e da lì in poi ogni pomeriggio sul tappeto diventa un esame.

Ti do subito le due cose che contano. La prima: il gattonamento è l'unica tappa motoria che una parte dei bambini sani salta del tutto, ed è così variabile che nel 2022 è stato tolto dalle liste usate per la sorveglianza dello sviluppo. La seconda: quello che merita uno sguardo non è se gattona, ma come. Un bambino che si sposta storto, sempre nello stesso modo storto, dice molto più di uno che non si sposta a quattro zampe.

A quanti mesi si gattona, davvero

Il "7-10 mesi" che trovi ovunque non è sbagliato, è tagliato male: è la pancia della distribuzione, non i suoi bordi. I bordi li ha misurati l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel Multicentre Growth Reference Study, seguendo 816 bambini sani in Ghana, India, Norvegia, Oman e Stati Uniti dai 4 ai 24 mesi, con visite mensili nel primo anno. Da lì sono uscite le finestre di normalità, cioè l'intervallo tra il 1° e il 99° percentile. Per il gattonamento a quattro zampe la finestra è: da 5,2 a 13,5 mesi.

Fermati su quel numero: più di otto mesi tra il primo bambino normale che gattona e l'ultimo. Uno che parte a sei mesi e uno che parte a tredici stanno entrambi dentro la normalità misurata, e confrontarli non ha senso.

Se vuoi la mappa completa delle sei tappe e delle soglie in cui invece l'età conta sul serio, l'abbiamo scritta qui: Non gattona e non cammina: le finestre vere delle tappe motorie. Questo pezzo sta tutto dentro al gattonamento.

Le varianti: a orso, strisciando, sul sedere, all'indietro

Nello stesso studio OMS circa il 90% dei bambini ha raggiunto cinque delle sei tappe seguendo una sequenza comune: la sesta, quella che rompe lo schema, è proprio il gattonamento. Le strade sono tante e sono state contate. In uno studio italiano su 424 bambini ne sono state distinte cinque: a quattro zampe, strisciando sulla pancia, seduti sul sedere, altre forme, e nessuna forma prima del cammino. Quanto pesano lo dice una coorte norvegese costruita anche sullo studio madre-bambino MoBa, 47.515 bambini: l'84,5% gattonava a quattro zampe, il 7,1% si spostava seduto.

Poi ci sono le varianti che non hanno un nome ufficiale ma le vedi tutti i giorni:

  • a orso, con le gambe tese e il sedere in alto, appoggiando i piedi invece delle ginocchia;
  • lo strisciamento sulla pancia, con la pancia a terra e le braccia che tirano;
  • all'indietro, che quasi sempre precede quello in avanti per un motivo meccanico banale: le braccia spingono prima e meglio di quanto le gambe sappiano tirare;
  • "a granchio", con una gamba piegata sotto e l'altra tesa di lato.

Strisciare e gattonare, tra l'altro, non sono la stessa cosa fatta bene o male: uno studio che ha filmato 16 bambini di dieci mesi ha trovato differenze significative tra i due gesti in cinque degli otto indici misurati. Sono due modi diversi di risolvere lo stesso problema.

Bambina carina distesa e che gioca con un giocattolo sul pavimento in legno, vestita calorosamente in pigiama.

Saltarlo non predice niente

Ecco il dato che dovrebbe girare molto più di quanto giri: nello studio OMS il 4,3% dei bambini sani non ha mai mostrato il gattonamento a quattro zampe. Non "l'ha fatto tardi": non l'ha fatto. Ed erano bambini dentro uno studio disegnato apposta per descrivere la normalità.

Nel 2022, quando i Centers for Disease Control and Prevention hanno riscritto le liste di tappe che i pediatri usano per la sorveglianza dello sviluppo, il gattonamento è stato tolto. La motivazione è scritta nero su bianco: è altamente variabile e non essenziale per lo sviluppo. Non è stato tolto per abbassare l'asticella — le nuove liste, dicono gli stessi autori, aumenteranno gli invii a valutazione, non li ridurranno. È stato tolto perché misurava male.

