Dolore e Patologie

Polimialgia Reumatica: Sintomi, Diagnosi e Movimento

Revisione clinica: Daniele Carretto, Fisioterapista (Albo 2019) · Aggiornato il 24 agosto 2026

Donna in canotta arancione seduta sui gradini di un anfiteatro all'aperto con la mano premuta sulla zona lombare; smartphone su treppiede puntato.
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Ti svegli e non riesci ad alzare le braccia. Spalle bloccate, entrambe, e una rigidità che al mattino sembra cemento e migliora solo dopo un'ora. Magari anche i fianchi. E non ricordi nessuno sforzo che possa averlo causato.

Se hai più di 50 anni e questo quadro è comparso nel giro di giorni o poche settimane, c'è un nome che va preso in considerazione: polimialgia reumatica. Ed è importante conoscerlo, perché non è un problema muscolare e non si risolve con gli esercizi.

⚠️ Il campanello d'allarme che viene prima di tutto

Vai in pronto soccorso subito, senza aspettare, se insieme a questo dolore compaiono:

  • disturbi della vista di qualunque tipo: visione annebbiata, doppia, un'ombra nel campo visivo, perdita anche transitoria della vista;
  • mal di testa nuovo e insistente, spesso alle tempie;
  • dolore alla mascella mentre mastichi, che ti costringe a fermarti;
  • cuoio capelluto dolente al tatto, anche solo a pettinarsi;
  • febbre e malessere generale che non si spiegano.

Sono i segni dell'arterite a cellule giganti, una infiammazione delle arterie strettamente imparentata con la polimialgia reumatica. È la ragione per cui questa condizione va conosciuta: può portare alla perdita permanente della vista, e quella perdita è evitabile se si interviene in tempo.

Non è un allarme teorico: le due malattie condividono la stessa fascia d'età e compaiono spesso insieme.

Che cos'è, e cosa non è

La polimialgia reumatica è una malattia infiammatoria, non un problema meccanico. Interessa le persone dai 50 anni in su e colpisce tipicamente il cingolo scapolare — le spalle — e spesso anche il cingolo pelvico, cioè fianchi e cosce.

Il tratto che la distingue da tutto il resto è la simmetria: il dolore è su entrambe le spalle, non su una. Una tendinopatia della cuffia, una borsite da sovraccarico, un'artrosi arrivano quasi sempre da un lato solo e hanno una storia dietro. Qui no: compare in poco tempo, su tutti e due i lati, e senza un evento scatenante.

L'altro tratto è la rigidità mattutina prolungata: non i cinque minuti di un'articolazione artrosica, ma un'ora o più in cui vestirsi, pettinarsi e allacciarsi il reggiseno diventano difficili.

Donna prona sul lettino blu con top sportivo nero mentre le mani del fisioterapista in camice bianco lavorano sulla zona lombare.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi è clinica, e si costruisce sul quadro complessivo: dolore bilaterale alle spalle di recente insorgenza, rigidità marcata, limitazione funzionale, età sopra i 50 anni.

A questo si aggiungono gli esami. Gli indici di infiammazione — VES e proteina C reattiva — risultano alterati in oltre il 90% dei casi, ed è un elemento importante perché in un problema muscoloscheletrico comune sono normali. L'ecografia può mostrare una borsite sottodeltoidea bilaterale, che si ritrova in circa il 69% dei pazienti con polimialgia.

Questo è anche il motivo per cui la prima porta non è quella del fisioterapista: serve un medico, che valuti il quadro, prescriva gli esami e imposti la terapia.

Il trattamento

Il riferimento è il glucocorticoide a basso dosaggio. La caratteristica che colpisce di più chi lo vive è la rapidità della risposta: spesso in pochi giorni il dolore e la rigidità si riducono in modo netto. È un elemento che il medico usa anche come conferma diagnostica.

Da lì inizia la parte lunga: il dosaggio si riduce gradualmente, nell'arco di mesi, e la riduzione troppo rapida è la causa più comune di ricaduta. Molte persone restano in terapia uno o due anni.

Due cose che vale la pena sapere in anticipo, perché riguardano il corpo e non solo la malattia. La prima: il cortisone prolungato ha effetti collaterali — sulla massa muscolare, sull'osso, sul metabolismo — che vengono monitorati dal medico e che si contrastano anche con il movimento. La seconda: la terapia non si aggiusta da soli, né alzando né abbassando la dose.

Dove entra il movimento

Non nel curare la malattia: quella si tratta con i farmaci. Entra nel contorno, che però pesa parecchio sulla qualità della vita.

