Un bambino di poche settimane tiene la testa sempre inclinata dallo stesso lato. Quando lo chiamate da destra si gira; da sinistra fa più fatica, o non ci arriva proprio. Magari nelle prime settimane avete sentito un piccolo nodulo duro sul lato del collo, e vi hanno detto di aspettare.
È il quadro del torcicollo congenito, ed è una delle poche condizioni dell'età evolutiva in cui quanto presto si comincia è più importante di qualunque altra cosa si faccia.
Cos'è, e cosa non è
Non è il torcicollo dell'adulto. Quello arriva in una notte, fa male e si sblocca in qualche giorno. Qui il bambino di solito non ha dolore: quello che si vede è un'asimmetria costante, la testa inclinata da un lato e ruotata verso l'altro, e una rotazione che da una parte non arriva fino in fondo.
Nella forma più comune il muscolo coinvolto è lo sternocleidomastoideo, quello che va dietro l'orecchio fino alla clavicola: da un lato è più corto o più rigido, e tiene la testa in quella posizione.
La letteratura distingue tre situazioni, che non hanno lo stesso decorso: la forma con un nodulo palpabile nel muscolo, la forma muscolare senza nodulo, e la forma posturale, in cui il muscolo non è alterato ma la postura preferenziale sì. In uno studio prospettico su 821 bambini erano rispettivamente il 55%, il 34% e l'11% dei casi.
Il dato che dovrebbe cambiare i tempi di tutti
Lo stesso studio ha analizzato cosa predice il risultato. Le variabili risultate associate in modo statisticamente forte sia alla durata del trattamento sia al punteggio finale sono state: il tipo di forma, il deficit iniziale di rotazione del collo e l'età del bambino alla prima valutazione.
Detto in modo diretto: lo stesso torcicollo trattato a un mese e trattato a otto mesi non impiega lo stesso tempo e non arriva allo stesso punto. Non perché il trattamento cambi, ma perché il tessuto di un neonato di poche settimane risponde in un modo che a otto mesi non risponde più.
Gli autori concludono che l'allungamento manuale controllato è sicuro ed efficace quando il bambino viene visto prima dell'anno di età.
Sull'altro lato della bilancia, la chirurgia. Nello stesso campione è servita all'8% dei bambini con nodulo, al 3% di quelli con la forma muscolare senza nodulo e allo 0% di quelli con la forma posturale — e viene considerata solo dopo almeno sei mesi di trattamento conservativo fatto bene, con un deficit residuo di rotazione o inclinazione superiore ai 15 gradi. Non è quasi mai la strada.

Il legame con la testa piatta
C'è un pezzo che tiene insieme le due cose più comuni dei primi mesi.
Se un bambino ruota la testa preferibilmente da un lato, appoggerà sempre lo stesso punto del cranio, e quel punto si appiattirà. È il motivo per cui torcicollo e plagiocefalia posizionale si presentano insieme così spesso.
Quanto spesso lo dice uno studio prospettico su 202 bambini portati per un'asimmetria del cranio: il 97% aveva un'asimmetria di rotazione del collo di almeno 15 gradi, con una differenza media di 24 gradi fra i due lati. Ma solo il 24% era stato in precedenza diagnosticato o trattato per un torcicollo.
Tre bambini su quattro, cioè, erano stati portati a occuparsi della forma della testa senza che nessuno avesse guardato la causa. È l'errore più comune di tutto questo capitolo.
Cosa si fa, concretamente
Il trattamento di riferimento è conservativo, ed è descritto nella linea guida di pratica clinica dell'Academy of Pediatric Physical Therapy, aggiornata nel 2024. In pratica si articola su tre cose:
Misurare. Quanto ruota la testa a destra e a sinistra, quanto si inclina da una parte e dall'altra. Servono numeri di partenza, altrimenti non si sa se si sta migliorando: a occhio, un genitore che vede il figlio tutti i giorni non percepisce un guadagno di dieci gradi.
Allungare, dolcemente e spesso. Gli allungamenti passivi del collo si fanno con il bambino rilassato, senza forzare mai, per pochi secondi e molte volte al giorno. La frequenza conta più dell'intensità, e questo è il punto: sono i genitori a farli, ogni giorno.
Organizzare la giornata perché sia lui a girare la testa. È la parte che fa la differenza e costa zero. Da che lato lo chiamate, da che lato mettete il gioco o la luce, come lo tenete in braccio, come è orientata la culla rispetto alla porta: tutto questo, ripetuto cento volte al giorno, è un allenamento alla rotazione verso il lato difficile. Aggiungete il tempo a pancia in giù da sveglio e sorvegliato, che rinforza il collo in modo simmetrico.
E una cosa che non va cambiata: nel sonno il bambino resta a pancia in su. La posizione supina è la raccomandazione che ha ridotto la morte in culla, e non si tocca. Il lavoro si fa nelle ore di veglia.
Quando invece serve un medico
Non tutti i colli storti sono muscolari. Vanno visti da un pediatra, senza aspettare:
- un'asimmetria che compare all'improvviso in un bambino che prima non l'aveva;
- dolore evidente, pianto alla mobilizzazione, o febbre associata;
- difficoltà a mangiare o deglutire, o un'asimmetria del viso marcata;
- la perdita di abilità già acquisite;
- una posizione della testa che non cambia per niente dopo settimane di lavoro corretto;
- una cresta ossea dura lungo una linea del cranio, che è un problema diverso e va escluso.
Farsi seguire
Il torcicollo congenito è il caso quasi perfetto per la fisioterapia a distanza, e non per comodità: perché il lavoro utile lo fanno i genitori, tutti i giorni. Il fisioterapista misura la rotazione, insegna gli allungamenti, guarda come li state facendo e li corregge, e riorganizza con voi la giornata del bambino. Quello che serve è che vi guardi mentre lo fate — e per quello la videochiamata basta.
Con Ri-Hub Junior si parte da una prima visita gratuita di venti minuti: raccontate cosa avete notato e da quanto, e se il caso richiede prima un medico ve lo diciamo subito. Le sedute per i più piccoli durano un'ora e costano 59,90 €.
Se quello che vi ha preoccupato è soprattutto la forma della testa, il pezzo che riguarda voi è Testa piatta nel neonato: cosa dicono davvero gli studi sul casco.
Se invece il torcicollo è comparso all'improvviso in un bambino più grande o in un adulto, il quadro è completamente diverso: leggi Torcicollo: rimedi per sbloccare il collo.
Fonti
- Clinical determinants of the outcome of manual stretching in the treatment of congenital muscular torticollis in infants — Journal of Bone and Joint Surgery, 2001
- Physical Therapy Management of Congenital Muscular Torticollis: A 2024 Evidence-Based Clinical Practice Guideline — Pediatric Physical Therapy, 2024
- The role of congenital muscular torticollis in the development of deformational plagiocephaly — Plastic and Reconstructive Surgery, 2009
- Congenital muscular torticollis: early and intensive treatment is critical. A prospective study — Pediatrics International, 2000
Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.