E quella frase che gira da anni, "se non gattona avrà problemi di lettura, di coordinazione, di lateralità"? Lo studio italiano non la sostiene, ma va letto per intero: quei 424 bambini erano 270 dimessi dalla terapia intensiva neonatale e 154 nati senza complicazioni. Nel primo gruppo la strategia usata prima di camminare non mostrava relazioni significative con l'esito psicomotorio e linguistico fino a cinque anni. Nel secondo una differenza è emersa, ma nella direzione opposta a quella che ti aspetteresti: erano i bambini che avevano gattonato ad avere più ritardo motorio dopo — un risultato che gli autori stessi segnalano come in contrasto con altri studi. Protettivo, il gattonamento, non risulta.

Anche la differenza sul cammino è minuscola: nella coorte norvegese chi gattonava a quattro zampe ha iniziato a camminare 0,9 mesi prima (IC 95%: 0,32-1,49) di chi si spostava sul sedere. Ventisette giorni, e poi si chiude.

Perché oggi si gattona più tardi di una volta

Se tua madre ti dice che tu gattonavi a sei mesi, probabilmente ha ragione. Ed è cambiata una cosa sola.

In uno studio prospettico su 351 bambini nati a termine, quelli che dormivano a pancia in giù raggiungevano prima diverse tappe: il rotolamento, la posizione seduta con appoggio, lo strisciamento, il gattonamento, il tirarsi su in piedi. Ma sull'età del cammino non c'era differenza significativa e, soprattutto, tutti raggiungevano tutte le tappe dentro il range di normalità.

Tradotto: la raccomandazione di far dormire i bambini a pancia in su — che ha ridotto in modo drastico la morte in culla e non si tocca — ha spostato un po' più in là il gattonamento senza spostare il traguardo. È un cambio di calendario, non un ritardo.

Quello che possiamo recuperare è la parte persa per strada senza motivo: il tempo a pancia in giù da sveglio. Una revisione sistematica su 16 studi e 4.237 bambini di 8 Paesi ha trovato un'associazione positiva tra tempo prono e sviluppo motorio, in particolare con la capacità di muoversi da prono, da supino, di gattonare e di rotolare. Onestamente: per camminare, stare in piedi e stare seduto l'associazione risultava indeterminata, per la motricità fine e la comunicazione nessuna. Non è una scorciatoia magica: è la palestra del gattonamento.

Allora a cosa serve gattonare?

Serve, ma non per i motivi che senti in giro. Serve per una cosa molto concreta: è lì che il bambino impara a valutare il rischio.

In uno studio su un dislivello regolabile, i bambini di dodici mesi esperti di gattonamento si rifiutavano di scendere da un salto pericoloso, mentre i coetanei che avevano appena iniziato a camminare ci si buttavano ripetutamente; i camminatori esperti di diciotto mesi tornavano a rifiutare. La conclusione è la parte interessante: i bambini non imparano una paura generica dell'altezza, imparano quello che possono fare in quella specifica postura. In un altro esperimento, bambini che ancora non gattonavano e assegnati per sorteggio a guidare un piccolo mezzo motorizzato hanno sviluppato più prudenza verso l'altezza dei controlli: è il movimento a insegnarla.

Due conseguenze pratiche, poco romantiche. La prima: il giorno in cui il tuo bambino si sposta, la casa deve essere già pronta — cancelletti alle scale, angoli, cavi, prese, mobili ancorati. La seconda: la prudenza non si trasferisce dal gattonamento al cammino. Chi a undici mesi si fermava sul bordo del divano, il giorno in cui cammina ci scende sopra come se niente fosse: non è un passo indietro, sta ricominciando a imparare in una postura nuova.

E c'è l'effetto che noti tu: seguendo tredici coppie madre-bambino dai 6 ai 17 mesi, una volta diventati gattonatori esperti i bambini percorrevano distanze maggiori e la distanza dalla madre aumentava. È il momento in cui tuo figlio inizia a scegliere dove stare.