  • Mantenere il movimento di spalle e fianchi, perché una zona dolorosa e ferma perde escursione articolare rapidamente, e riguadagnarla dopo costa fatica.
  • Contrastare la perdita di massa muscolare, che qui arriva da due direzioni insieme: l'inattività dovuta al dolore e la terapia prolungata con cortisone. È il motivo per cui il lavoro di forza, dosato bene, non è un extra.
  • Proteggere l'osso, perché il rischio di osteoporosi aumenta e il carico è uno degli stimoli che l'osso riconosce.
  • Tornare alle attività quotidiane man mano che il dolore cala, con una progressione ragionata invece di riprendere tutto insieme.

Il dosaggio, qui, è tutto: nella fase acuta non si forza contro un'infiammazione attiva, si mantiene ciò che si può. Man mano che il farmaco fa effetto, il lavoro cresce.

Farsi seguire

Con Ri-Hub la prima visita è gratuita, e in un caso come questo serve prima di tutto a inquadrare: se il quadro è quello descritto qui — dolore bilaterale, rigidità mattutina lunga, comparsa recente dopo i 50 anni — la cosa più utile che possiamo fare è dirti di andare da un medico, e dirtelo subito. Non è un percorso che parte da noi.

Quando la diagnosi c'è e la terapia è avviata, il lavoro sul movimento si segue bene anche in videochiamata: si tratta di mantenere l'escursione, costruire forza con gradualità e riprendere le attività, cioè esercizio, dosaggio e progressione. Le sedute costano 29,90€.

E resta valida la regola più importante di questa pagina: se compaiono disturbi della vista o mal di testa nuovo, non si chiama il fisioterapista. Si va in pronto soccorso.


Se il dolore riguarda una spalla sola e ha una storia di sovraccarico dietro, il quadro è probabilmente un altro: leggi Cuffia dei rotatori: esercizi di rinforzo e recupero.

Ti stai chiedendo quanto costerebbe farti seguire? La spesa dipende da quante sedute servono, non dalla tariffa singola: i conti li trovi in Quanto costa la fisioterapia per la spalla.

Hai bisogno di un consulto?

Inizia dal questionario su Ri-Hub — poche domande sul tuo caso, e ti assegniamo il tuo fisioterapista, iscritto all'Albo. Il primo colloquio con lui dura 20 minuti in videochiamata, è gratuito e non ti impegna a nulla: arriva alla chiamata avendo già letto quello che hai scritto, e insieme decidete se e come proseguire.

Fonti

Ultima verifica delle fonti: agosto 2026.

Domande frequenti

Che cos'è la polimialgia reumatica?

È una malattia infiammatoria che colpisce le persone dai 50 anni in su e provoca dolore e rigidità a entrambe le spalle e spesso anche ai fianchi e alle cosce. Non è un problema muscolare da sovraccarico: è un'infiammazione, e per questo si tratta con i farmaci e non con la fisioterapia da sola.

Come si riconosce?

La diagnosi è clinica e si basa su un quadro tipico: dolore a entrambe le spalle comparso di recente, rigidità marcata soprattutto al mattino, difficoltà nei gesti sopra la testa, e indici di infiammazione alterati nel sangue in oltre il 90% dei casi. L'ecografia mostra una borsite sottodeltoidea bilaterale in circa il 69% dei pazienti.

Qual è il campanello d'allarme da non ignorare?

Mal di testa nuovo e insistente, dolore alle tempie, dolore alla mascella masticando e soprattutto qualunque disturbo della vista. Sono i segni dell'arterite a cellule giganti, che è associata alla polimialgia e può portare alla perdita permanente della vista. Va trattata d'urgenza: in quel caso si va in pronto soccorso, non si aspetta.

Si cura con il cortisone?

Il trattamento di riferimento è il glucocorticoide a basso dosaggio, e la risposta è tipicamente rapida — spesso nel giro di pochi giorni. È una terapia medica: la imposta e la scala il reumatologo o il medico curante, non si aggiusta da soli.

Serve la fisioterapia?

Non per curare la malattia, che si tratta con i farmaci. Serve per il contorno, che pesa: mantenere il movimento delle spalle e dei fianchi, contrastare la perdita di massa muscolare legata sia all'inattività sia alla terapia prolungata con cortisone, e recuperare le attività quotidiane man mano che il dolore cala.

Quanto dura?

È una condizione che si gestisce nel tempo: la terapia si riduce gradualmente e in molti casi dura uno o due anni, con possibili ricadute quando si scala troppo in fretta. Non è una condanna, ma nemmeno una cosa che passa in un mese.

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