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Torcicollo Miogeno del Neonato: Perché il Tempismo Conta Più di Tutto

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Pubblicato il 1 agosto 2026

Un grazioso bambino asiatico si diverte a giocare all'aperto su una coperta con un giocattolo.
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Il tuo bambino ha poche settimane e tiene la testa sempre inclinata dallo stesso lato. Se lo chiami da destra si gira; da sinistra fa più fatica, o non ci arriva proprio. Magari nei primi giorni hai sentito un nodulino duro sul lato del collo, e ti hanno detto di aspettare.

È il quadro del torcicollo congenito, che il pediatra può chiamare anche torcicollo miogeno o torcicollo muscolare congenito: sono lo stesso problema, e il nome cambia solo perché uno descrive quando compare e l'altro da dove nasce — il muscolo sternocleidomastoideo, su un lato del collo. È ed è una delle poche condizioni dell'età evolutiva in cui quanto presto si comincia è più importante di qualunque altra cosa si faccia.

Cos'è, e cosa non è

Non è il torcicollo dell'adulto. Quello arriva in una notte, fa male e si sblocca in qualche giorno. Qui il bambino di solito non ha dolore: quello che si vede è un'asimmetria costante, la testa inclinata da un lato e ruotata verso l'altro, e una rotazione che da una parte non arriva fino in fondo.

Nella forma più comune il muscolo coinvolto è lo sternocleidomastoideo, quello che va dietro l'orecchio fino alla clavicola: da un lato è più corto o più rigido, e tiene la testa in quella posizione.

La letteratura distingue tre situazioni, che non hanno lo stesso decorso: la forma con un nodulo palpabile nel muscolo, la forma muscolare senza nodulo, e la forma posturale, in cui il muscolo non è alterato ma la postura preferenziale sì. In uno studio prospettico su 821 bambini erano rispettivamente il 55%, il 34% e l'11% dei casi.

Il dato che dovrebbe cambiare i tempi di tutti

Lo stesso studio ha analizzato cosa predice il risultato. Le variabili risultate associate in modo statisticamente forte sia alla durata del trattamento sia al punteggio finale sono state: il tipo di forma, il deficit iniziale di rotazione del collo e l'età del bambino alla prima valutazione.

Detto in modo diretto: lo stesso torcicollo trattato a un mese e trattato a otto mesi non impiega lo stesso tempo e non arriva allo stesso punto. Non perché il trattamento cambi, ma perché il tessuto di un neonato di poche settimane risponde in un modo che a otto mesi non risponde più.

Gli autori concludono che l'allungamento manuale controllato è sicuro ed efficace quando il bambino viene visto prima dell'anno di età.

Sull'altro lato della bilancia, la chirurgia. Nello stesso campione è servita all'8% dei bambini con nodulo, al 3% di quelli con la forma muscolare senza nodulo e allo 0% di quelli con la forma posturale — e viene considerata solo dopo almeno sei mesi di trattamento conservativo fatto bene, con un deficit residuo di rotazione o inclinazione superiore ai 15 gradi. Non è quasi mai la strada.

Piccola bambina carina nel passeggino che tiene un giocattolo lavorato a maglia. Momento felice dell'infanzia.

Il legame con la testa piatta

C'è un pezzo che tiene insieme le due cose più comuni dei primi mesi.

Se un bambino ruota la testa preferibilmente da un lato, appoggerà sempre lo stesso punto del cranio, e quel punto si appiattirà. È il motivo per cui torcicollo e plagiocefalia posizionale si presentano insieme così spesso.

Quanto spesso lo dice uno studio prospettico su 202 bambini portati per un'asimmetria del cranio: il 97% aveva un'asimmetria di rotazione del collo di almeno 15 gradi, con una differenza media di 24 gradi fra i due lati. Ma solo il 24% era stato in precedenza diagnosticato o trattato per un torcicollo.

Tre bambini su quattro, cioè, erano stati portati a occuparsi della forma della testa senza che nessuno avesse guardato la causa. È l'errore più comune di tutto questo capitolo.

Cosa si fa, concretamente

Il trattamento di riferimento è conservativo, ed è descritto nella linea guida di pratica clinica dell'Academy of Pediatric Physical Therapy, aggiornata nel 2024. In pratica si articola su tre cose:

Misurare. Quanto ruota la testa a destra e a sinistra, quanto si inclina da una parte e dall'altra. Servono numeri di partenza, altrimenti non si sa se si sta migliorando: a occhio, un genitore che vede il figlio tutti i giorni non percepisce un guadagno di dieci gradi.

Allungare, dolcemente e spesso. Gli allungamenti passivi del collo si fanno con il bambino rilassato, senza forzare mai, per pochi secondi e molte volte al giorno. La frequenza conta più dell'intensità, e questo è il punto: sono i genitori a farli, ogni giorno.

Organizzare la giornata perché sia lui a girare la testa. È la parte che fa la differenza e costa zero. Da che lato lo chiamate, da che lato mettete il gioco o la luce, come lo tenete in braccio, come è orientata la culla rispetto alla porta: tutto questo, ripetuto cento volte al giorno, è un allenamento alla rotazione verso il lato difficile. Aggiungete il tempo a pancia in giù da sveglio e sorvegliato, che rinforza il collo in modo simmetrico.