Il gattonamento asimmetrico: questo sì da guardare

Se di tutto l'articolo tieni una riga sola, tieni questa: non è il ritardo che interessa a chi guarda i bambini, è l'asimmetria. Nello studio italiano sui 424 bambini l'asimmetria è risultata uno dei fattori più importanti nel determinare la strategia di spostamento adottata. Molti "modi strani" di gattonare non sono personalità: sono un compenso.

Ecco cosa guardare, mettendolo sul pavimento e osservandolo due minuti:

  • trascina sempre la stessa gamba, che resta indietro o piegata sotto il corpo;
  • spinge con un braccio solo, o appoggia una mano aperta e l'altra a pugno chiuso;
  • gira sempre nella stessa direzione, come se descrivesse un arco;
  • usa sempre e solo una mano per prendere gli oggetti prima dei 12 mesi (una preferenza manuale netta e precoce non è un segno di intelligenza: è un segno da far guardare);
  • tiene la testa sempre ruotata dallo stesso lato mentre si muove;
  • ha un lato più rigido o più molle dell'altro.

Prima che ti si stringa lo stomaco: a questa età l'asimmetria è quasi sempre benigna e passeggera. In uno studio su 173 bambini con torcicollo posturale congenito il 25,4% mostrava un'asimmetria funzionale del movimento; a due anni era sparita nell'82% di loro, e il torcicollo nel 78%. In quel gruppo erano però più frequenti sia il ritardo motorio sia la plagiocefalia — ed è il motivo per cui la si guarda: non perché sia grave, ma perché è la cosa su cui si può fare qualcosa.

Se il pezzo che riconosci è la testa sempre girata dallo stesso lato, il tema ha un nome preciso: Torcicollo del neonato: perché il tempismo conta più di tutto. Se invece l'asimmetria la vedi sulle gambe — una piega diversa dall'altra, un'anca che si apre meno — leggi Displasia dell'anca nel neonato.

Il bambino che si sposta sul sedere

È il gruppo su cui i genitori ricevono più commenti non richiesti. Chi si sposta seduto spingendo con le mani è il 7,1% della coorte norvegese, cammina in media meno di un mese dopo gli altri, e spesso ha un genitore o uno zio che faceva la stessa cosa.

Una nota onesta, perché è meglio che te la dia io. In uno studio giapponese su 48 bambini che si spostavano sul sedere e che erano già stati portati a un centro per lo sviluppo — quindi bambini con qualcosa che aveva preoccupato qualcuno, non presi a caso — 20 (il 42%) hanno poi ricevuto una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Ma il punto vero dello studio è un altro, ed è rassicurante: lo sviluppo motorio non distingueva i due gruppi. A distinguerli erano il contatto visivo povero alla prima visita e il ritardo nella prima parola. E una storia familiare di spostamento sul sedere era meno frequente nel gruppo con autismo (10%) che negli altri (39%).

Cioè: il modo in cui il tuo bambino si sposta non è il segnale. Se ti cerca con gli occhi, risponde al suo nome e le parole arrivano, il fatto che viaggi seduto è un dettaglio. Se invece è lo sguardo o il linguaggio a non ingranare, quello è il tema — e non ha niente a che vedere con le gambe.

Cosa aiuta, cosa no, cosa è inutile

Il pavimento, molto. Superficie sicura e dura (non il letto, non il divano), spazio libero e qualche oggetto interessante appena fuori portata: un bambino si sposta quando c'è qualcosa che vuole.

Il tempo a pancia in giù da sveglio e sorvegliato. È la misura con più prove dietro. Se protesta, pochi minuti alla volta più volte al giorno, anche sul tuo petto.

Meno tempo nei contenitori. Ovetto, sdraietta, seggiolone: ogni ora fermi in una forma è un'ora in cui non spinge, non cade e non si rialza.

Il girello no. In uno studio longitudinale su 41 bambini nati a termine valutati ogni mese con l'Alberta Infant Motor Scale, l'uso del girello era associato a un percentile motorio più basso di 8,83 punti (p ≤ 0,0001). Sostiene il peso al posto delle braccia e delle gambe, e toglie proprio l'esperienza che serve.

Metterlo a forza a quattro zampe: inutile. Le posizioni che un bambino non raggiunge da solo non le sa nemmeno gestire. Puoi al massimo tenergli una mano sotto il bacino mentre ci prova lui, e toglierla appena spinge.

Le scarpe: dopo. In casa i piedi nudi o i calzini antiscivolo danno l'informazione sensoriale che serve; le scarpe servono fuori — e se ti stai chiedendo che forma abbia quel piede, Piede piatto nel bambino ti risparmia un po' d'ansia.

Quando smettere di aspettare

Le situazioni in cui non ha senso rimandare, e nessuna riguarda il gattonamento in sé:

  • non si sposta in nessun modo a 12 mesi — né gattonando, né strisciando, né rotolando, né sul sedere;
  • non sta seduto senza appoggio a 9 mesi compiuti (la finestra OMS per stare seduti si chiude a 9,2 mesi ed è la più stretta di tutte);
  • perdita di un'abilità già acquisita: è il segnale che va sempre riferito subito;
  • asimmetria che non passa, di qualunque tipo, anche se le tappe sono nei tempi;
  • il bambino è molto rigido (gambe che si incrociano, pugni serrati dopo i 4-5 mesi) o molto molle;
  • il ritardo motorio si accompagna a un ritardo dello sguardo o del linguaggio.

Il motivo per cui oggi si guarda prima è che si riesce a vedere prima. La paralisi cerebrale infantile — la disabilità fisica più frequente dell'infanzia, 1 bambino su 500 — veniva storicamente diagnosticata tra i 12 e i 24 mesi; oggi può essere individuata prima dei 6 mesi di età corretta con strumenti standardizzati (sensibilità 98% per la valutazione dei movimenti generali, 90% per l'esame neurologico Hammersmith). Il senso non è spaventarti: è che aspettare non serve più a niente.

Un'ultima cosa che salta sempre: se il tuo bambino è nato prematuro, queste età si leggono sull'età corretta, calcolata dalla data presunta del parto. Nato a 30 settimane, a undici mesi di calendario ne ha circa nove: va confrontato con quelli.

Cosa può fare un fisioterapista (e cosa no)

Mettiamola come sta. Se il tuo bambino non gattona ma si sposta, è simmetrico e continua ad aggiungere cose che prima non faceva, non ti serve una terapia: ti serve che qualcuno guardi come si muove e ti dica due o tre cose da cambiare a casa nella prossima settimana — com'è fatto lo spazio, dove metti i giochi, quanto tempo passa nei contenitori, come organizzare il tempo a pancia in giù senza pianti.

Funziona bene in videochiamata, perché il vero lavoro lo fai tu, sul tappeto di casa tua, tutti i giorni: e per guardare un bambino che si muove, il pavimento di casa sua è un posto migliore di un lettino.

Se invece dietro c'è una condizione neurologica o neuromuscolare complessa, il posto giusto non siamo noi: quei percorsi richiedono valutazioni in presenza, équipe multidisciplinari e centri specializzati, e te lo diciamo subito invece di farti perdere tempo.

Farsi guardare, senza aspettare

Se sei arrivata fin qui hai già la parte più importante: smettere di contare i mesi e iniziare a guardare come si muove il tuo bambino — se usa i due lati allo stesso modo, se ha spazio per provare, se ogni settimana aggiunge qualcosa.

Con Ri-Hub Junior si parte da una prima visita gratuita di venti minuti con una fisioterapista specializzata in età evolutiva: ci racconti cosa hai notato, lo guardiamo muoversi sul suo tappeto, e se il posto giusto non siamo noi te lo diciamo lì, senza girarci intorno. Per i bambini fino ai 10 anni le sedute durano 50 minuti e costano 59,90 €.