E una cosa che non va cambiata: nel sonno il bambino resta a pancia in su. La posizione supina è la raccomandazione che ha ridotto la morte in culla, e non si tocca. Il lavoro si fa nelle ore di veglia.

Quando invece serve un medico

Non tutti i colli storti sono muscolari. Queste cose falle vedere dal pediatra, senza aspettare:

  • un'asimmetria che compare all'improvviso in un bambino che prima non l'aveva;
  • dolore evidente, pianto alla mobilizzazione, o febbre associata;
  • difficoltà a mangiare o deglutire, o un'asimmetria del viso marcata;
  • la perdita di abilità già acquisite;
  • una posizione della testa che non cambia per niente dopo settimane di lavoro corretto;
  • una cresta ossea dura lungo una linea del cranio, che è un problema diverso e va escluso.

Farsi seguire

Il torcicollo congenito è il caso quasi perfetto per la fisioterapia a distanza, e non per comodità: perché il lavoro che conta lo fai tu, tutti i giorni. Il fisioterapista misura la rotazione, ti insegna gli allungamenti, guarda come li stai facendo e te li corregge, e riorganizza con te la giornata del bambino. Serve solo che qualcuno ti guardi mentre lo fai — e per quello la videochiamata basta e avanza.

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Se quello che ti ha preoccupato è soprattutto la forma della testa, il pezzo che riguarda te è Testa piatta nel neonato: cosa dicono davvero gli studi sul casco.

Se invece il torcicollo è comparso all'improvviso in un bambino più grande o in un adulto, il quadro è completamente diverso: leggi Torcicollo: rimedi per sbloccare il collo.

Se il bambino non è più un neonato e il collo si è storto adesso, le cause sono diverse e alcune vanno viste subito: Torcicollo nel bambino più grande.

Se non sai ancora se quello che vedi sia una preferenza o una limitazione, si parte da qui: Neonato che gira la testa sempre da un lato.

Alternare il lato in cui lo tieni in braccio è metà del lavoro: le prese, mese per mese, sono in Come tenere in braccio il neonato.

Fonti

Ultima verifica delle fonti: settembre 2026.

Domande frequenti

Cos'è il torcicollo congenito del neonato?

È una condizione di postura presente fin dalle prime settimane, in cui il bambino tiene la testa inclinata da un lato e ruotata dall'altro. Nella forma più comune è coinvolto il muscolo sternocleidomastoideo, che risulta accorciato o rigido da una parte. Non è un torcicollo come quello dell'adulto, che compare da un giorno all'altro ed è doloroso: qui il bambino di solito non ha dolore, e la cosa che si nota è l'asimmetria.

Come faccio ad accorgermene?

I segnali sono quasi sempre di asimmetria costante: la testa sempre inclinata dallo stesso lato, la difficoltà a ruotarla completamente in una direzione, la preferenza a guardare sempre dallo stesso lato anche quando lo chiamate dall'altro, a volte un nodulo palpabile sul lato del collo nelle prime settimane, e spesso un appiattimento del cranio che compare dopo.

Quanto conta iniziare presto?

Molto, ed è misurato. In uno studio prospettico su 821 bambini, l'età alla prima valutazione è risultata associata in modo statisticamente forte sia alla durata del trattamento sia al risultato finale. In pratica: lo stesso torcicollo trattato a un mese o a otto mesi non richiede lo stesso tempo e non arriva allo stesso punto.

Serve l'intervento chirurgico?

Quasi mai, e dipende dalla forma. Nello studio sugli 821 bambini l'intervento è servito all'8% di quelli con un nodulo del muscolo, al 3% di quelli con la forma muscolare senza nodulo e allo 0% di quelli con la forma posturale. La chirurgia si considera dopo almeno sei mesi di trattamento conservativo fatto bene e con un deficit residuo importante, non prima.

Cosa si fa concretamente in fisioterapia?

Si valuta quanto ruota e quanto si inclina il collo da entrambi i lati per avere un numero di partenza, si insegnano ai genitori gli allungamenti dolci e le posizioni da usare ogni giorno, e si organizza la giornata del bambino in modo che sia lui a girare la testa dal lato difficile: da che parte lo si chiama, da che parte si mette il gioco, come lo si tiene in braccio.

Perché il lavoro lo devono fare i genitori?

Perché conta la frequenza, non la potenza. Gli allungamenti e le posizioni vanno ripetuti più volte al giorno, tutti i giorni: nessun professionista può ottenere questo vedendo il bambino una volta a settimana. Il fisioterapista serve a misurare, a insegnare i movimenti giusti e a correggere quello che stai facendo, ed è il motivo per cui questa condizione si presta bene al lavoro in videochiamata.

Quando devo rivolgermi al medico invece che al fisioterapista?

Quando l'asimmetria compare improvvisamente in un bambino che prima non ce l'aveva, quando c'è dolore evidente o febbre, quando ci sono difficoltà a mangiare o a deglutire, quando il bambino perde abilità già acquisite, o quando la posizione della testa non cambia per nulla nonostante settimane di lavoro corretto. In questi casi la valutazione dev'essere medica, perché non tutti i colli storti sono muscolari.

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