C'è un modo di spostarsi che non è né gattonare né strisciare: seduti, sul sedere. È più comune di quanto sembri — Bambino che si sposta strisciando sul sedere.

Dopo il gattonamento viene la fase in cui si tira su ai mobili: Quando il bambino si tira su in piedi.

Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

Domande frequenti

A quanti mesi si inizia a gattonare?

Non esiste un mese giusto, esiste una finestra. Nello studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità su 816 bambini sani seguiti in cinque Paesi, il gattonamento a quattro zampe compare tra i 5,2 e i 13,5 mesi: dentro quell'intervallo di otto mesi sta il 98% dei bambini che stanno bene. Il famoso 7-10 mesi che leggi ovunque è la parte centrale di quella finestra, non il suo bordo: se il tuo è fuori da quel range non è in ritardo, è dentro la normalità.

Mio figlio non gattona: devo preoccuparmi?

Nella grande maggioranza dei casi no. Nello studio dell'OMS il 4,3% dei bambini sani non ha mai mostrato il gattonamento a quattro zampe: non l'ha fatto tardi, non l'ha fatto proprio. Ed è il motivo per cui nel 2022 il gattonamento è stato tolto dalle liste di tappe usate per la sorveglianza dello sviluppo, perché è troppo variabile e non è essenziale. La domanda giusta non è se gattona, è se si sposta in qualche modo e se lo fa usando i due lati allo stesso modo.

Gattonare all'indietro o strisciando sulla pancia è normale?

Sì, sono varianti descritte da decenni. In uno studio italiano su 424 bambini sono state distinte cinque strategie prima del cammino: il gattonamento a quattro zampe, lo strisciamento sulla pancia, lo spostamento seduti sul sedere, altre forme e nessuna forma. Lo strisciamento sulla pancia e il gattonamento a quattro zampe sono gesti misurabilmente diversi, non uno la versione sbagliata dell'altro. Andare all'indietro prima di andare avanti è comunissimo: le braccia spingono meglio di quanto le gambe tirino.

Mio figlio si sposta seduto sul sedere invece di gattonare

È la seconda strategia più frequente. In una coorte norvegese su 47.515 bambini l'84,5% gattonava a quattro zampe e il 7,1% si spostava seduto sul sedere. Quelli che gattonavano hanno iniziato a camminare da soli 0,9 mesi prima: meno di un mese di differenza, che poi si chiude. Spesso è anche una cosa di famiglia. Quello che vale la pena guardare in questi bambini non è il motorio, è che ti cerchino con lo sguardo e che il linguaggio proceda.

Cos'è il gattonamento asimmetrico e perché conta?

È quando il bambino si sposta usando i due lati in modo diverso: trascina sempre la stessa gamba, spinge con un braccio solo, tiene un ginocchio piegato e l'altro no, gira sempre nella stessa direzione. In uno studio su 424 bambini l'asimmetria è risultata uno dei fattori più importanti nel determinare la strategia di spostamento. Non è per forza qualcosa di grave, ma è l'unica cosa che vale la pena far guardare presto, anche se il bambino è nei tempi.

Il girello aiuta a gattonare o a camminare prima?

No. In uno studio longitudinale su 41 bambini nati a termine, valutati ogni mese con l'Alberta Infant Motor Scale, l'uso del girello era associato a un percentile motorio più basso di 8,83 punti. Il girello sostiene il peso al posto delle braccia e delle gambe e toglie proprio l'esperienza che serve: spingere, cadere, rialzarsi.

Quando devo chiamare il pediatra?

Se a 12 mesi il bambino non si sposta in nessun modo, se non sta seduto senza appoggio a 9 mesi compiuti, se perde un'abilità che aveva già, se c'è un'asimmetria che non passa, se è molto rigido o molto molle. In tutti questi casi non ha senso aspettare, e non c'entra il gattonamento: c'entra il fatto che ci sono strumenti che oggi individuano molto presto le cose che vale la pena individuare presto.

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